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La rielezione del sindaco? Passa per la sicurezza.

di Stefano Fioretti

Termoli, Di Brino e la sua rielezione a primo cittadino nella prossima tornata elettorale: utopia o impresa possibile? Non è poi così presto per parlarne, visto che all’amministrazione comunale non mancano i mal di testa, sia a causa del malcostume di una politica oramai salotto nel quale cambiare collocazione a piacimento, sia per l’evolversi della situazione a livello regionale.

I destini politici non sono più nelle mani di partiti e coalizioni ma in quelle dei singoli e delle loro “lune”. Il dibattito sulle ipotesi di caduta di Di Brino e della sua Giunta, per mano dei cosiddetti ’franchi tiratori’ ma non solo, è attuale ed importante ma giova ragionare su qualcosa di più concreto, perché in fondo gli uomini passano e le Istituzioni restano.

L’Estate termolese si avvia al termine ed il rendiconto, senza dubbio positivo, va ad aggiungersi ad un bilancio complessivo della gestione magari non esaltante ma affatto negativo. Certo è anche questione di gusti, punti di vista ed appartenenza politica. Evito di fare qui inventari o elencazioni: se ne occupano già in tanti e non è il caso di aggiungere qualcosa. Bilancio non esaltante ma positivo dicevo, in un equilibrio delicato che può essere orientato in un senso o nell’altro da come saranno affrontate alcune criticità della nostra città, problemi la cui soluzione o meno potrebbe giocare in favore dell’attuale primo cittadino o decretarne la bocciatura: cultura e sociale, economia e turismo, lavoro, sicurezza, le tematiche che più da vicino interessano i cittadini.

Del calvario del tessuto economico molisano e termolese e del lavoro si parla abbastanza e toccherebbe ripetersi. Cultura e sociale sono invece legati al tema più importante del momento, vale a dire la sicurezza, materia sulla quale c’è varietà di opinioni: da chi sostiene che i fattacci siano in calo e chi definisce Termoli oramai invivibile. Mai come in questo caso la verità sta nel mezzo. Credo che con i tempi che stiamo vivendo potremmo essere messi ancor peggio ma senza dubbio la situazione è delicata e la percezione di uno scarso livello di sicurezza in città non dipende certo dall’essere pro o contro Di Brino. I delinquenti, piccoli e grandi, non sembrano granché condizionati dal progetto sicurezza 2013, annunciato nello scorso luglio, che ha certamente prodotto effetti positivi ma non inciso in modo determinante.

Sul dibattito le nostre cronache degli ultimi due giorni hanno dato evidenza ad un intervento del Presidente della regione, Paolo Di Laura Frattura, che ha colto la raffica di furti verificatisi nel nostro centro costiero come occasione per mostrare i muscoli e lanciare l’idea di un tavolo tecnico, e le opinioni di alcuni termolesi che addebitano i recenti fatti di criminalità da un lato alla povertà, dall’altro al cattivo esempio dei politici. Queste ultime riflessioni meriteranno una trattazione a parte, mentre in quanto alla polemica tra Frattura e Di Brino sono decisamente dalla parte del nostro sindaco, salvo un rilievo. Giusto evitare proclami, giusto lavorare concretamente in maniera discreta e silenziosa, ma quando il primo cittadino afferma che la sicurezza è affare degli organi preposti, cioè Prefetto, Questore e Forze dell’ordine, omette qualcosa. L’Ente può fare molto e dovrà fare molto in termini di gestione degli spazi pubblici, politiche urbanistiche, riqualificazione e progettazione, ambiente, decoro, servizi e politiche sociali. Sono aree fondamentali nelle quali qualcosina è stata realizzata ma siamo ancora sotto la sufficienza e non c’è tempo per attendere l’attuazione del famoso progetto di riqualificazione del centro. I quartieri devono essere vivi e poggiare su un equilibrio funzionale tra attività commerciali, culturali e sociali e con i trasporti pubblici ottimizzati. Sono ancora troppe le aree grigie che favoriscono degrado e delinquenza oltre il minimo tollerabile. E’ vero che servono soldi, ma consideriamo anche il minor costo sociale di cui beneficerebbe, dal medio termine in poi, una città organizzata e con buona qualità della vita. Bisogna poi, certo, rafforzare la sorveglianza del territorio, perché non è possibile che il primo arrivato rapini le Poste o una banca senza problemi.


Riguardo i recenti furti ha senza dubbio giocato un ruolo importante il carico di impegni che gli eventi estivi e il moltiplicarsi della popolazione a Termoli hanno posto sulle spalle delle Forze dell’Ordine, ma bisogna incidere a livello strutturale e mettere in sicurezza Termoli. Ciò che Di Brino e la sua squadra riusciranno a fare in questo senso sarà determinante per l’esito della prossima tornata elettorale. Chiedere in giro per credere.

(Pubblicato il 27/08/2013)

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Commenti

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con tutti i problemi seri e molto gravi a partire dalla sanità, l'ordine pubblico, le strade piene di buche, che qualcuno di fuori ci ha ribbattezzato (bucatermoli), la disoccupazione giovanile, la quale stiamo perdendo quasi tutti i giovani termolesi compreso i miei figli per andare a lavorare all'estero, le attività che chiudono i battenti ogni giorno, l'area industriale che pare un cimitero, gli uffici che ci hanno tolto e portati via a campobasso. COSA PENSA IL NOSTRO CARO SINDACO? LA FERMATA DEL FRECCIA ROSSA!! E SI LA NOSTRA E' UNA GRANDE CITTA' COMMERCIALE ED INDUSTRIALE!! IL TEATRO CON VISTA MARE!! IL MEGAPARCHEGGIO, COME SE NON BASTASSE L'ALTRO FALLIMENTO!! IL TUNNEL!! E SI PERCHE IL TRAFFICO E' TROPPO INGENTE!! cari miei rendiamoci conto che la nostra sta diventando una città a misura di pensionato e disoccupato, anticamera della malavita!!!!!!!
# - postato da Falcouno da Termoli venerdì 20 novembre 2015 alle 15:49:16

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