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I conti in tasca / 6
«Ma quale crisi?»: i ricchi termolesi
sono sempre più ricchi
Mentre si abbassa il livello di povertà nelle fasce medie, si alza la soglia della ricchezza per una ristretta fascia di popolazione immune dagli effetti della recessione. La dimostrazione arriva dalle attività termolesi che vendono beni di lusso: “La crisi? I ricchi non l’avvertono. Si continuano a vendere case da 3500 euro al metro quadro, a fare shopping a botte di 5mila euro a volta, a comprare gioielli e a prenotare vacanze esclusive”. Il dato più interessante dalle concessionarie: “Vendiamo due tipi di auto: quelle al di sotto dei 10mila euro e quelle al di sopra dei 70mila”.

Termoli. «La crisi? Ma quale crisi?»: a Termoli i ricchi non conoscono la recessione. Se il crollo dell'economia planetaria fosse paragonabile a un grave virus, allora per loro avrebbe gli effetti di un raffreddore passeggero. I facoltosi della città, imprenditori e professionisti senza problemi di portafogli, non hanno modificato di un millimetro il loro tenore di vita. Nonostante i tempi durissimi per la quasi totalità delle categorie – famiglie in primis, ma anche anziani e imprenditori – loro non sembrano minimamente scalfiti  dal credit crunch, come si chiama in gergo interplanetario il fenomeno, dato che continuano a spendere e ad acquistare beni di lusso che a tutti gli altri sono preclusi. Così, almeno, emerge dalla nostra inchiesta, condotta attraverso i punti vendita deputati a smerciare status symbol e oggetti preziosi.
 
E’ uno dei paradossi della crisi, fenomeno sul quale studiosi ed esperti economisti stanno da qualche mese compiendo analisi approfondite. La soglia della povertà si è abbassata notevolmente. Quella della ricchezza si è invece alzata. E il divario si acuisce sempre più. La differenza si respira molto anche a Termoli, a giudicare dalle risposte date dai titolari delle attività commerciali intervistati. Sono loro che hanno il polso della situazione, che misurano gli acquisti e i target della clientela. E sono loro che ci guidano nell’universo del lusso termolese.   
 
Abitazioni. Il mercato non è in crescita ma si mantiene costante e non ha subito alcuna flessione per il target dei ‘facoltosi’. Lo conferma il titolare dell’agenzia immobiliare “Solo case di classe” di via Cesare Battisti: «Mentre le richieste del target di acquirenti più basso sono in diminuzione, per le compravendite con prezzi più elevati abbiamo una domanda stabile. La disponibilità economica non ha subito scossoni rispetto al passato. Non è cambiato nulla. Chi ha un’attività redditizia opta per case con vista mare, con tutti i comfort possibili». Le cosiddette ‘case di pregio’ a Termoli hanno un costo di circa 3500 euro al metro quadro. «Di solito – aggiunge l’immobiliarista – le superfici più richieste qui in città sono al massimo di 140 metri quadri».
 
Arredamento. Anche per i mobili della casa non si basa a spese. «Forse ci si pensa un po’ più di prima, ma alla fine si compra – commenta il titolare di Micozzi arredamenti di via De Gasperi – le giovani coppie che non hanno problemi economici sono disposte a spendere 8 – 9mila euro per una cucina, e 7 – 8mila per la camera da letto. Ma gli acquirenti più agiati scelgono anche cucine da 15mila euro griffate». E di acquirenti così, sostengono i venditori, ce ne sono eccome nella città adriatica.
 
Auto. Una cosa è certa: quando si tratta di vetture, non esistono più le mezze misure: «Sono due le alternative. O si vendono macchine al di sotto dei 10mila euro, o al di sopra dei 70mila, Mercedes o Bmw», spiegano alla Nima automobili, concessionaria di auto di lusso su via Corsica. Del cliente medio, quello che sceglie autovetture sui trentamila euro per intenderci, non c’è più traccia, mentre chi può permetterselo continua a comprare auto di grossa cilindrata e addirittura alza il tetto massimo di spesa.
 
Abbigliamento. Il raffronto in questo settore è con il periodo dei saldi cominciati dopo il periodo natalizio: «Gli acquisti con gli sconti sono diminuiti – dice il proprietario della boutique Madeleine lungo Corso Nazionale, che vende marche come Cavalli,  Dolce&Gabbana, Kalvin Klein– mentre è in crescita lo shopping delle persone più facoltose. Queste ultime ovviamente non comprano con le promozioni, ma fanno spese sempre, tutto l’anno, senza badare al prezzo». Così si acquistano abiti tutti i mesi e si è disposti anche a spendere 5mila euro, in una sola volta, pur di avere capi griffati e unici, tanto che i più ricchi chiedono di vederli in anteprima, appena esce la nuova collezione.
 
Gioielli. Sono per antonomasia gli status symbol dell’agiatezza e anche loro non conoscono crisi. «Non ci si rinuncia perché sono dei punti di riferimento – commenta il titolare dell’Oreficeria Martino del Corso Nazionale – se c’è stata una leggera flessione gli scorsi mesi, la ripresa è stata veloce». E così Cartier, Damiani, penne e altri oggetti chic Mont Blanc sono sempre sulla cresta dell’onda. «Per bene di lusso a Termoli si intende un’ampia gamma di articoli, i cui costi sono compresi tra i 5mila e i 15mila euro», prosegue l’esercente intervistato, specificando che, nonostante i costi, i prodotti di oreficeria si vendono tranquillamente e come al solito nella cittadina.
 
Viaggi e barche. Per le vacanze i ricchi termolesi, proprio nel periodo nero della crisi, lo scorso Natale, hanno speso anche 3500 euro a persona, orientandosi su crociere extralusso o soggiorni di una settimana in esclusivi resort all inclusive ai Caraibi. E anche in questo ambito si conferma il trend della crescita delle richieste più elevate e della diminuzione della clientela medio – bassa. «I termolesi facoltosi scelgono di solito crociere e vacanze in mete lontane e costose, e quest’anno la richiesta nel periodo natalizio è stata addirittura più sostenuta che in passato» spiegano quasi all’unisono i titolari delle agenzie viaggi cittadine.  
C’è anche chi i viaggi li fa direttamente con il suo yacht: «Probabilmente chi ha la possibilità preferisce affittare i posti barca, per usufruire dei servizi», dicono i responsabili del Marinucci Yachting club. I termolesi risparmiatori hanno invece acquistato fino a ora i box più piccoli del porto turistico in fase di realizzazione, con una spesa di circa 30 – 40mila euro.                                                                     (CM)
 

(Pubblicato il 16/02/2009)

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