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Politica
Da Monaco un appello all’Idv.
Pace fatta, la parola al Pd
Una nota che l’ex vicesindaco invia agli “amici” dipietristi rischiara lì orizzonte del tavolo cittadino del centrosinistra, fino a qualche ora fa tempestoso. “Vi chiedo di sostenermi in un percorso comune”, ha scritto Monaco all’Idv, che lo ha incontrato con gli altri esponenti dei partiti per una discussione chiarificatrice. Dopo l’uscita di scena di Greco, che conferma “indisponibilità a candidarsi”, si cerca di fare quadrato attorno a Monaco. Il Pd, riunito in assemblea, dovrebbe far sapere qualcosa nelle prossime ore.
Termoli. La nota che Filippo Monaco ha inviato all’Italia dei Valori nel pomeriggio di lunedì 8 febbraio suona come un appello: «Nel valutare le istanze del territorio e nell’accettare la candidatura di Liberatermoli ho apprezzato i principi e le proposte del movimento, trovandoli in linea con i valori che ho sempre promosso nella politica e nella vita amministrativa. Resto un iscritto del Partito Democratico e sono convinto che il mio partito condivida questi valori e questi principi. E ritengo che molte di queste istanze siano condivise dall’Italia dei Valori, da sempre impegnata nella difesa della legalità, dell’ambiente, dalla salvaguardia della città dagli insediamenti dannosi, portatrice di politiche del territorio vicine alla popolazione. In considerazione di tutto questo – dice Monaco – e della sintonia amministrativa che c’è stata, chiedo agli amici dell’Italia dei valori di poter dare vita a un percorso comune, ritenendo che un confronto sereno e costruttivo sia la via migliore per il futuro amministrativo della città».
In pratica un invito a sostenerlo, ad appoggiarlo. Che è stato recepito immediatamente dal circolo cittadino dipietrista. Alle 17 l’incontro fra diversi esponenti della ex maggioranza consiliare nella sede Idv di via XXIV Maggio. Filippo Monaco ha preso atto che le divergenze di ieri, domenica, sono state superate. Il clima è disteso, decisamente più sereno. L’Italia dei Valori cittadina ha confermato la indisponibilità dell’ex sindaco di Termoli, Vincenzo Greco, a correre per il Municipio. Plausibile che, a questo punto, sul nome di Monaco possa confluire, oltre ai Socialisti, anche il partito di Antonio Di Pietro. L’ufficialità non c’è, né ci potrebbe essere d’altronde. Si attende, prima di formalizzare adesioni e accordi, che il Partito Democratico si pronunci. Filippo Monaco, tessera Pd, va bene o no al segretario regionale Danilo Leva, il quale dovrebbe aver raccolto a sua volta le istanze della base? E’ una domanda la cui risposta dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Qualora il silenzio dei vertici dovesse perdurare, è facile pronosticare che gli altri partiti, interpretando il misterioso silenzio come mancanza di volontà nell’assumersi la responsabilità di un nome da candidare, escano allo scoperto.
Anche perché, a proposito di nomi da candidare, la ricerca del “terzo candidato”, un uomo (o una donna) della società civile, che la coppia piddina Leva e Totaro ha perseguito nelle ultime settimane, non sembra essere approdata a nulla. Obiettivo era verificare la presenza di un personaggio di sintesi, appartenente alla società civile ma senza tessere partitiche, da portare al tavolo Politico. Ma il nome – che nelle intenzioni doveva essere alternativo sia a Antonio D’Ambrosio che a Filippo Monaco – non è saltato fuori. Tanto più che i rappresentanti dei partiti termolesi sembrano determinati a non farsi “scippare” da nessuno il privilegio di scegliere un candidato unico. «Il Circolo cittadino di Termoli – fa sapere l’Italia dei valori – non consente che siano coordinatori esterni, al di fuori della città, a scegliere il candidato, che invece debe essere espressione della società civile e dei partiti radicati su questo territorio». Insomma, la campanella è suonata: il tempo stringe e molti aspiranti candidati attendono di conoscere chi sarà alla guida della coalizione prima di formalizzare il loro ingresso in lista. Dalle scelte del Pd, a questo punto, potrebbe dipendere non solo la campagna elettorale termolese ma anche il futuro del partito di Bersani in riva all’Adriatico.
(Pubblicato il
08/02/2010)
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