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LE VICENDE STORICHE
DAI SARACENI AI VENEZIANI (dall'827
al 1484)
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versione estesa
a cura di Marcello Paradiso
Termoli, avamposto di particolare importanza strategica
nel conflitto tra Benevento e Bisanzio, nell'827 subì
un primo violento assalto dei Saraceni i quali risalendo
dalla Sicilia, dopo aver devastato l'Apulia, spinsero
le loro scorrerie sino ai nostri lidi. Si susseguirono
banditeschi assalti negli anni 842 e 851.
La vittoria degli Ungari su Berengario, fece sì
che pervennero sino ad Otranto scorrendo lungo la costa
adriatica. Dalle rapine e dalle distruzioni di questi
predoni non sfuggì il contado di Termoli.
Al furore degli uomini si aggiunge in quell'epoca lo sconvolgimento
degli elementi, determinato da due spaventosi terremoti
e precisamente nel 1088 e nel 1125.
Intanto Ruggero II che fin dal 1101
era succeduto al padre nella Contea di Sicilia, aveva
riunito sotto di sé la intera eredità
dei figli di Tancredi di Altavilla, cioè la Puglia,
la Calabria e la Sicilia. Ma il titolo di Duca gli pareva
troppo umile. Così pensò di accrescere
il suo potere traendo profitto dallo scisma che dopo
la morte di Onorio II funestava la Chiesa offrendo appoggio
all'antipapa Anacleto II il quale gli conferì
subito la investitura del Regno di Puglia.
Il vero Papa fuggì da Roma in Francia e le sue
ragioni furono validamente sostenute oltre che da S.
Bernardo anche da Lotario. Questi nel 1136, accompagnato
da Corrado e da Enrico il Superbo, discese in Italia
a capo di un poderoso esercito, prese Pavia, Bologna
ed altre città. Poi passò in Puglia per
attaccare direttamente Ruggero che, senza alcuna esitazione,
spiegava il suo pieno appoggio per l'antipapa Anacleto.
Durante la marcia verso la Puglia Lotario attaccò
e s'impadronì di Termoli che costituiva lungo
la costa adriatica, uno dei più forti baluardi
di difesa.
La conquista di Termoli da parte di
Lotario riportò di nuovo la città sotto
il Ducato di Spoleto ma non vi rimase a lungo, poiché
Ruggero, partito che fu l'imperatore Lotario dall'ltalia,
riacquistò tutti i suoi stati con la medesima
facilità con cui li aveva perduti e fu riconquistata
pertanto al Ducato di Benevento.
Termoli poi subì il passaggio dei Crociati partecipanti
alla IV crociata, i quali radunati presso la foce del
Sangro, prima di prendere il mare, depredarono tutte
le terre dal detto fiume a Termoli.
Nel 1240 si dischiuse per Termoli un
nuovo triste periodo di lutti e di rovine a causa della
guerra dei Veneziani contro Federico Imperatore e Re
delle Sicilie. Le milizie veneziane che avevano preso
le armi in difesa del Papa contro l'imperatore, sbarcate
sul lido di Termoli distrussero la città dopo
averla violentemente saccheggiata.
Fu in quella occasione che Federico, allo scopo di rendere
Termoli inaccessibile dalla parte del mare, la munì
di solide fortificazioni e vi fece erigere il maestoso
Castello che ancora oggi, dopo secoli di storia, fa
mostra di sé, quasi a guardia della città.
Nel 1323 la città venne afflitta
da una terribile pestilenza da cui rimase colpita la
maggior parte degli abitanti. Il Re Roberto d'Angiò
commosso per tanta sciagura, esentò gli scampati
cittadini per cinque anni da ogni tributo.
Nel 1456 un tremendo moto tellurico,
scuotendo la regione frentana, rovinò molti centri
abitati ed ebbe a mietere innumerevoli vittime. Termoli
rimase in gran parte distrutta; la sua Cattedrale subì
danni gravissimi e sarebbe andata definitivamente perduta
se non fosse stata con tempestività restaurata.
Nel 1484 i Veneziani essendo in guerra
con Ferdinando di Aragona il quale con altri principi
italiani cercava di contrastare l'ambizione della Repubblica,
scorazzando con le loro galee lungo le coste adriatiche,
assalirono nuovamente la nostra città e ai lutti
e alle rovine di un tempo non ebbero ritegno di aggiungere
più gravi disastri.
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