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Carrese 2008
Dallo Sfilaturo a Via Marina, le tappe di una corsa che non finisce mai
E’ lungo otto chilometri e mezzo il percorso della carrese di San Martino. Il momento più delicato e importante è il cambio dei buoi, al Tratturo. Anche se l’unica strategia vincente è la fortuna

di Caterina Sottile

San Martino in Pensilis. La Corsa si svolge lungo otto chilometri e mezzo, dalla Masseria Macrellino, passando per il Cambio al Tratturo, la pianura prima della Madonnina, fino alla salita terribile della Croce. La Croce è una prova durissima per gli animali ma l’abilità e il buon senso dei carrieri possono far risparmiare fiato ai buoi perché possano recuperare le forze per l’entrata in paese.
La Via Marina ha già profumo di vittoria per chi la imbocca per primo. Da Piazza Umberto, all’apice di Via Marina, basta un attimo per inforcare l’Arco di Porta San Martino, il traguardo che conduce di fronte alla Chiesa di San Pietro Apostolo.

Ogni tappa segna l’andamento della gara, in positivo o in negativo, ed è oggetto di studi approfonditi da parte degli esperti. Le tappe del tracciato di gara hanno nomi suggestivi, di un sammartinese arcaico che sopravvive proprio nella lingua eterna dei Carri.
La partenza. Coincide con la Masseria Macrellino, Lo Sfilautro, la “Terra Santa” dei carrieri. La partenza è uno spettacolo inimitabile: un groviglio di forza, nervi, braccia e mani e uno scatto di gambe sincronizzato, tra uomini e animali: i Carri vengono letteralmente abbracciati e sollevati a mano per ridurre al massimo l'attrito. Si portano i buoi nella posizione di partenza in assoluto silenzio proprio per evitare strattonamenti che possano farli "sfilare" prima del tempo. I cavalli sono tesi, sfiorano appena la terra battuta. È un moneto di assoluta delicatezza. I Carri si pongono a 25 metri di distanza l'uno dall'altro. Il primo salto dei buoi è un tutt’uno con l’urlo di liberazione dei ragazzi che “girano”. I brividi, tra la foga e la paura, non bastano e interviene il cuore a battere i tamburi delle emozioni.
La Corsa ha inizio.

Metri, chilometri di polvere e sudore, tappa dopo tappa, a galoppo fra il grano ancora giovane e il cielo che sembra avvicinarsi.

La Quercia è la tappa successiva allo Sfilaturo, a circa quattrocento metri. Dalla Quercia i carri raggiungono la Masseria Basilio e poi Il Salto della Nazionale, l'incrocio della statale 16. Attraversano la pianura di Muricchio e arrivano alla prima 'Ngasciata, detta "don Enrico" per via della Masseria di proprietà di don Enrico Tozzi. Raggiungono la seconda 'Ngasciata, detta anche Mariannina e attraversano l'Uliveto la Vecchia. Il tratto che precede il Tratturo è U Levòne. In sammartinese il Tratturo è proprio il piazzale in cui i carri sostituiscono la prima coppia di buoi. Un momento complesso, almeno quanto la Partenza, che ha un nome onomatopeico: Rebbecetà (cambio dei buoi).

Soltanto la Corsa di San Martino in Pensilis prevede la sostituzione dei Buoi, data la lunghezza e la difficoltà della gara. Il cambio è un momento di tensione esasperante, i tempi sono calcolati al millesimo e non è possibile sbagliare. Effettuare il cambio evitando di perdere tempo determina l’esito della corsa e molto spesso è un momento di grande fragilità psicologica che richiede freddezza, calma e molta fortuna: nella Corsa dei Carri, in fondo, la strategia davvero vincente è solo la fortuna. Possono poco i calcoli, la matematica, la statistica e tutto è immanente e imprevedibile, come la vita; la casualità è la vera certezza.

Dal Tratturo i Carri ripartono alla volta del paese ed il primo tratto di strada successivo è detto Parcuozzo. Raggiungono la Curva di Franceschina, la Pianura di Caravatta, fino al Tuppo di Castiglione. Attraversano la Piana di Sorella e arrivano alla Madonnina. Qui imboccano il tratto più duro e più sfiancante di tutta la corsa, la Salita della Croce e via fino alla tappa del Vecchio Mulino. L'ultima tappa è la grande strada che porta al centro del paese, la Via Marina , croce e delizia di tutti i carrieri che proprio in questa fase finale hanno visto spesso sfumare i sogni di gloria. La Corsa si conclude a Piazza Umberto I. I Carri oltrepassano l'arco di Largo Trinità e si fermano innanzi alla Chiesa di San Pietro Apostolo. E qui, la vittoria o la sconfitta pesano sui muscoli e sulle gambe allo stesso modo, con lo stesso struggente affanno che dà la sfida quando abbiamo dimostrato che sappiamo affrontarla.

(Pubblicato il 23/04/2008)

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