PRIMONUMERO - CITTA' IN RETE
SIM ONE 1
 
Rivelazioni
Ecologica, di legno e "bio": la casa del futuro si fa a Termoli
Sorpresa: nel Nucleo Industriale esiste un’azienda che progetta e realizza ville di tronchi “incatenati” sul modello del nord Europa e “case passive”, con un risparmio del cento per cento sulla bolletta di luce e riscaldamento. Andrea Pini, il giovane triestino che ha fondato Log-Os, spiega i vantaggi della casa che verrà, ma che qui è già reale. Tanto che è stata ordinata da giovani coppie molisane che snobbano il mattone e il cemento armato a favore di ville in legno antisismiche e con tetto fotovoltaico. “E al massimo in sei mesi la casa è pronta”.

Galleria fotografica
Termoli. Gli operai piallano, tagliano e levigano tronchi interi con un diametro fino a quaranta centimetri. Hanno tute da lavoro e camicie di flanella a quadri, e si muovono perfettamente organizzati attorno a una struttura di due piani, tutta fatta di tronchi incastrati come un gioco di costruzioni. Sarà una casa, quella. Una casa di 120 metri quadrati, realizzata interamente in legno. Sembra di essere in una segheria canadese, invece siamo nella zona industriale di Termoli. Il capannone falegnameria è il cuore operativo di Log-Os, azienda giovane che progetta e realizza “soluzioni abitative” alternative al tradizionale mattone. Naturali, appunto. Ma soprattutto antisismiche e a risparmio energetico: la tecnologia e i materiali sono studiati per garantire la massima resistenza alle scosse grazie a una elevata flessibilità e una eccellente performance termica assicurata da pannelli solari e pareti isolanti. «Questa casa è per una giovane coppia di Campobasso, e appena i diversi pezzi che compongono muri, tetto e divisori saranno ultimati sarà trasportata lì, per essere montata» spiega l’ingegnere che due anni fa si è trasferito in Molise e ha avviato la prima azienda che fabbrica case di legno bioclimatiche nella nostra regione.

La filosofia è ispirata ai prefabbricati del nord Europa, dove il mercato delle abitazioni di legno è una realtà diffusa e solida. Per l’Italia invece, ad eccezione di territori montani come il Trentino e il Friuli, è ancora una novità. Che gradualmente, e fra molte resistenze, comincia ad attecchire. Il legno al posto del cemento armato, insomma: proprio come nell’ufficio della Log-Os, un parallelepipedo naturale al 100 per cento fatto di assi incastrate che del legno ha fatto la sua materia prima e la sua risorsa. E’ qui che Andrea Pini, triestino giovane e di poche parole, supervisiona il lavoro degli otto dipendenti, tra i quali due romeni esperti del settore, e tiene i contatti con i progettisti e con la clientela propensa a scegliere una casa di legno.

«Il sistema – spiega – è collaudatissimo. In territori come l’Alto Adige per esempio è praticamente routine. La struttura delle abitazioni viene preparata e assemblata qui, attraverso una lavorazione del materiale particolare. Poi, quando i pezzi sono pronti, li si caricano su un camion e li si trasportano fino al terreno dove deve sorgere la casa. E qui l’abitazione viene montata». Al massimo sei mesi per fare tutto, comprese le fondamenta che sono l’unica parte di cemento ammessa. Il resto è un suggestivo insieme di legno, vetro e in qualche caso pietra, a seconda dei modelli in catalogo. A parità di costi rispetto alle abitazioni tradizionali, i vantaggi sono in termini di sicurezza ed economici se spalmati su lungo termine: «Questo tipo di realizzazione, che in gergo si chiama “incatenata”, è antisismica, resiste cioè alle sollecitazioni del terreno grazie a una struttura che ricalca il metodo delle costruzioni. Il legno, che arriva dall’Austria o dal Canada e viene trattato con sistemi speciali, diventa ignifugo, quindi particolarmente sicuro in caso di incendio».

