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Cronache
Turbogas: a processo Iorio e Vitagliano
Il presidente della Regione, l’assessore al Bilancio, due funzionari regionali e due manager della centrale di Termoli rinviati a giudizio per abuso d’ufficio e falso dal Gup di Campobasso, al termine dell’udienza preliminare di giovedì 10 dicembre. Il giudice ha condiviso la tesi dell’accusa, secondo la quale politici e funzionari avrebbero falsificato atti per nascondere i pericoli ambientali derivanti dalla costruzione dell’impianto in quella zona del Nucleo. All’origine delle autorizzazioni alla Centrale una determina falsa che aveva già ottenuto un parere negativo ma che venne riproposta con un tranello burocratico. Il 10 febbraio 2010 il processo.
Dopo riformulazioni di capi d’imputazione, infiniti rinvii e perfino accuse di voler fare ostruzionismo, l’udienza preliminare sulla Turbogas a Campobasso si è conclusa. Il Gup Maria Rosaria Rinaldi si è chiusa in camera di consiglio alle 19 di giovedì 10 dicembre e ne è uscita quasi due ore dopo, con un dispositivo stringato ma sufficiente a destare un mormorio serpeggiante nell’aula di Palazzo di Giustizia. Il presidente della Regione Molise Michele Iorio, l’assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano, i funzionari regionali Giancarlo Giordano e Francesco Fimiani, rispettivamente responsabile della sezione tutela e igiene ambientale e del Servizio di Opere Idrauliche e Marittime e i due dirigenti della Turbogas Orlandi e Dini sono stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio. Iorio, Orlandi (direttore dell’impianto termoelettrico termolese), Fimiani e Giordano sono stati rinviati a giudizio anche per falso ideologico e falso materiale. Dunque il processo contro di loro, chiesto dalla pubblica accusa rappresentata dal Pm Fabio Papa, si farà. Precisamente inizierà il 10 febbraio 2010.
Il giudice, leggi alla mano, ha condiviso la tesi degli inquirenti, secondo i quali politici, manager e responsabili di servizi pubblici avrebbero falsificato le carte e abusato del loro potere pur di dare il via libera alla costruzione della Centrale a ciclo combinato al Nucleo Industriale di Termoli. Dovranno rispondere in dibattimento di abuso d’ufficio anche due dirigenti della Turbogas: l’attuale amministratore delegato di Sorgenia che fa capo al Gruppo De Benedetti, Massimo Orlandi, e il direttore dell’impianto termolese, Francesco Dini.
L’inchiesta, partita da una serie di accertamenti sull’iter procedurale che ha dato il nulla osta alla centrale, avviati dai magistrati di Larino e confluiti per competenza a Campobasso, ruota attorno a una determina dirigenziale, approvata il 27 novembre 2001. Una determina fondamentale nella cronistoria autorizzativa della Turbogas, giacché è quella grazie alla quale vennero sbloccate le procedure che poi sfociarono nel nulla osta a Sorgenia (che all’epoca si chiamava ancora Energia spa) per la costruzione dell’impianto a ciclo termoelettrico. La delibera infatti era stata bocciata, ma successivamente ripresentata in forma di determina dirigenziale grazie a una falsificazione – ed è appunto quella della quale dovranno rispondere i politici e i funzionari della Regione - e approvata, con modalità ritenute illegittime, proprio lo stesso in cui si insediò la nuova Giunta Regionale di Michele Iorio. Un segnale della fretta con la quale si sarebbe voluto concludere il procedimento autorizzativo, occultando inoltre il pericolo della zona sulla quale è stata impiantata la centrale. Uno fra gli elementi portati dall’accusa e sottoposti al vaglio del Gup si basa infatti sulle dichiarazioni che Michele Iorio fece nel 2002, quando il Ministero dell’Ambiente gli chiese lumi sul livello di rischio esondazioni dell’area del Nucleo. Il Governatore affermò che non vi era alcun rischio, che la diga del Liscione e i canali garantivano sicurezza. I fatti però gli diedero torto qualche mese dopo, quando la zona del Consorzio venne allagata con gravissimi disagi e danni ingenti per tutte le aziende che li si erano stabilite in precedenza.
Nella ricostruzione fatta della vicenda inoltre emerge che Iorio, chiamato dalla Corte dei Conti insieme con il responsabile delle Opere Idrauliche Francesco Fimiani a spiegare i danni causati dall’alluvione del gennaio 2003, sostenne che «non risulta che l’area in cui è previsto l’insediamento della centrale termolettrica sia stata sommersa in occasione dell’evento alluvionale» e «non risulta che siano stati interessati dall’esondazione gli adiacenti insediamenti industriali della Flexys e della Crompton». Parole smentite, anche in questo caso, dai fatti a da decine di documenti filmati e fotografici.
L’attuale assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano invece sarà processato – così ha stabilito il Gup Rinaldi – per il ruolo ambiguo che esercitò all’epoca dei fatti. Vitagliano infatti era vice direttore del Cosib,e in quanto tale avrebbe favorito e sostenuto l’insediamento della centrale. Eppure, nonostante questo, venne delegato a rappresentare il Comune di Termoli nel procedimento di verifica della regolarità dell’insediamento. Un conflitto di interessi, insomma, nel quale avrebbe giocato un ruolo determinante per agevolare la centrale. Ed è un conflitto di interessi anche quello che grava su Giancarlo Giordano, l’uomo che per conto della Regione aveva preparato i documenti che concedevano il nulla osta alla Turbogas, e che era stato nominato rappresentante della Regione per le fasi conclusive dell’iter procedurale. Dalle intercettazioni che accompagnano il fascicolo emerge che Giordano era molto ben visto dalla società Energia, i cui vertici lo definiscono al telefono «il nostro dirigente».
L’udienza preliminare che giovedì sera si è conclusa decidendo il rinvio a giudizio era cominciata all’inizio di aprile 2009, ed era partita subito con un problema: il Pm Fabio Papa aveva dovuto riformulare la richiesta di rinvio a giudizio, visto che per Iorio e Vitagliano, principali indagati, i reati di falso materiale e di falso ideologico erano caduti in un primo momento in prescrizione. I capi di imputazione erano stati riformulati, ed erano cominciate le richieste di rinvio. Andate avanti fino allo scorso ottobre, quando il giudice per l’udienza preliminare aveva auspicato una maggiore collaborazione fra le parti, invitando la difesa, tra le righe, a rinunciare a stratagemmi funzionali a nuovi rinvii e rimandando le parti al 10 dicembre 2009.
(Pubblicato il
10/12/2009)
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