La crisi dell’edilizia? A Termoli non si vede. Almeno a giudicare dai palazzi che spuntano da terreni incolti, in zone poco urbanizzate, prive di servizi, dove tuttavia le tante deroghe al Piano Regolatore vigente, bistrattato e tradito da decenni di abusi, hanno permesso la riconversione di zone destinate al verde pubblico in lotti edificabili, coerentemente con lo spirito “palazzinaro” della cittadina, dove il settore sembra non arrestarsi mai e dove si continua a costruire. E a vendere. O meglio: a cercare di vendere, perché la crisi del lavoro, i disagi economici delle famiglie, la disoccupazione e il precariato che il più delle volte rendono un’impresa impossibile accendere un mutuo per acquistare il “bene casa”, stanno drasticamente modificando gli orientamenti del mercato. Il risultato? Tanti palazzi, pochi acquirenti. Colpa anche di prezzi ancora troppo proibitivi, che nella cittadina adriatica non hanno subito le flessioni registrate altrove, e continuano a mantenersi alti.
Qualche esempio, ricavato dall’esperienza di potenziali acquirenti che negli ultimi tre mesi hanno passato in rassegna quasi tutte le soluzioni abitative di recente costruzione nelle due contrade periferiche termolesi.
A Difesa Grande, dove i prezzi sono leggermente superiori rispetto a Porticone, settanta metri quadrati nuovi di zecca costano minimo 150mila euro. Senza garage, optional per il quale bisogna mettere in conto tra i 15 e i 20mila euro. A Colle Macchiuzzo, zona considerata un tantino più “in”, si arriva a pretendere 200mila euro per un appartamento, e in caso di terrazzi “panoramici” il costo lievita arrivando tranquillamente a un quarto di milione di euro.
Un duplex (abitazione su due livelli) di 120 metri quadri a Parco degli Ulivi, Porticone nord, costa 240mila euro. Una cifra incredibile, considerando il periodo e il perimetro geografico. Le offerte migliori? Via Catania e aree limitrofe offrono soluzioni più a buon mercato, anche se bisogna mettere in conto allagamenti continui e assenza di servizi. I costi scendono leggermente anche in zona San Pietro e dalle parti di via Volturno e via Fortore, dove settanta metri quadrati si ottengono senza superare la cifra dei centomila euro. Ma gli appartamenti pubblicizzati come “offerte strepitose” dai costruttori e relative agenzie immobiliari sono, a detta di chi li ha visionati, «loculi poco funzionali e pieni di difetti strutturali».
Un appartamento nuovo in zona Piazza del Papa, assai più vicina al centro rispetto a Porticone, costa duecentomila euro. Per settanta metri quadri. Stessa cosa in via Asia, dove per accaparrarsi lo stesso spazio in uno degli alloggi della più grande lottizzazione cittadina dietro la piscina comunale con poco gradevole affaccio sui cavi dell’alta tensione si richiedono 170mila euro. In pratica: duemila e cinquecento euro al metro quadrato, in periferia. Prezzi simili a quelli di Milano, per intenderci.
Insomma, l’edilizia prospera. I mattoni si moltiplicano. A Porticone alta è in via di ultimazione il gigantesco villaggio della ditta Fe.De, centinaia di appartamenti concentrati in un ex parco pubblico, che tanto clamore ha fatto negli anni scorsi.
A Difesa Grande è una “foresta” di operai e ruspe in piena attività. Via dei Pruni è quasi completamente costruita – i lavori sono iniziati pochi anni fa – con le lottizzazioni di Mancini, Finamore, Impicciatore e Di Nunzio. Complessivamente Termoli annovera una trentina di nuovi palazzi in una zona dove le opere di urbanizzazione sono in gran parte ancora un’utopia. Procedendo in direzione Colle Macchiuzzo, si arriva ai recenti fabbricati di viale S.Maria degli Angeli, e oltre, superando la vecchia cabina dell’Enel alla rotatoria, ecco l’ultimo dei progetti, griffato Mastrangelo: un condominio formato maxi con alle spalle le case popolari ma dai costi degni di una metropoli: 200mila euro per l’appartamento che verrà.
Mattoni su mattoni ovunque. E intanto, nelle agenzie, anche queste cresciute a dismisura come numeri, una valanga di annunci di case in vendita. Ma chi è che compra quegli appartamenti? E soprattutto, in che misura rispetto all’offerta si riescono a “smaltire” in un periodo segnato da problemi finanziari tanto forti e diffusi? Come funziona il mercato immobiliare di Termoli e il “sogno” della casa per i suoi residenti? Primonumero.it proverà a raccontare il fenomeno più intramontabile della città in una serie di articoli-inchiesta. Intanto ecco una veloce panoramica della giungla urbana di recente costruzione. (M.Vignale e R.Travaglini)