La tecnologia, che gli italiani hanno copiato, perfezionandola, dall’estero, è la stessa alla base delle prime case consegnate ai terremotati dell’Aquila: palazzine fino a cinque piani che resistono al terremoto e alle catastrofi grazie a strutture più leggere e un meccanismo che collega le assi l’una all’altra. Con benefici sulle bollette dell’elettricità e del riscaldamento, come garantiscono tutti i costruttori di case in legno. «Ovviamente il risparmio dipende dal modello di abitazione che si sceglie – spiega Andrea Pini – ma in generale c’è un abbattimento del 50 per cento sulle normali spese». Il tetto di pannelli fotovoltaici e l’involucro a prova di escursione termica garantiscono la ecocompatibilità dell’abitazione. Con qualche sorpresa, come la “casa passiva” progettata da Log-Os. Cos’è? «Un’abitazione che non ha bisogno di impianti perché si autoalimenta da sola: pannelli solari e pareti speciali di materiale isolante spesse mezzo metro la rendono autosufficiente».
K/Comunicazione
Nessun bisogno di acquistare corrente elettrica, niente termosifoni né condizionatori d’aria: il materiale con cui è realizzata assicura caldo e fresco e riscalda l’acqua: praticamente un sogno. «Costa un po’ di più – ammette Pini – ma il preventivo non subisce variazioni in corso d’opera, come invece accade per le case di cemento, e poi nel corso degli anni le spese si ammortizzano».

E’ innegabile: il fatto che un’azienda del genere trovi “casa” proprio in Basso Molise, dove l’edilizia è saldamente ancorata al mattone, fa un effetto un po’ strano. Anche perché Log-Os vende solo entro i limiti geografici della nostra regione. «Sarebbe troppo costoso andare fuori, e comunque noi siamo all’inizio e per il momento non possiamo fare il passo più lungo della gamba». Ma la richiesta, da queste parti, basta a garantire la sopravvivenza dell’azienda? «Sì, certo. Anzi, la domanda è cresciuta. Abbiamo venduto abitazioni bio a Campobasso, Termoli e Campomarino: qui è più facile che in città, dal momento che moltissimi cittadini hanno un pezzetto di terra sul quale costruire una casa». Naturalmente – e per ora non potrebbe essere altrimenti – la fetta di mercato locale che opta per case di legno è ancora minima. Log-Os però non produce solo case, ma spazia dai box auto ai gazebo ai tetti fino ai chioschi, agli uffici, alle pilotine del porto (quella del nuovo porto turistico di Termoli è firmata proprio dall’azienda termolese) e alle strutture block house, a telaio e in tronchi. «Questo tipo di richiesta – conclude Andrea Pini – è in forte aumento, e speriamo che in breve la gente si convinca che una casa o una villa di legno sono una buona alternativa al cemento». Magari i costruttori della città non saranno d’accordo, ma è il lato migliore della globalizzazione: da quando operai specializzati tedeschi sono venuti qui a Termoli per insegnare il lavoro a quelli del posto, l’economia locale si è arricchita di una realtà importante e imprevedibile: le case del futuro si fanno a Termoli, chi l’avrebbe mai detto. (mv)

Le immagini nella galleria fotografica

(Pubblicato il 28/11/2009)

SITI SPONSORIZZATI

PRESTITALIA - PRESTITI PERSONALI A DIPENDENTI E PENSIONATI
Via Corsica, 152 - Termoli - Tel: 0875.7117 Fax: 0875.711726

STUDIO DENTISTICO DOTT. CASOLINO
Corso Vittorio Emanuele III, 45/B - Termoli - Tel: 0875.704521

CRM - SOFTWARE E CONSULENZA PER LA CRESCITA DELLA TUA RETE COMMERCIALE
Carmati CRM - 0875.711720 - info@carmati.it - www.carmati.it

back


 
Meetness.it
 
note legali  -  pubblicità  -  e-mail: info@primonumero.it  -  P. IVA: 01438950709 - telefono: 0875.714146 - fax: 0875.453113
© Copyright 2000-2012 - Tutti i diritti sono riservati - Primonumero - Città in Rete
visitatori dal 7 aprile 2006