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Verso le Elezioni Amministrative
Tre Poli, inondazione di civiche:
l’incognita della sfida
Dai professionisti ai medici, dai singoli ai movimenti: in riva al mare è un incredibile fiorire di liste civiche determinate a rimarcare la "distanza dai partiti". Panoramica tra i movimenti spontanei in dirittura d’arrivo, con un dubbio: sono l’espressione della "base" oppure la via di fuga degli scontenti?
Termoli. Il Pd latita, l’Italia dei Valori è concentrata sul congresso nazionale di Roma, il Tavolo Politico è rimandato a data da destinarsi e il centrosinistra non chiude la quadra del cerchio sul candidato sindaco.
Il centrodestra è tranquillo solo in apparenza: sotto la superficie della barca comandata dal comandante Di Brino si agitano malumori e dubbi, e la cerchia dei fuoriusciti dal Pdl in cerca di nuova collocazione s’ingrassa. Intanto al centro, ovvero in quello spazio ideale ambitissimo della scacchiera politica termolese, si affollano personaggi più o meno noti e aspiranti candidati di varia (e perfino opposta) estrazione politica, determinati ad «aprire le porte a destra e a sinistra» oppure, per dirla con lo slogan di Antonio Fasciano, a «mandare a quel Paese i partiti».
Partiti che, a sentire le opinioni dell’ “uomo della strada”, cioè del cittadino qualunque, in questo momento sono più che mai lontani dalla “base”, cioè proprio dalla gente.
Poco rappresentativi, a giudicare dai pareri raccolti per strada. «Inutili» nelle peggiori delle valutazioni affidate a donne e uomini che vivono Termoli e che con la politica attiva non hanno mai avuto troppo a che fare. E così, mentre i “boss” delle tessere s’incontrano e si scontrano, i tavoli “riservati” s’infiammano e i telefonini scandiscono la frenesia di incontri e conciliaboli, la popolazione guarda, un po’ sconcertata a dire il vero, il proliferare di liste cosiddette civiche. E’ come una fioritura fuori stagione in riva al mare. Di simboli e slogan, di formazioni che rimarcano a ogni momento la loro distanza dai partiti, sotto accusa anche per aver contribuito, in virtù di debolezze interne e divisioni, alla caduta dell’Amministrazione Greco.
Ma la domanda, davanti a questa moltiplicazione di liste “autonome”, è un’altra. E cioè: sono realmente l’espressione della cosiddetta “società civile”, dunque l’emanazione di una diffusa volontà popolare che non si rispecchia più nelle logiche e nelle griglie partitiche oppure sono, come ha già detto esplicitamente Antonio Di Brino, “liste di singoli scontenti che hanno mollato i partiti quando si sono resi conti che le loro ambizioni non sarebbero state soddisfatte”.
Non è un quesito trascurabile, anche se per capire quello che potrebbe accadere è necessario aspettare che le civiche vengano presentate in via ufficiale e, soprattutto, che i loro fautori e sostenitori escano allo scoperto. Intanto però una veloce panoramica è possibile, dal momento che nella ufficiosità già si registra un numero consistente di formazioni cittadine che in maniera più o meno esplicita hanno rivelato qualche “simpatia” e qualche orientamento di voto.
La lista D’Ambrosio, che dovrebbe annoverare oltre all’ex presidente dell’assemblea Pd anche Laura Venittelli, ex presidente del Consiglio comunale e assessore di Greco, è il frutto di un allontanamento di tesserati Pd dal partito, che hanno preferito muoversi da soli invece di attendere le decisioni del tavolo Politico di centrosinistra. Antonio D’Ambrosio ha fatto sapere di essere aperto ai «moderati di destra e sinistra», e alla «società civile che mette insieme il mondo delle imprese e della cultura, che vive insomma del tessuto sociale di Termoli».
Il Bene Comune è la lista che propone Antonio Fasciano sindaco. Lui, blogger ambientalista, è stato il primo a partire materialmente con la campagna pubblicitaria. Ma, al momento, non si sa chi siano i gli altri corridori. «Persone giovani e di buona volontà» ha garantito lui, che nel frattempo sta partecipando, in questi giorni di adunanze, a confronti serrati con la lista che sostiene Antonio D’Ambrosio. Per il momento Fasciano è candidato sindaco autonomo, ma non esclude «se dovessero realizzarsi determinate condizioni» di essere disposto a fare un passo indietro per sostenere un «progetto politico di ampio respiro». Verosimilmente dunque il progetto di D’Ambrosio, «persona che stimo e ha fatto bene a candidarsi uscendo dal partito».
