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I TAVITTE
da una pubblicazione di
Carlo Cappella
"A CHI TOCCHE 'U
'NCINZE"
Verso la fine dei
XIX secolo, prima che avesse inizio la caduta dei privilegi
di tanti signorotti che felicitavano il nostro paese (anno
1892),i fratelli don E... e don L... succeduti al padre
nel possesso del feudo, si recarono a visitare le loro
terre, e dai contadini ebbero un'accoglienza festosa.
La domenica successiva andarono a messa in Cattedrale
dove erano state loro preparate due poltrone, una specie
di posto d'onore.
Come si usava allora, ad un certo punto il celebrante,
don Enrico Colancri, si avvicinò al maggiore dei due fratelli,
don L.... e con il turibolo lo incensò tre volte. Mentre
il sacerdote si accingeva a ritornare sull'altare, venne
fermato dall'altro fratello, il quale offeso per la evidente
preferenza, bruscamente gli disse:
"pur'a mè che so' d'a famijje"
In quel tempo con i signorotti c'era
poco da scherzare, ed il prelato onde evitare grattacapi,
prese di nuovo il turibolo e cosparse abbondantemente
d'incenso anche don E.... rispettando cosí
"L'appartenenza alla famiglia"
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