PRIMONUMERO - CITTA' IN RETE
 
La Tradizione Marinara


Cenni Storici | La paranza | 24 paia di barche | 1900-1950 | I trabucchi

I trabucchi, scheda tecnica

La parola trabucco o trabocco ha la sua origine nel provenzale trabuc. Prima di essere una macchina da pesca il trabucco è stata un'apparecchiatura da guerra con la quale si lanciavano grosse pietre. Sempre come strumento offensivo fu in seguito trasformata in bocca da fuoco molto corta usata per il tiro in arcata. Come macchina da pesca il trabucco è un manufatto storicamente più recente e diffuso soprattutto nel Medio Adriatico, tra Ancona a Termoli (Tav. 1).
Il luogo dove impiantare un trabucco dipende dall'esistenza di determinate condizioni ambientali quali: correnti marine favorevoli, una profondità non inferiore a tre metri, basse scogliere facilmente raggiungibili. A questo va aggiunto uno studio attento sulla presenza ed il percorso dei pesci nella zona di mare circostante.
Per la sua costruzione si adoperano soprattutto il ferro ed il legno.
Pezzi di rotaie ferroviarie o corte putrelle usate in edilizia sono usate come pilastri da fissare nella roccia sottomarina ad una discreta profondità.
La seconda parte dei pilastri, quella da giuntare al ferro, è costituita da travi di castagno o anche di altre specie come l'olmo e la quercia. Delle medesime specie di legname sono fatti anche l'argano e le antenne.
Con l'abete ed il larice si costruiscono, invece, la cabina di servizio, la piattaforma, il camminamento delle passerelle.
I cavi adoperati, fino a non molto tempo fa erano in fibra vegetale di varia consistenza, a seconda dell'uso.
Il funzionamento del trabucco avviene azionando l'argano, con il quale si mettono in movimento i cavi collegati alle antenne, alle quali è legata una rete di forma rettangolare, che, a mezzo di carrucole, viene prima calata in acqua e poi subito sollevata. Attualmente l'argano è azionato da motore elettrico.
Oltre ai trabucchi di mare esistono quelli di lago e di fiume.
A Termoli le principali specie di pesci catturati con i trabucchi sono: alice, alice piccola e piccolissima, cefalo e cefalotto, cheppia, grongo, latterino, seppia, spigola.

Tecnica costruttiva adoperata per la costruzione del trabucco al "Giudicato Vecchio".

Anziché nella roccia sottomarina, le putrelle di ferro sono state conficcate, ad adeguata profondità, nella sabbia, scavando mediante idrogetto: cioè indirizzando, con l'ausilio di sommozzatori, un potente getto d'acqua nel punto esatto in cui conficcare il pilastro. Le putrelle, così fissate in acqua e non più giuntate a pali di legno, si ergono fino al piano della piattaforma e della passerella.
La solidità di una costruzione siffatta pare sia addirittura maggiore di quelle precedenti e i tempi di realizzazione, tenuto conto dell'impiego di nuove tecnologie e mezzi più adeguati, notevolmente ridotti rispetto a prima.

La Città dei Trabucchi Scheda tecnica Immagini dei Trabucchi

Cenni Storici | La paranza | 24 paia di barche | 1900-1950 | I trabucchi

back


Il contenuto di queste pagine può essere consultato in forma estesa sul volume di Giovanni De Fanis "Paranze e Battelli a Termoli (1900-1950). Uomini, Simboli, Colori", 2003.

 


 
note legali  -  pubblicità  -  e-mail: info@primonumero.it  -  P. IVA: 01438950709 - telefono: 0875.714146 - fax: 0875.453113
© Copyright 2000-2011 - Tutti i diritti sono riservati - Primonumero - Città in Rete
visitatori dal 7 aprile 2006