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Il vernacolo


I TAVITTE

da una pubblicazione di
Carlo Cappella

“'A TOSCE DU' SULDATE“

All'inizio dei secolo, come è noto, infieriva il mal sottile e molte famiglie ne erano colpite. I giovani affetti da tale morbo venivano esonerati dal servizio militare. La tosse persistente era una evidente manifestazione del male.
Un giovane fu chiamato alla visita militare. Mentre nella sua abitazione preparava quanto gli occorreva e si accingeva a salutare i familiari, per l'emozione fu improvvisamente preso da una tosse insistente. Egli era l'unico sostegno dei genitori ormai anziani ed il suo guadagno era di fondamentale importanza. Il padre e la madre, non perché volessero il figlio malato, ma speravano che questi venisse riformato alla visita di leva per non perdere i suoi lauti guadagni.
Sentendolo tossire si accese in loro un lume di speranza e affinché accrescesse nel giovane una parvenza di malattia, la madre lo sollecitò dicendo:

"Tusce a mamme, ca neri fì 'u suldáte"

 

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