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Campobasso penalizzato, l’ex presidente: “Responsabilità mie, ma sono rimasto solo”
L’ex numero uno del club rossoblù Giulio Perrucci ha convocato una conferenza in cui ha ripercorso quanto successo nei suoi anni al timone della società. “Le colpe me le prendo perché dal primo momento sono stato un po’ ingenuo nel prendermi tutto sul groppone, visto che nel secondo campionato di serie D dovevamo essere più attenti nell’avventurarci”. Il bivio di fronte al quale si è ritrovato alla fine della scorsa stagione: “Ad aprile eravamo salvi sul campo però non avevamo pagato tutte le vertenze e per questo sarebbero potute arrivare penalità con le quali non ci saremmo salvati. Abbiamo lasciato in sospeso quelle che sapevamo avrebbero potuto influire sul campionato in corso. O la penalizzazione o la continuità aziendale, abbiamo scelto la seconda”.


Campobasso. La mazzata dei quattro punti di penalizzazione si è fatta sentire. Il Campobasso si allena e continuerà a farlo a testa bassa in vista del ritorno in campo previsto per il 7 gennaio. L’obiettivo è iniziare subito a fare punti e ad azzerare sul campo il prima possibile la penalità e risalire in classifica. La sentenza della Disciplinare del Tribunale federale nazionale ha previsto per l’ex presidente, Giulio Perrucci, una squalifica di dieci mesi per non aver pagato nei tempi prescritti le vertenze a nove tesserati delle passate stagioni. A riguardo, ha convocato una conferenza stampa nella quale ha sviscerato quanto accaduto nei suoi anni di presidenza.

«Le colpe me le prendo tutte per quanto successo. Mi dispiace aver procurato questo danno alla squadra e all’attuale proprietà. Le colpe me le prendo perché dal primo momento sono stato un po’ ingenuo nel prendermi tutte le responsabilità e presuntuoso, visto che nel secondo campionato di serie D dovevamo essere più attenti nell’avventurarci. Ma per l’amore e il voler provare a regalare la serie C alla città ci siamo trovati impantanati». Una specie di mea culpa in cui però rivendica oneri e onori, visto che a un certo punto della storia tutti, o quasi, hanno fatto un passo di lato, se non indietro. E lui si è ritrovato con la patata bollente in mano.

«Sono rimasto da solo nel momento di maggiore difficoltà – spiega Perrucci –. Anche se la Phlogas, va detto, ha onorato i suoi impegni fino a fine campionato 2015/2016. Ma purtroppo ci siamo portati delle mensilità arretrate che si sono ripercosse sul prosieguo». E proprio questi pagamenti arretrati hanno fatto la differenza: «All’atto dell’iscrizione di luglio abbiamo dovuto saldare delle vertenze che risalgono ad aprile, maggio e giugno di quest’anno. Grazie all’intervento dei De Lucia e di Leone ci siamo iscritti ma sapevamo che il regolamento era chiaro e ogni vertenza pagata in ritardo avrebbe comportato un punto di penalità oltre a ammende e squalifiche. Da un possibile quanto pesantissimo -9, grazie all’avvocato Antonio Mancini, che ha svolto un grande lavoro, siamo riusciti a più che dimezzare questo deficit e andare avanti».

Dunque, l’attuale proprietà era a conoscenza della situazione e ha voluto comunque salvare il salvabile. Come sottolinea l’ex presidente: «Ringrazio la società due volte perché senza di loro a quest’ora non staremmo a parlare di punti di penalizzazione ma probabilmente quel Campobasso lì non ci sarebbe più stato. Quindi, continuerò a ringraziare De Lucia e Leone, che hanno messo dal primo momento le mani nel fango per togliere questa società dalla palude che si era creata».

Ma perché alla fine della scorsa stagione si è deciso di portarsi sul groppone vertenze che poi, si sapeva, avrebbero comportato punti di penalizzazione? «Innanzitutto, noi l’anno scorso abbiamo pagato fino ad aprile dieci vertenze.
Purtroppo abbiamo dovuto fare due campionati, in pratica, viste tutte le pendenze. Ad aprile eravamo salvi sul campo però non avevamo pagato tutte le vertenze e per questo sarebbero potute arrivare penalità con le quali non ci saremmo salvati. Abbiamo lasciato in sospeso quelle che sapevamo avrebbero potuto influire sul campionato in corso purtroppo. O la penalizzazione o la continuità aziendale, una sorta di bivio. Siamo stati fortunati a trovare la Dl Groupperché Campobasso ci ha voltato le spalle completamente».

A livello personale è una vicenda che chiaramente ha segnato molto colui che dopo l’addio di Capone ha preso le redini della Campobasso calcistica. «Moralmente sono a pezzi ma la coscienza è forte – confessa Perrucci –, gli attacchi gratuiti vanno avanti ormai da tre anni. Fanno male, continuano a fare male ma alla lunga diventano indifferenti, li rimando al mittente. Mi sento ancora orgoglioso di aver portato avanti questa società e di averla salvata l’anno scorso assieme a Tonino Minadeo e a quelli che sono rimasti a lottare».

(Pubblicato il 20/12/2017)

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