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I conti in tasca
La famiglia ai tempi della crisi: "Cosi' noi arriviamo a fine mese"
Prima puntata dell'inchiesta di Primonumero.it dedicata all'economia cittadina: una famiglia tipo termolese, formata da padre, madre e due figli, racconta come abolire gli sprechi e stare attenti a non sfiorare mai il budget. "Facciamo veri e propri giochi di prestigio, ma mettere denaro da parte è impossibile. Fra il mutuo, le bollette, le spese per il cibo e quelle per i figli, va via tutto in poco tempo". I piccoli accorgimenti per tagliare i costi e le difficoltà maggiori nel far quadrare il bilancio domestico.

Termoli. Nel periodo della crisi nera dei consumi, Primonumero.it inizia il suo viaggio nel cuore dell’economia della città, entrando nelle case e nelle tasche dei termolesi. Un viaggio attraverso le difficoltà incontrate per arrivare a fine mese partendo dalle famiglie più o meno numerose con un lavoro stabile, ma con le grandi spese della casa e dei figli; passando ai nuovi poveri, gli anziani; per arrivare a chi invece problemi non ne ha, ai ricchi immuni alla recessione.
La nostra inchiesta a puntate comincia da una famiglia classificabile come media, che vive alla periferia sud della città. Lucia e Giovanni, lei di 37 anni, lui 41enne, entrambi con un lavoro al San Timoteo. Hanno due figli: Luca, adolescente iscritto alla prima media, e Anna di sette anni allieva delle elementari. «Abolire gli sprechi e stare sempre attenti a non sforare il budget mensile» è la filosofia della famiglia intervistata per far quadrare i conti. E’ quanto spiega Lucia rispondendo alle nostre domande. E lei stessa confessa: «La vita è talmente costosa che è impossibile mettere denaro da parte. Si spende tutto quello che si guadagna».
 
Padre, madre, due figli a carico: qual è la ricetta per far quadrare i conti a fine mese in un periodo così difficile?
«Certo, è piuttosto complicato. Prima di tutto ci si deve scordare di mettere soldi da parte. Io non sono un’ottima amministratrice, ma mio marito sì. È lui che tiene sott’occhio giorno per giorno il quadro economico della famiglia. Il monitoraggio delle spese è continuo…Paghiamo tutto col bancomat, e ogni volta che si fa qualche acquisto arriva l’sms sul cellulare. Con carta e penna si annota tutto e poi si tirano le somme…».
 
Avete entrambi un lavoro sicuro…Ma quanto guadagnate al mese?
«Intorno ai 2400 euro, sommando il mio stipendio e il suo. Io lavoro part time, mio marito a tempo pieno e ogni tanto fa qualche lavoretto extra proprio per arrotondare e per qualche spesa ‘fuori programma’…».
 
Quali sono le spese che gravano maggiormente sul bilancio familiare?
«Ovviamente la classica spada di Damocle: il mutuo! E proprio per colpa della crisi nera di quest’ultimo periodo siamo stati costretti a cambiare il tasso, da variabile a fisso. Così ci siamo ritrovati a sborsare ogni mese 700 euro invece di 500, per i prossimi 10 anni. E non dimentichiamo le bollette: sebbene siano bimestrali, la spesa è notevole: intorno ai 600 euro tra metano, luce e telefono. E ogni metà anno, acqua e immondizia ci costano in totale 300 euro. E poi ci sono le due macchine, due bolli, due assicurazioni da pagare, due serbatoi di benzina da riempire per accompagnare i figli in centro e andare a lavorare, e il meccanico. Proprio la scorsa settimana mi è costato 400 euro e ovviamente ora dovremo fare qualche taglio per compensare questo imprevisto».
 
Con tutte queste spese non avete mai sforato il budget mensile…Ma come fate?
«Beh, è tutta una questione di equilibri…E di una politica contro gli sprechi. Ad esempio, sono assolutamente contraria ai centri commerciali perché a mio parere sono costosi e con le maxi offerte alla fine ti ingannano e ti fanno comprare anche quello che non serve. Quando ci andavo spendevo anche 200 euro per cose che poi dovevo buttare. Ora faccio la spesa due volte la settimana preferendo il supermercato sotto casa. Ma vado anche al discount».
 
E quanto spendete in media?
«Dai cinquanta ai sessanta euro, dipende. In genere vengono prima di tutto il latte, ne consumiamo anche due litri al giorno…E poi il pane, la carne, gli affettati, che sì, sono molto costosi, ma piacciono ai nostri figli. Il pesce lo mangiamo poco perché costa parecchio».
 
Nel fare le provviste quindi, usate un criterio per risparmiare?
«Sì, il nostro motto è non comprare più di quanto si consuma. Le offerte le colgo al volo, ma sempre per risparmiare e non per abbondare sulla quantità».
 
E che dite dei consumi in casa? Come vi comportate con gli elettrodomestici e con i comfort?
«E’ molto difficile quando ci sono dei bambini... L’unica accortezza è fare il carico della lavatrice la sera perché si risparmia, ma per il resto diciamo che siamo attenti, anche per mentalità. Per quanto riguarda il riscaldamento, abbiamo la fortuna di avere una casa piccola, di ottanta metri quadri, in posizione centrale nel condominio, quindi non esposta al freddo».
 
Altre spese? Per tagliare i capelli oppure per il tempo libero?
«Dal parrucchiere vado due volte l’anno. Vado in palestra come i miei figli; Luca pratica arti marziali e boxe, Anna danza classica e moderna, per una spesa complessiva di 120 euro mensili».
 
E per l’abbigliamento?
«Non teniamo alle marche. Compriamo a poco prezzo, ogni tanto qualche felpa firmata, ma solo per i bambini. Se poi ci sono occasioni particolari, ricorrenze o matrimoni, si osa un po’ con il portafogli, ma senza esagerare».
 
Quanto incidono le spese scolastiche?
«Abbastanza, soprattutto per Luca che frequenta la prima media. I libri sono costati 370 euro, per non parlare poi della cancelleria che va rinnovata ogni mese. Alle elementari non ci sono grandi spese, a parte l’iscrizione ai progetti, con  circa 30 euro. Io ho sempre aderito, non direi di no a un di più che comunque è utile per la bambina. C’è poi l’abbonamento dell’autobus che riaccompagna i nostri figli a casa da scuola, 30 euro al mese per tutti e due.
 
Quali sono le rinunce più grandi che dovete fare?
«Forse quella di poter avere una casa più grande, che comporterebbe maggiori spese e cure. E poi un viaggio nel periodo di Natale per una settimana. Ma con i prezzi che ci sono è stato impossibile».
 
E invece vi concedete qualche ‘lusso’ ogni tanto?
«Due uscite all’anno. D’estate andiamo in montagna, di solito in Trentino, perché ci piace e comunque si risparmia. La scorsa estate abbiamo speso 1200 euro tutta la famiglia. Scegliamo sempre l’offerta più conveniente e ci accontentiamo anche di una pensione pur di viaggiare. Per l’Immacolata siamo andati invece due giorni a Gubbio per una spesa di 400 euro».
  
E per Natale come vi siete comportati?
«Anche per le feste eliminiamo il superfluo. Ho deciso con mio marito di non superare il budget di 30 euro per i regali, solo per i bambini, figli e nipoti. I prezzi sono davvero inaccessibili. Niente giochi, ma qualcosa di utile. E tra noi grandi neanche un pensierino».
 
Per i pranzi e le cene di festa come vi siete regolati?
«Per fortuna siamo sempre stati ospiti dei parenti…».

(Pubblicato il 12/01/2009)

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