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Cronache
Rifiuti speciali scaricati da un tir: dopo un mese ancora li’
Montagna di spazzatura elettrica e ferraglia sulla bretella di collegamento tra la Ss 87 e la Bifernina. La Provincia ha transennato segnalando il pericolo per gli automobilisti, ma nessuno ha provveduto né alla rimozione né alla bonifica. I rifiuti provengono da uno sfascio e sono stati scaricati da un camion in barba alle norme sullo smaltimento. Ennesimo scempio ambientale in Basso Molise.

Basso Molise. Quella montagna di ferraglia unta e residui elettrici maciullati quasi nel bel mezzo della carreggiata ha il sapore della beffa e dello scandalo ambientale. Sta lì da un mese, delimitata dal nastro transennante che ha il marchio della Provincia di Campobasso. La strada è la Provinciale della Diga del Liscione, meglio nota come bretella di congiunzione tra la Statale 87 (Piane di Larino) e la Statale 647 (la Bifernina). Poco frequentata, e per questo probabilmente scelta per scaricare, nottetempo, un cumulo di materiale pericoloso. Rifiuti speciali provenienti da uno sfascio. Lavatrici, frigoriferi, televisioni e altri elettrodomestico triturati, dei quali si conservano le tracce nei bulloni, nelle prese elettriche, nelle viti e nei tubi. Ma in mezzo, mischiati al pietrisco e al materiale di risulta, anche pezzi di autovetture – che non si può escludere siano state rubate – finite nel tritatutto di qualche sfascio. Un ammasso di ferro vecchio, plastica, inerti, gomma, legni intrisi di olio, che si estende lungo una quindicina di metri e che in altezza sporge dalla sede stradale di mezzo metro, finendo nella scarpata a ridosso di un campo arato.


Chi ha scaricato quei rifiuti in quel tratto, e per quale ragione? Il sospetto è che un tir abbia scaricato un rimorchio proprio lì, di notte, senza essere visto da nessuno. Un sistema per aggirare i costi dello smaltimento e ‘velocizzare’, con un comportamento criminale, le procedure per liberarsi di rifiuti speciali.


Gli automobilisti che abitualmente percorrono quella strada non lamentano solo il disagio causato dalla parziale “invasione” della carreggiata, che si restringe complicando la viabilità, ma anche il pericolo ambientale e per la salute pubblica causato dall’ennesima discarica a cielo aperto del Basso Molise. Una discarica che sta lì da oltre un mese e che ancora nessuno si è preso la briga di rimuovere. Visti i precedenti territoriali, in primis la discarica di eternit sulla Provinciale 113 che esiste da un anno e mezzo e che non è stata bonificata nonostante decine di denunce e segnalazioni, viene il sospetto che la montagna di scarti speciali non interessi a nessuno. Un disinteresse, quello delle istituzioni, che inevitabilmente incentiva comportamenti da codice penale e favorisce la cultura dell’illecito.

(Pubblicato il 10/10/2009)

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