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La storia di Termoli


LE VICENDE STORICHE

DA PIALI' PASCIA' AI FRATELLI BRIGIDA (dal 1566 al 1799)

a cura di Marcello Paradiso

Le vicende storiche
Dai barbari ai conti
Dai Saraceni ai Veneziani
Da Pialì Pascià ai Fratelli Brigida
Da Napoleone alle guerre mondiali

Siamo ai tempi della epopea napoleonica.
Nel giugno del 1808, superando le strette del blocco, tre navi inglesi da guerra comparvero nelle acque di Termoli per tentare uno sbarco, assalire la città e procurarsi vettovagliamenti. La resistenza della guarnigione a difesa del porto fu decisa e violenta, tale da far desistere gli inglesi dall'assalto iniziato. Un nuovo tentativo venne effettuato nel maggio del 1813 da altra squadra la quale, allo scopo di proteggere uno sbarco di soldati, lanciò colpi di cannone sull'abitato di Termoli. Da questa offesa di guerra non riuscì immune la facciata della Cattedrale che veniva così ad aggiungere alle antiche ferite i nuovi sfregi. La difesa dei cittadini, anche in questa bellica circostanza, fu forte e decisa. Lo sbarco fu impedito e la squadra inglese subì la vergogna di veder cadere prigioniero uno dei suoi comandanti.

Visitata nel 1847 dal Re Ferdinando di Borbone e ottenuto il permesso di superare la cerchia delle vecchie mura così gravide di storia, Termoli si dischiuse al soffio di una vita nuova e di più ampio respiro.
Nell'epoca risorgimentale diversi termolesi si fecero onore. Tra questi meritano di essere menzionati i fratelli Tommaso e Gennaro Campolieti i quali, prima sotto il comando del generale Gabriele Pepe e poi al seguito di Garibaldi, parteciparono agli avvenimenti militari che nel 1848 sono legati alla liberazione di Venezia, alle battaglie del Volturno e di Custoza. Nell'infausta impresa dell'Abissinia che si svolse nel 1887 cadde il Colonnello De Cristofaris e nella dolorosa giornata di Adua del 1 marzo 1896 dava il suo contributo di sangue il Tenente Medico Antonio d'Andrea.

L'inizio del secolo, tra i diversi avvenimenti, ebbe a registrare la rivolta dei Boxers in Cina che era specificatamente diretta contro la civiltà europea e di conseguenza contro i Cinesi cristiani e contro i missionari.
Le potenze europee inviarono navi per la difesa dei propri connazionali la cui situazione diventava ogni giorno più critica. Fu presente anche l'ltalia con la nave Elba, al comando del Sottotenente di Vascello Ermanno Carlotto. Nell'opera di difesa non mancò il sacrificio dei nostri soldati. Tra questi si distinse il Marinaio scelto Pasquale De Gregorio, di Termoli il quale nella difesa della Legazione italiana a Pechino il 7 luglio venne colpito a morte, meritando la medaglia d'argento al valor militare. A suo ricordo venne affissa una lapide a lato della porta che immette al Borgo Vecchio, con una epigrafe dettata dal noto letterato D'Ovidio.

I due conflitti mondiali non hanno lasciato indenne Termoli.
All'alba del 25 maggio del 1915 non si era ancora diffusa in tutta Italia la notizia della dichiarazione di guerra all'Austria, quando una squadra navale austriaca, a distanza ridotta dalla costa, dava il battesimo di fuoco alla nostra città con un serrato bombardamento che veniva ripetuto il 23 luglio del medesimo anno.
Nella notte del 3 ottobre del 1943 il secondo conflitto mondiale segnava il suo gesto di guerra negli annali di Termoli. Infatti, a distanza di pochi giorni dallo storico sbarco delle truppe americane e inglesi nella vasta piana di Paestum in prossimità di Salerno e di Agropoli, avveniva uno secondo sbarco parallelo e di proporzioni più ridotte sulle coste dell'Adriatico e precisamente nella rada di Termoli. Tale sbarco fu fortemente contrastato da truppe corazzate tedesche, ricacciate verso gli Abruzzi dopo due giornate di violenti scontri con mezzi autoblindati.
Questi avvenimenti bellici sono vivi nel ricordo dei termolesi più anziani.

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