|
I TAVITTE
da una pubblicazione di
Carlo Cappella
MECHELE 'I DD MOJJE
E 'U CALLARE
Un certo Michele Fascetta,
pugliese, nel 1807 venne a Termoli per esercitare la professione
di carpentiere, ed in questo paese spos una ragazza di
cui era pazzamente innamorato.
Un giorno si venne a sapere che egli aveva un'altra moglie;
allora i parenti della giovane ingannata giurarono vendetta.
Lo condussero col pretesto di dover costruire un carro
agricolo fuori del paese, nelle vicinanze della Madonna
delle Grazie; l lo appesero ad un albero di ulivo con
un gancio e gli appiccarono il fuoco sotto i piedi, come
si fa con il caldaio sotto il camino.
Il supplizio di Michele rimasto memorabile nel volgo,
tanto che ancora oggi contro persona odiata si usa sputar
sentenza:
"Puzza fa 'a fine
d callare cu gance 'n ganne e 'a fiamme 'n cule".
back
|