La lista di Antonio Spezzano, ex consigliere comunale di minoranza con l’Adc, che avrebbe “divorziato” da Alberto Montano e sarebbe pronto a scendere in campo insieme con altri aspiranti consiglieri per “il rinnovamento della città” e contro le imposizioni delle candidature. Il riferimento è alla scelta di Antonio Di Brino come uomo chiamato a coordinare la coalizione di centrodestra, dunque tutto il Pdl. Una investitura che né Oreste Campopiano né Antonio Spezzano hanno gradito, contestando apertamente il metodo. Questa lista, di ispirazione civica ovviamente, è in fieri e vive di indiscrezioni. E’ ancora “apertissima”, nel senso che potrebbe decidere di correre da sola e puntare poi ad apparentamenti in vista del ballottaggio oppure potrebbe realizzare un accordo politico chiaro con altre civiche, a sostegno del progetto del Terzo Polo. Sostegno ad Antonio D’Ambrosio? Non è detto. E anzi, a sentire sia Spezzano che Campopiano, entrambi pronti a correre in prima persona, l’uomo ideale capace di «fare sintesi» e vincere dovrebbe essere un altro.
Altra lista in embrione, ma che ha già annunciato la sua partecipazione alla competizione elettorale, è quella denominata “Liberi e Solidali per Termoli”. Il movimento è nato su Facebook, il portavoce è Nicola Felice, che per un breve periodo e prima di dimettersi è stato assessore comunale sotto l’ex sindaco Remo Di Giandomenico. Corre voce che proprio Remo Di Giandomenico possa scegliere questa “casa” ideale per partecipare dietro le quinte – dunque con qualche uomo fidato - alla sfida amministrativa. Non è un mistero che l’ex sindaco di Termoli abbia ancora un consenso in città, come ha dimostrato pubblicamente al termine dei corsi di formazione politica, radunando un numero consistente di persone. E non è un mistero l’amicizia e il rapporto di stima reciproca che lega Felice e Di Giandomenico. La lista, il cui simbolo raffigura il monumento della termolesità per eccellenza, il castello Svevo, partecipa attraverso alcuni rappresentanti agli incontri allargati della lista D’Ambrosio.
Altra lista in attesa di ufficialità è quella che mette insieme medici e professionisti locali. Si chiama “In prima persona”, e ha tra gli artefici il dottore Nicola Rocchia, che lavora nel Pronto Soccorso del San Timoteo.
C’è poi l’Associazione Politica Termolese 15°42°, il cui presidente è l’architetto Domenico D’Arienzo, ex assessore della Giunta Di Giandomenico. Una lista che sta lavorando su un programma dettagliato nei vari settori della vita pubblica. Nella ovvia ricerca di alleanze «per la condivisione dell’obiettivo primario dell’amministrazione della città di Termoli senza vincoli extraterritoriali e nell’interesse principale dei cittadini», l’Apt sembra guardare al centrodestra e dunque potrebbe sostenere il candidato sindaco del Pdl (Antonio Di Brino), ma prima di chiudere la partita ha annunciato di voler verificare e discutere il programma elettorale della coalizione.
Costruire Democrazia invece è più di una semplice civica. I referenti sono il senatore Giuseppe Astore, il consigliere regionale Massimo Romano e l’avvocato Erminia Gatti, tutti e tre andati via dall’Italia dei Valori per incomprensioni col leader Antonio Di Pietro. Il movimento conta su un peso specifico di rilievo, dato dal consenso personale di Astore in città e dalla presenza in lista di ex amministratori come Simone Coscia, Andrea Casolino e l’ex vicesindaco di Greco Francesco Caruso. Insomma, il sostegno di Costruire Democrazia potrebbe fare la differenza. Scontato che il movimento sia corteggiatissimo a destra e a sinistra. Le ultime indiscrezioni però, dopo una fase di incontri “aperti” senza preclusioni e contatti con diversi aspiranti candidati consiglieri di area moderata, riferiscono che Costruire Democrazia sia in procinto di stringere un’alleanza con il centrosinistra. Il Senatore Astore però sul punto è chiaro: «Se l’obiettivo è vincere, bisogna allargare il consenso attorno al programma e al candidato. Restiamo aperti al dialogo e al confronto: il contrario sarebbe una strategia fallimentare».
LINK Monaco e Greco: incontro avvenuto
(Pubblicato il
06/02/2010)
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