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GIUVÄNNINA SULLA RIVA DEGLI SCHIAVONI

di Antonio Andriani

È strano che gli umani usino un’espressione idiomatica che dovrebbe appartenere alle creature del cielo: “Il tempo vola!” Io, che sono nata in mare, usualmente dico: “Il tempo nuota, sempre a stile libero!” E, forse, gli uccelli diranno: “Il tempo marcia che è una bellezza!”
E già, da lunedì prossimo saremo già nella Settimana Santa e mercoledì 12 aprile sarà il mio ultimo giorno di scuola. Tornerò tra i banchi il 19. Ve lo anticipo qui, così non potrete dirmi di non avervi avvisati per tempo. Quest’anno non starò a Termoli per le vacanze pasquali. Un’amica della terza media, trasferitasi in Veneto in estate, mi ha invitata con un sorprendente e graditissimo WhatsApp a stare con lei. Io dovrò pagarmi solo il viaggio in Freccia Bianca. Tranquilli, tornerò a Termoli il pomeriggio della Madonna a Lungo, come rinunciare ad una visita al santuario che sta fuori le mura! Sono emozionatissima e felice, per questo mio primo viaggio in treno non sto nella corazza. Porterò con me un trolley di medie dimensioni, il borsone a spalla che mi ha regalato Filippuccio. A lui, che giustamente vorrebbe trascorrere con me ogni istante, soprattutto nei giorni di vacanza, non ho ancora trovato il coraggio per dirgli della mia assenza. Ma, si sa, la lontananza rafforza l’amore, quello vero. OK, forse, si incavolerà in previsione della Pasquetta che avremmo potuto passare insieme in campagna. Una mia prozia aragosta, così mi diceva per contenere la mia smania di cavalcare, freneticamente, il tempo: “Ne devono arrivarne di giorni, da dietro quella collina in lontananza, la vedi?” Aveva pienamente ragione, pace all’anima sua!
Dicevo che partirò con poca roba, giusto l’indispensabile per cambiarmi, tanto la biancheria intima occupa poco spazio. Oltre all’indispensabile smartphone, dovrò portare con me il tablet. Una volta arrivata nella stazione di Venezia Santa Lucia, verrà a prendermi la mia amica Mary Cristina. Il papà fa il direttore presso un noto albergo veneziano e trascorrerò lì con lei un periodo di vacanza, 5 notti. L’Hotel Danieli si trova nel Sestante chiamato Castello, il più orientale della Serenissima. Il palazzo si trova sulla Riva degli Schiavoni, come il noto paesello alle porte di Termoli, San Giacomo. Va bene che sta pagato dai facoltosi e danarosi clienti che frequentano il Danieli, ma devo dirvi che Mar Cri ha prenotato per noi l’appartamento più lussuoso e costoso dell’Hotel, per affittare la Doge Dandalo Royal Suite servono 12000 euro al giorno. 150 metri quadrati, arredati in stile baracco, alcuni mobili sono rifiniti in oro zecchino, cavolo che lusso! Tre posti letto, due stanze da bagno separate; l’appartamento è situato al piano nobile del Palazzo Dandolo, 41° Doge della Serenissima Repubblica veneziana. Offre una vista spettacolare, a 180° che va dal Canal Grande all’Isola di San Giorgio. Nel salone c’è una libreria fornitissima e dotata di un impianto stereo Bang & Olufsen. Addirittura, il soffitto della mia stanza da letto è impreziosito da un affresco del 18° secolo di Jacopo Guarana, magistralmente restaurato dall’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Inoltre, tre balconi privati, lampadari antichi in vetro di Murano, salottino da quattro posti. Oltre al Wi-Fi, all’aria condizionata, al Flat Screen Television, bottiglie di acqua in omaggio e copertura del servizio ristorante, in camera, anche di sera. Prodotti per il bagno Acqua di Parma. La Suite Reale Doge Dondolo è stata selezionata dalla rivista Elite Traveler e inserita nella lista delle 101 Top Hotel Suites, cavolo quanto mi vuol bene la mia amica Mar Cri! Purtroppo per me, dovrò ripartire il giorno di Pasquetta, pazienza, durante il viaggio di ritorno farò una scorpacciata di lettura, chi vuoi che se ne accorga se dalla libreria della mia suite mancheranno tre o quattro bei romanzi!
Penso di avervi detto qualcosa di interessante circa la mia prossima vacanza lagunare, alla prossima nouvelle vi informerò circa il tour che faremo in città. Ora mi aspettano un sacco di compiti, spero di finire entro l’ora di cena!
“Dlin dlonnnnn”
Suonano alla porta, e ti pareva, proprio mentre ti appresti a mangiare, a fare la pipì, a studiare, a fare qualcosa di importante qualcuno è dietro l’angolo di casa per disturbarti, lo sapevo io! Da come ha spinto sul pulsante non può che essere quel rompiscatole del medico che abita qui, sul mio stesso pianerottolo, di fronte all’appartamento di Filippuccio mio. Andiamo a vedere chi è?
Sposto il coperchietto in ottone dell’occhio magico e vedo Fil, da quando in qua si è messo ad imitare il modo di suonare del dottore più antipatico e saccente che conosca? Sembra impaziente, certamente avrà qualcosa da dirmi. Gli do cinque minuti, non di più, prima il dovere e poi il piacere. Tolgo il blocco anti intrusione e le due mandate che avevo messo alla serratura, apro la porta.
“Amore mio, tu mi fai impazzire, cavolo! Ti ho inviato almeno una decina di WhatsApp, per non disturbare ho evitato di telefonare, ma è successo qualcosa, tutto OK? …
Mentre parla e guardandomi con la solita intensità emotiva, avendo visto che sto bene, il tono della sua voce diviene più dolce, così i suoi occhietti da topino pensante. E mica si ferma a parlare, se non prendo la parola io e mo’ ci sbrighiamo!
“Tesoro devo studiare, ho da recuperare un brutto voto, non mi posso permettere di perdere altro tempo, scusami, tu sei sempre nel mio cuore, ma torna dopo. Ci sentiamo dopo cena, va bene?”
Che tenero, lui mi sorride con espressione felice, mi manda un bacino, si gira e, coda tra le zampette, compie un saltello e se ne torna a casa sua.

Andri070417

(Pubblicato il 07/04/2017)

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