PRIMONUMERO - CITTA' IN RETE
 
La Tradizione Marinara


Cenni Storici
| La paranza | 24 paia di barche | 1900-1950 | I trabucchi

"24 paia di barche"

Era questo il numero orgogliosamente ripetuto dai nostri marinai e dalla popolazione tutte le volte ch'erano chiamati ad indicare la consistenza della nostra flotta da pesca. A conferma della voce popolare, una pubblicazione attribuita allo storico e giornalista termolese Giuseppe Perrotta, parla di 26 coppie, cioè 52 barche, alla fine degli anni venti.(1)

Malgrado la precisazione, non erano molte al confronto di quelle operanti a Portocivitanova e a Castellammare Adriatico, rispettivamente le attuali Civitanova Marche e Pescara, ed anche a Portorecanati.

Occorre, però, tener presente che all'epoca Termoli contava solo poco più di 6000 abitanti, che prima del 1935-36 non esisteva ancora un porto e che quelle barche, semplici e spartane sia nelle dimensioni che negli allestimenti, erano pur sempre costose.

La paranza a Termoli ha avuto un ciclo di vita di poco superiore ai 100 anni, dalla metà circa dell'800 a quella del 900 e, nonostante l'importanza del ruolo svolto, la sua storia è stata, di fatto, dimenticata.

La paranza è stata l'imbarcazione che ha esaltato, forse più di altre, le capacità professionali dei nostri marinai, ne ha messo a prova e misurato il coraggio e lo spirito di sacrificio, stimolandone la voglia di fare impresa.
Con la paranza finisce un'epoca storica, quella delle barche a propulsione velica, per cominciarne un'altra, profondamente diversa. Malgrado tutto questo, stupisce che nessuno abbia pensato finora a Termoli di raccontarla.

Oggi, sia pure con grave ritardo, e dopo aver sollecitato i ricordi dei protagonisti diretti di quel "romanzo di vita", si opera con la pubblicazione del libro Paranze e Battelli il tentativo di preservarne la memoria.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

(1) La città di Termoli soggiorno balneare, Forlì 1928 (XXVIII)
La pubblicazione è anonima e la sua apparizione, si dice, sia stata finanziata da un possidente del luogo, per omaggiare, con una poesia del Perrotta, una giovane popolana della quale si era invaghito. L'opuscolo, infatti, a pag.17 del paragrafo " Usi, costume, dialetto", riporta dei bellissimi versi. La pubblicazione sarebbe stato il corrispettivo dovuto al Perrotta per aver scritto la poesia, ma non c'è alcuna prova al riguardo. Al paragrafo intitolato "Industria della pesca" vengono riportati alcuni dati sulla consistenza degli equipaggi delle paranze e della produzione: " … L'industria della pesca in Termoli costituisce una notevole fonte di ricchezza. Vi sono 26 paia di barche da pesca, oltre numerosi battelli da sciabica e diversi trabucchi, velieri, ed attrezzi, che tengono occupati 350 marinai pescatori. La produzione media annuale è di oltre 2000 quintali, con un ricavato di circa 1.000.000 di lire. …" Per non ingenerare confusione, viene subito precisato: " …Non si creda però, che nonostante i notevoli dati di produzione, che tale industria sia molto remunerativa, considerata la rude e stentata vita marinara di Termoli, …" Torna al testo

Cenni Storici | La paranza | 24 paia di barche | 1900-1950 | I trabucchi

back


Il contenuto di queste pagine può essere consultato in forma estesa sul volume di Giovanni De Fanis "Paranze e Battelli a Termoli (1900-1950). Uomini, Simboli, Colori", 2003.

 
note legali  -  pubblicità  -  e-mail: info@primonumero.it  -  P. IVA: 01438950709 - telefono: 0875.714146 - fax: 0875.453113
© Copyright 2000-2011 - Tutti i diritti sono riservati - Primonumero - Città in Rete
visitatori dal 7 aprile 2006