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I TAVITTE
da una pubblicazione di
Carlo Cappella
"'COME CI 'AREFONNE
STAGNARILLE"
Un termolese commerciante di preziosi,
per lo piú falsi, per cui lo chiamavano "Stagnarille",
era per indole molto avaro; gli avresti facilmente cavato
un dente di bocca, anziché un soldo di tasca. Se gli capitava
di andare in un caffè con degli amici, trovava sempre
la maniera di indurre qualcuno a pagare.
Aveva però l'astuzia di darsi l'aria di persona che non
teneva in considerazione la moneta; infatti quando vendeva
anelli e spille, egli diceva di non aver l'abitudine di
andare tanto per il sottile, e ben sapendo che chi non
ci rimetteva mai era proprio lui, pattuito il prezzo,
esclamava:
"Chi perda perde!"
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