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Cronache
Zainal in Procura accusa: "Mi hanno dato un calcio e trascinato"
La versione fornita ai magistrati dall'ambulante in netto contrasto con la sua dichiarazione diffusa dal Comune di Termoli. Il venditore, a differenza di quanto sostenuto dal Municipio, finora non è stato denunciato. Convocati per i prossimi giorni i Vigili Urbani e i testimoni dell'accaduto, mentre i peritori esamineranno tutte le fotografie ed eventuali filmati di chi quella sera ha assistito alla scena.
Termoli. «I Vigili volevano la valigetta con la mia merce, ma io mi sono rifiutato di dargliela perchè lì dentro c’è tutto quello che ho. Mi sono opposto al sequestro e a quel punto sono stato colpito da un calcio allo stomaco. Sono caduto a terra e mentre cercavano di strapparmi di mano la valigetta mi hanno trascinato come un sacco fino all’auto mentre intorno la gente urlava»: è questo il racconto che Abdul Zainal, il cittadino bengalese fermato sabato scorso nel centro di Termoli, ha messo a verbale martedì mattina davanti a un agente di polizia giudiziaria della Procura di Larino, che ha aperto un’inchiesta per chiarire una vicenda per niente definita. La versione dell’ambulante contrasta palesemente con quella diffusa in precedenza dal Comune di Termoli, nella quale si sostiene che il giovane venditore di monili, fermato perchè privo dell’autorizzazione, dichiara di non essere mai stato maltrattato nè strattonato. Agli agenti incaricati dalla dottoressa Arianna Armanini, sostituto Procuratore di Larino, l’uomo ha raccontato una dinamica radicalmente diversa. Riferendo non solo di essere stato maltrattato dai tre agenti della Municipale cittadina, ma addirittura di aver ricevuto un calcio in pieno stomaco, tale da farlo cadere a terra.
La vicenda, che le Istituzioni locali e non solo loro hanno cercato di chiudere frettolosamente liquidando la denuncia delle decine di cittadini che hanno assistito alla scena e scattato fotografie con i cellulari come “bufala estiva”, è tutt’altro che chiarita e tutt’altro che una bufala, come del resto fin dal primo momento le fotografie hanno documentato. Proprio sulla base delle fotografie pubblicate da questo giornale è stata avviata un’indagine con l’obiettivo di ricostruire i fatti per accertare se i tre vigili urbani abbiano commesso dei reati, eccedendo nei metodi del fermo.
Le ipotesi di reato sono violenza privata e abuso d’ufficio, ma per il momento non ci sono indagati.
Ci sono invece molte cose che non tornano, sulle quali il Procuratore capo Nicola Magrone – che non si trova a Larino e che ha affidato l’inchiesta alla dottoressa Armanini – vuole vedere chiaro.
E ci sono anche alcune incongruenze nella ricostruzione fornita dal Comune che andranno sciolte. A differenza di quanto comunicato dal Municipio di Termoli martedì mattina, per esempio, fino a questo momento nessuna denuncia contro Zainal per “resistenza a pubblico ufficiale” nè per altri reati è arrivata ai magistrati.
Non ci sono nemmeno comunicazioni formali alla Procura da parte del Comando dei Vigili, tanto che la stessa Procura di sua iniziativa ha acquisito gli atti: i verbali di sabato sera e dei giorni successivi, compresa la dichiarazione sottoscritta la notte tra lunedì e martedì dal bengalese. (il quale tuttavia, intervistato dal Tg regionale della Rai, ha confermato di aver firmato una dichiarazione ai Vigili urbani, ma senza conoscerne il contenuto «visto che non so nè leggere nè scrivere»).
A differenza di ciò che il Comune aveva comunicato con una nota stampa, inoltre, alla Procura non risulta che sia mai stato firmato a carico di Zainal un decreto di espulsione. Il bengalese, arrestato e condannato in passato per estorsione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e associazione per delinquere, era uscito di prigione grazie all’indulto, e probabilmente dopo la scarcerazione era stata avviata una procedura di espulsione che però non si è mai conclusa.
Zainal, dopo essere stato rintracciato lunedì pomeriggio, è stato trattenuto presso il comando della Municipale di Termoli la notte fra lunedì e martedì, e il giorno successivo accompagnato nella Questura di Campobasso. Da qui è stato trasferito a Torino, nella Tenda Centro Accoglienza per Stranieri dove si trova ora.
Il responsabile del Corpo dei Vigili di Termoli Rocco Giacintucci e i tre agenti protagonisti dell’episodio avvenuto intorno alle 23 e 30 di sabato scorso lungo corso Nazionale saranno ascoltati nelle prossime ore dai magistrati di Larino, e a loro dovranno chiarire la loro posizione e le eventuali contraddizioni che emergono nella vicenda.
Saranno ascoltati anche i testimoni oculari della scena, i passanti – sia termolesi che turisti – che hanno assistito all’accaduto, e saranno loro a spiegare cosa hanno visto davvero quella sera e se davvero sono rimasti vittima, come qualcuno ha tentato di far credere, di un abbaglio collettivo.
Ma soprattutto la Procura visionerà le fotografie, che sta acquisendo anche presso le redazioni giornalistiche. Quelle immagini (ne esistono molte altre a parte quelle pubblicate e inviate ai giornali, e sembra che esistano anche un paio di filmati girati col cellulare) saranno sottoposte al vaglio dei periti. Ingrandite e analizzate da esperti in grado di ricostruire la effettiva dinamica che sottendono.
Occorre un po’ di tempo, considerando anche la grave carenza di organico che soffre la Procura di Larino, ma l’intenzione del Procuratore e della sua squadra è quella di rispondere, fatti alla mano, ai dubbi che circondano il caso. Un caso, appunto, tutt’altro che chiuso.
Le immagini nella galleria fotografica
(Pubblicato il
27/08/2008)
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