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Cronache
'Black Hole', indagine chiusa. 112 indagati verso il maxiprocesso
Notificati gli avvisi di conclusione indagini in vista della richiesta di rinvio a giudizio. Unificati i due tronconi d'inchiesta che vedono coinvolti politici (da Di Giandomenico a Iorio), medici (da De Palma a Di Paola), manager sanitari (da Verrecchia a Previati), forze dell'ordine (da Ugo Sciarretta al Colonnello Coppola). Le accuse vanno da associazione a delinquere a concussione, da corruzione ad aborti clandestini. Gli indagati hanno 20 giorni per presentare eventuali memorie.

Termoli. Mercoledì 12 novembre: dopo indiscrezioni, voci e mancate conferme, questa volta partono per davvero i primi avvisi di conclusione delle indagini per Black Hole, la maxi-inchiesta sulla corruzione nella sanità bassomolisana e le ramificazioni con i centri di potere politici e giudiziari. Nel tardo pomeriggio le notifiche sono state imbustate nel Palazzo di Giustizia di Larino. Il Procuratore Magrone le ha affidate agli agenti di polizia giudiziaria, che hanno cominciato a consegnarle ai legali degli indagati. L’inchiesta era iniziata più di tre anni fa: da una rissa fra medici all’ospedale San Timoteo si era sviluppato un filone d’indagine inedito per la nostra regione in quanto a dimensioni e a importanza dei personaggi coinvolti. Un’indagine che ha segnato una svolta, e che adesso si appresta a essere sottoposta al vaglio del processo. La Procura ha scelto di unificare i vari tronconi dell’indagine in un unico fascicolo, aprendo così la strada al primo maxiprocesso nella storia della giustizia molisana. 
 
112 indagati. I provvedimenti sono destinati a 112 indagati. Un numero impressionante, che per una regione che conta trecentomila abitanti come il Molise costituisce un inedito assoluto. E’ la cifra di un malcostume dilagante che nel corso degli anni sarebbe diventato – secondo la ricostruzione degli inquirenti – un sistema criminale collaudato con agganci saldissimi fra l’ambiente ospedaliero, fulcro di una gestione clientelare e personalistica, i vertici politici del Comune di Termoli e della Regione Molise, la Polizia Municipale della città adriatica e gli ambienti giudiziari di Larino, senza salvare nemmeno gli ex vertici dei carabinieri provinciali.  
 
E’ una ricostruzione immane quella del Procuratore capo Nicola Magrone, che nelle notifiche – fascicoli spessi 170 pagine – rimette insieme pezzo a pezzo gli infiniti tasselli di un sistema che per anni avrebbe operato in un totale regime di illegalità. Una ricostruzione che non è la semplice notifica dell’avvenuta conclusione delle indagini iniziare più di tre anni fa, bensì una imputazione dettagliatissima supportata dalle definizioni del Tribunale del Riesame e corredata dagli stralci delle intercettazioni selezionate nella montagna di brogliacci ottenuti tenendo sotto controllo i telefoni di alcuni indagati e piazzando cimici nei luoghi più strategici, a cominciare dall’ospedale San Timoteo.  
 
117 capi d’imputazione. Sono ben 117 i capi d’imputazione – cioè i reati e gli episodi illeciti – contestati nel provvedimento che i carabinieri stanno notificando in queste ore ai difensori degli indagati. I reati spaziano dall’associazione a delinquere alla concussione, truffa, peculato, pratica illegale di aborti. E ancora: episodi di assunzioni truccate, appalti ‘comprati’, tangenti, falsi invalidi, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, finanziamenti pubblici illeciti a un’associazione privata, il Cesad, che opera nel  settore della ricerca scientifica.  
 
Il malaffare tra politica e sanità. Tra i 112 indagati per i quali la Procura chiederà fra venti giorni il rinvio a giudizio figurano decine di nomi illustri. Oltre a Patrizia De Palma e Remo Di Giandomenico, ex primario di ostetricia ed ex sindaco e parlamentare di Termoli, i coniugi sul cui sodalizio è impiantata una larga fetta dell’accusa, ci sono l’ex direttore della Asl bassomolise Mario Verrecchia, l’ex comandante dei Vigili Urbani di Termoli Ugo Sciarretta, Nick De Palma autista di Di Giandomenico e fratello della dottoressa Patrizia, Rosangela De Palma, cugina del primario anche lei ostetrica, il dottor Antonio Di Paola di Larino, la ferrista di ginecologia Anna Franco, il ginecologo Nicola Occhionero, l’imprenditore Esterino Policella che all’epoca gestiva il servizio mensa e bar dell’ospedale San Timoteo, la ginecologa Maria Laura Tartaglia, il dottor Franco Mastroberardino ex responsabile Affari Generali della Asl, la dottoressa Carmen Montanaro, ex direttore della Asl termolese Roberto Previati  e Alessandro Altopiedi (genero di Verrecchia) dirigente della stessa Asl. Nella lista anche Ettore Folcando, Maurizio Galasso, e Vincenzo Nuzziello, imprenditori e fornitori di attrezzature ospedaliere.  
 
