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Cronache
La Cotras Sud chiude dopo 37 anni, dipendenti disperati: "Aiutateci"
L’azienda specializzata nella movimentazione di mezzi e già in stretta collaborazione con la Fiat ha presentato istanza di fallimento al Tribunale di Larino. Restano senza lavoro i 17 dipendenti, che dopo un anno di cassa integrazione sono sull’orlo del baratro. «Abbiamo serie difficoltà a soddisfare i bisogni quotidiani»
Termoli. Per un anno hanno campato con 700 euro al mese, in molti casi sostenendo anche il peso di una famiglia a carico. Da pochi giorni, i 17 lavoratori della Cotras Sud sono rimasti anche senza quelli. Dopo 37 anni di attività, l’azienda ha infatti presentato istanza di fallimento, lasciandoli senza lavoro. A casa, c’erano rimasti già dallo scorso dicembre, quando era stata avviata la cassa integrazione ordinaria. Un cattivo presagio di quello che è successo adesso.
La Cotras Sud è, o meglio era, un’azienda con sede nella zona A del Nucleo Industriale di Termoli. Aperta nel lontano 1972, era specializzata nella movimentazione di mezzi. Per anni ha collaborato con la Fiat, sia con lo stabilimento di Termoli che con quello di Pomigliano d’Arco. Oltre trent’anni di esperienza però, non sono serviti in questo periodo segnato dalla crisi economica. «La cassa integrazione – racconta il sindacalista Uil Antonio Sciandra - è iniziata lo scorso dicembre, quando l’azienda ha cominciato ad avere problemi con l’Inps».
Per mesi i 17 dipendenti, quasi tutti bassomolisani ad eccezione di uno proveniente dal Chietino e due dal Frosinate, hanno sperato che la crisi venisse superata. Il loro posto di lavoro però, è rimasto un miraggio. «L’azienda ha attraversato una grave crisi finanziaria e di liquidità» fa sapere Sciandra, che aggiunge un particolare. «Hanno anche provato a vendere l’azienda o addirittura ad affittarla, ma non ci sono riusciti». Così, negli scorsi giorni, al Tribunale di Larino è arrivata la richiesta di istanza di fallimento.
Una decisione che lascia l’amaro in bocca ai dipendenti. «Denunciamo il metodo scorretto che l’azienda ha avuto in questo frangente – fanno sapere – Avevamo chiesto un incontro per fare il punto della situazione, invece siamo venuti a sapere dell’istanza di fallimento da fonti molto vicine alla proprietà». Con questa decisione si ritrovano sull’orlo del baratro. «Si apre per noi un periodo nero. Mantenevamo con lo stipendio le nostre famiglie e ora abbiamo serie difficoltà a soddisfare i bisogni quotidiani, oltre a bollette e mutui».
Una flebile speranza è che almeno arrivi un aiuto dalla concessione della cassa integrazione straordinaria. «Ora attendiamo il pronunciamento del Tribunale – afferma Sciandra – Intanto facciamo appello alle istituzioni regionali, provinciali e comunali perché ci aiutino». Domani mattina 5 novembre alle 10,30, lavoratori e sindacalisti si ritroveranno davanti ai cancelli della fabbrica per chiedere a gran voce una rapida concessione della cassa integrazione.
(Pubblicato il
04/11/2009)
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