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La città di Termoli si estende oggi
sulla costa molisana e verso l'interno, ma il suo centro
propulsore è il piccolo promontorio sul mare Adriatico,
sede del Borgo Antico, topograficamente diviso dal resto
della città dalle mura di contenimento e dal Castello.
Le attestazioni di vita più antiche risalgono
all'età preistorica e romana e sono documentate dai ritrovamenti
di necropoli preistoriche in contrada Porticone e Difesa
Grande, nonché, in quest'ultima, da attestazioni ricognitive
di villae romane.
Se ci sono stati dunque insediamenti preistorici,
protostorici e di età storica, questi andrebbero ubicati
sulle colline prospicienti la costa divise da corsi d'acqua.
Probabilmente, in seguito alle scorribande dei barbari
e ai momenti di crisi socioeconomica del basso impero,
gli abitanti dei luoghi si sono rifugiati sul promontorio
- zona facilmente difendibile, aperta com'era sul mare,
su un promontorio alto, con un unico accesso alla terraferma.
La
prima attestazione di vita è la costruzione dell'edificio
sul quale, in seguito, nel XII o XIII sec. è stata edificata
la Cattedrale nella forma che vediamo noi oggi. La prima
chiesa risale forse al X sec. d.C. La Cattedrale, oltre
a testimoniare la presenza di un vescovo e quindi di una
diocesi, è anche il fulcro del Borgo, luogo verso il quale
confluiscono strade e vie.
La presenza, oltre dell'edificio sacro,
anche del Castello, voluto forse da Federico II come torre
di vedetta sull'Adriatico (non del tutto diverso nelle
funzioni dalle torrette allineate lungo la S.S. 16 a Nord
di Termoli) denota un periodo di splendore intorno al
XII e XIII sec. d.C.
Le invasioni veneziane e turche con saccheggi
e devastazioni, terremoti, passaggi di proprietà tra dinastie
e famiglie nobili hanno segnato un momento di calo durato
fino al 1770 circa, quando fu concesso ai Termolesi di
edificare anche lungo le due direttrici che dal Borgo
andavano verso la costa e l'interno.
La topografia attuale della città risente
di uno sviluppo improvviso e a tappe, segnato dai limiti
degli assi viari nazionali: la ferrovia (anni 60), la
statale (anni 70), l'autostrada (anni 80). Negli anni
90, poi, si è preferito sviluppare quartieri satellite
nelle zone di Porticone e Difesa Grande.
Lo sviluppo della città è dovuto, intorno
agli anni 70, alla costruzione della FIAT e di altre aziende
industriali. Il nucleo industriale di Termoli è, a tutt'oggi,
il fulcro dell'economia della zona.
Interessante è anche l'etimologia del
nome: Civitas Thermularum è la dizione del gonfalone
del Comune, quasi ad indicare che ci fossero delle terme,
peraltro mai ritrovate. Altra interpretazione vuole
che Termoli abbia la stessa radice di Terni e Teramo,
vale a dire inter amnia, tra i fiumi, nel caso specifico
Biferno e Sinarca. In ogni caso non si hanno attestazioni
certe.
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