Le Talpe in Procura e nell’Arma. La Procura ha raccolto in un fascicolo unico i due filoni di Black Hole, collegati ad altrettante ondate di arresti. La prima nel febbraio 2006, la seconda l’anno successivo, nel mese di maggio, quando a finire in manette furono l’allora comandante provinciale dell’Arma de Carabinieri Maurizio Coppola, il maresciallo Raffaele Esposto, il carabiniere Luigi Soccio. E ancora: l’ex comandante della sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri presso la procura di Larino, Giovanni Pagano, e tre agenti di polizia giudiziaria: Michele Tenaglia,  Orlando Zara e Giancarlo Littera, ispettore capo della Polizia Giudiziaria di Larino.
Indagato, e con accuse pesanti, anche l’avvocato, Ruggero Romanazzi, ex carabiniere, difensore dell’ex sindaco di Termoli e parlamentare Udc Remo Di Giandomenico.
Questo secondo gruppo di persone sarebbe, secondo la Procura ma anche secondo il Riesame che viene citato nella notifica, «una straordinaria associazione satellite subordinata a quella principale (di De Palma e Di Giandomenico) protesa ad assicurare a quella principale l’impunità». In pratica, secondo i magistrati dell’accusa questo gruppo si adoperava per proteggere un gruppo di potere con importanti ramificazioni politiche alla stregua di “talpe”, o “infiltrati”, i quali avrebbero sperimentato i sistemi più illeciti pur di ottenere informazioni da utilizzare per i loro scopi. Avrebbero manomesso le telecamere interne della Procura di Larino per procurarsi intercettazioni ambientali e poter anticipare le mosse del procuratore. Non solo: sarebbero entrati nelle banche dati della giustizia per manomettere i dati dell’archivio digitale, e avrebbero in un’occasione tentato di forzare la porta di quell’ufficio chiuso a chiave in cui sono conservati tutti i documenti più delicati. E l’anello di congiunzione fra le due associazioni a delinquere sarebbe proprio Ugo Sciarretta.   A ricevere l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che prelude alla richiesta di invio a giudizio, sono anche, fra gli altri,  Oronzo Vergallo, colonnello di Termoli in servizio presso il Comando Provinciale carabinieri di Chieti, Giuseppe Corvaglia, vicebrigadiere alla stazione di Squinzano di Lecce, fino a qualche tempo fa in servizio a Termoli, Pietro Mennone, ex tenente della Compagnia carabinieri di Termoli,  Michele Priore, vicebrigadiere carabinieri trasferito da Termoli a Larino dai vertici dell’Arma.  
 
I politici indagati. Gli episodi ricostruiti dal Procuratore Magrone sono centinaia, e restituiscono un quadro d’insieme inquietante sul quale ora dovrà essere innestata la difesa degli indagati. Un lunghissimo elenco (le posizioni stralciate e archiviate sono circa una ventina, sembra) che annovera anche molti esponenti politici, fra i quali gli assessori regionali Luigi Velardi e Gianfranco Vitagliano e lo stesso presidente della Regione Molise Michele Iorio. Anche loro, che in passato hanno avuto l’informazione di garanzia, risultano formalmente indagati e anche per loro verrà chiesto il rinvio a giudizio, così come dovrebbe avvenire per l’ex sindaco di Larino Nicola Anacoreta.
Le posizioni sono diverse, tuttavia: più marginale  quella di Vitagliano, più pesante quella di Iorio, il cui ruolo sarebbe di primo piano sia nella vicenda del Cesad, la “creatura” scientifica di Patrizia De Palma, sia nella scelta di Verrecchia a capo della Asl bassomolisana con una delibera di Giunta Regionale che – stando all’accusa - avrebbe violato il principio della trasparenza: quel ruolo infatti doveva essere ricoperto dal medico vincitore del concorso, che non è Verrecchia. Velardi è indagato in qualità di direttore di una banca locale, la Bls, per spostamenti di denaro di somme ingenti investite in operazione immobiliari in Arizona a cui era interessata la stessa dottoressa De Palma. E' finita nell'indagine, fra gli indagati, anche Sabrina De Camillis, oggi deputata della Pdl.
Sulla lista che gli avvocati stanno ricevendo nei diversi uffici legali della regione, ci sono alcuni dirigenti di settore del Comune di Termoli (Marinozzi e Dalla Torre) e gli assessori comunali della ex Giunta Di Giandomenico: Maria Laura Pace, Domenico D’Arienzo, Agostino De Fenza, Antonio Franzese (esterno), Mario Mancini. Avrebbero firmato alcune delibere compromettenti, fra le quali una che autorizzava il dirigente di settore a pagare le spese legali di Ugo Sciarretta per vicende non inerenti l’attività amministrativa.  
 
Adesso gli indagati e i loro avvocati hanno venti giorni di tempo per presentare eventuali memorie difensive, per sottoporsi spontaneamente a ulteriori interrogatori e, nel caso, per chiedere ulteriori accertamenti. Allo scadere dei venti giorni la Procura chiederà al giudice dell’udienza preliminare il rinvio a giudizio per i 112 personaggi sotto inchiesta.        (mv)

(Pubblicato il 12/11/2008)

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