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Sport
Donna e pallanuotista: “Costretti a emigrare per poterci allenare”
Alcuni giovani termolesi hanno dato vita all’unica squadra molisana di pallanuoto di cui fanno parte anche due ragazze. Ma nelle piscine della città non c’è posto per loro: “Dobbiamo andare fino a Gissi, in provincia di Chieti” dice Maria Teresa, che ha 21 e racconta della sua passione per questo sport e di come ha vinto la diffidenza dei colleghi maschi.
di Stefano Di Leonardo
Termoli. A Termoli praticare uno sport che non sia il calcio é difficile. Manca cultura sportiva, mancano strutture e talvolta manca anche il sostegno delle istituzioni. Così per portare avanti una passione occorre tanta forza di volontà e un animo d’acciaio. Quando poi per allenarsi occorre fare avanti e indietro con la macchina fino a Gissi, in provincia di Chieti, di gente pronta a fare tanti sacrifici se ne trova poca. Se poi le strutture locali sono disponibili solo dalle 23.30 a mezzanotte può capitare che anche ai più volenterosi cadano le braccia.
Sono gli inconvenienti con cui si trovano a fare i conti i ragazzi della Associazione Dilettantistica Sportiva Termoli Pallanuoto. Una società nata pochi anni fa grazie all’impegno di alcuni giovani termolesi, che decidono di dar vita ad una squadra per il solo motivo che spinge ogni buon sportivo: la passione per lo sport che si ama. Una squadra aperta a tutti quelli che hanno voglia di provare la pallanuoto e che l’anno scorso ha accolto un nuovo arrivo, la 21enne Maria Teresa Colarelli. Già perché l’Asd Termoli Pallanuoto é una squadra molto eterogenea, composta da una quindicina di elementi di età compresa fra i 16 e i 30 anni, quasi tutti termolesi con l’aggiunta di quattro giovani di Gissi. In squadra per l’appunto anche due donne, Maria Teresa e Giulia.
Proprio Maria Teresa, 21 anni, spiega come é nata questa sua avventura e quali sono i problemi con cui si trova a combattere la società sportiva: «Ho tentato con un’infinità di sport, dal basket alla pallavolo fino alle arti marziali, ma volevo provare qualcos’altro». L’idea nuova era la pallanuoto. «Sapevo che c’era una squadra a San Salvo, ma per me che studio a Campobasso da pendolare era un bel problema andare ad allenarmi lì, poi però sono venuta a conoscenza del fatto che anche a Termoli c’era una squadra e così ho deciso di provare». Una donna in una squadra composta quasi tutta da uomini non é cosa che si vede tutti i giorni. «All’inizio é stato difficile, ma pian piano ho preso confidenza con tutti e mi sono ambientata facilmente e comunque non sono l’unica donna in gruppo».
Già scegliere uno sport duro e faticoso come la pallanuoto non deve essere facile, convincere una donna a far parte di un team quasi completamente maschile é ancor più arduo. «L’anno passato c’erano altre due ragazze, spinte dal fatto che c’erano pure i loro fidanzati in squadra, ora siamo rimaste solo io e Giulia. Ho provato anch’io a convincere qualche amica, ma per i termolesi esistono solo il calcio per gli uomini e la danza per le donne».
L’Asd Termoli é comunque impegnata nel dare visibilità alla squadra, tramite il lancio di un sito internet (http://www.termolipallanuoto.it/) e un fitto volantinaggio nei mesi precedenti le iscrizioni. Di sicuro a scoraggiare tanti ragazzi c’é il fatto che i sacrifici da fare sono tanti. «Ci alleniamo tre volte alla settimana – racconta Maria Teresa – due delle quali in piscina, ma non a Termoli. Dobbiamo andare nella piscina di Gissi, in provincia di Chieti, facendo un viaggio di un’ora con mezzi nostri. Quindi un allenamento di due ore e poi il viaggio di ritorno. Quando arriviamo a casa sono già le 23.00». Eppure Termoli una piscina ce l’ha e dovrebbe tenere alto il suo nome di città costiera e quindi aperta alle discipline acquatiche, ma le cose non sempre vanno come dovrebbero andare. «La piscina di Termoli non é abbastanza profonda e quindi non regolamentare per la pallanuoto» spiega Maria Teresa. Che aggiunge: «La nostra società ha comunque fatto richiesta per l’utilizzo della piscina comunale, almeno per fare nuoto, ma la risposta é stata che c’era disponibilità di utilizzo solo dalle 23.30 a mezzanotte». Così la Termoli Pallanuoto deve fare di necessità virtù. Due allenamenti settimanali nella piscina di Gissi e un allenamento fatto di corsa ed esercizi atletici nella palestra della scuola “Schweitzer”. Certo, allenarsi sotto casa sarebbe tutt’altra cosa. «Ci hanno chiesto delle cose assurde – rincara la dose la giovane pallanuotista – ad esempio ci hanno detto che per fare gli allenamenti della pallanuoto avremmo dovuto aggiungere dei soldi perché ci sarebbe dovuto essere sempre un bagnino presente agli allenamenti. Il fatto é che in squadra ci sono almeno 10 persone col brevetto da bagnino, io stessa ce l’ho. Quest’anno poi i prezzi alla piscina comunale sono aumentati un po’ tutti, dall’acquagym al nuoto libero» .
Ai ragazzi della squadra manca poi anche il piacere della partita settimanale. La formazione termolese non partecipa infatti ad alcun campionato regionale o interregionale, e farlo sarebbe estremamente difficile considerando il fatto che in tutto il Molise non esistono altre squadre di pallanuoto. Così di tanto in tanto la società decide di organizzare dei tornei cui partecipano fromazioni di varie regioni e categorie. L’ultimo di questi tornei era in programma lo scorso 16 dicembre a Gissi con la partecipazione di team dall’Abruzzo, da Roma e da Napoli. Purtroppo però il maltempo ha fatto saltare l’intera organizzazione e il torneo é stato rinviato a data da destinarsi. Nel settembre scorso invece un torneo organizzato dalla Termoli Pallanuoto é stato organizzato proprio in città, alla piscina scoperta della Cala dei Longobardi, che fra l’altro é la casa della compagine termolese nel periodo estivo. «Non vedo l’ora che arrivi l’estate – confessa Maria Teresa – allenarsi a Termoli é tutta un’altra cosa». Come darle torto.
(Pubblicato il
21/12/2007)
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