PRIMONUMERO - CITTA' IN RETE
 
Il vernacolo


I TAVITTE
da una pubblicazione di
Carlo Cappella

'U SULDATE, 'A MAMME E 'U FELMENANDE

Dialogo tra un giovane soldato del 1942, che torna in licenza, e la madre che gli va incontro sulla porta. Enzo, dopo aver tolto di bocca una nazionale spenta, abbraccia e bacia la mamma.
Enzo: - Ben tornata mamma, come la v?
Mamma: - 'n grazia Dd, m pegge (grazie a Dio, mai peggio)
Enzo: - Mi dai un brighetto?
Mamma: - Quale banchette mamma su' , mo tenime 'i segge. (quale                  banchetto mamma tua ora teniamo le sedie)
Enzo: - Non capisci? Desidero un chiaro.
Mamma: - Poverelle! Chiare, 'a mojje de Sapne, morte. (Poveretta!                  Chiare la moglie di sapone morta)
Enzo: - Questa gente non capisce un'ostia: Voglio un fiammifero,             sacramento!
Mamma: - E parle come t'ha fatte mammete: d ca v nu fulmenante! (E                  parla come ti ha fatto mamma di che vuoi un fulminante! )

 

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