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Politica
Affaire Interporto, “Evitiamo danni, riprendiamo il dialogo”
Cloridano Bellocchio, sindaco di Guglionesi e rappresentante del Cosib, solleva dubbi sull’accordo firmato lunedì: “Troppi poteri alla Regione e spese inutili per un ruolo che il Nucleo poteva svolgere a costi ridotti”. In questa intervista invita il sindaco Greco a “sedersi attorno a un tavolo e ritornare a parlarci. Il basso Molise deve essere unito e mettere da parte inutili rancori”.

Termoli. Cloridano Bellocchio, sindaco di Guglionesi (ancora per poco, tra un paio di mesi si torna al voto), presidente dell’Unione dei Comuni Basso Biferno e membro del direttivo del Consorzio Industriale per lo Sviluppo della Valle del Biferno.
L’argomento è quello di cui si sta parlando da diversi giorni: il finanziamento per l’Interporto di Termoli (20 milioni di euro circa), la costituzione di una società mista per progettarlo e realizzarlo (50 per cento di quote alla regione, 35 al Comune di Termoli e 15 al Cosib) e la firma del protocollo d’intesa, avvenuta dopo un inizio a dir poco destabilizzante: il presidente del Nucleo Antonio Del Torto si è rifiutato di firmare, il ministro Antonio Di Pietro è andato via infuriato.
 
Sindaco Bellocchio, partiamo da qui, da questa presa di posizione condannata all’unanimità: il Cosib aveva paura di essere espropriato di qualcosa? Per questo non voleva firmare?
«La bozza del protocollo è arrivata al direttivo del Cosib solo la sera precedente alla firma, quindi venerdì. Ci siamo riuniti, l’abbiamo letta e abbiamo rilevato questioni importanti di natura tecnico-giuridico-politica. Il Cosib non ha paura, c’è però un problema di legge»
 
Cioè? Nello specifico che significa?
«Questo: per legge al Consorzio sono assegnate importanti funzioni pubbliche, né abdicabili né negoziabili a favore di società come quella costituitasi per la progettazione e la realizzazione dell’Interporto. Noi ci chiediamo: a cosa serve una società simile se già esiste un Consorzio che può fare le stesse cose?»
 
Dice “noi”. Sottintendendo chi altri?
«I sindaci rappresentati nel Nucleo, che sono tutti concordi su questa posizione. Certamente una società mista per la gestione dell’Interporto, una volta che la struttura verrà conclusa, diventerebbe addirittura una necessità per Termoli, e nessuno oserebbe dire nulla su questo. Ma l’idea di fare una società per la progettazione e la realizzazione la trovo francamente sconcertante e dannosa»
 
Dannosa per chi?
«La giudichiamo un inutile carrozzone perché, ripeto, ha funzioni che si vanno a soprapporre a quelle che il Cosib già possiede, per legge. Si incunea in procedure complesse, perché il Consorzio non può certo abdicare alle sue funzioni e crea quindi un conflitto di competenze. A questo aggiungiamo i costi di gestione di questa società non necessaria, che deve avere organismi, un apparato tecnico, immagino revisori dei conti, amministratore delegato o presidente…»
 
Non pensa che il Comune di Termoli potrebbe aver fatto questa scelta proprio per impedire lo strapotere del Consorzio?
«Può darsi, ma la trovo una cosa assurda. Se il problema del Comune di Termoli è quello di controllare come si impiegano i finanziamenti e la serietà delle operazioni svolte dal Consorzio, vorrei ricordare che lo stesso Comune fa parte del Consorzio a pieno titolo, avendo 8 rappresentanti in assemblea e due membri nel Consiglio di Amministrazione»
 
In ogni caso questa società mista, così com’è concepita, chi avvantaggerebbe, secondo lei?
«La Regione, è chiaro. La Regione avrebbe dovuto occuparsi solo della delocalizzazione, e in questo modo invece finisce per gestire la progettazione e la realizzazione dell’opera più di tutti gli altri soggetti»
 
Insomma, voi sindaci vi state domandando se era proprio necessario dare la maggioranza delle quote alla Regione Molise… E’ così?
«Non ho alcuna reticenza nel dire che è stato un gravissimo errore di valutazione, mortifica le capacità che il Basso Molise ha di fare e progettare lo sviluppo da solo, riproponendo ancora una volta la logica delle scelte che arrivano dall’alto.  Reputo che sia stato un errore che manifesta un deficit di cultura politica nel centrosinistra, che non ha colto l’occasione»
 
In realtà dovrebbe dire di una parte del centrosinistra, visto che nella coalizione si è consumata una frattura esplosa proprio all’interno del Cosib.
«Questa frattura è il risultato di incomprensioni profonde tra persone, che a questo punto dovrebbero ritrovare il filo del buon senso e mettersi attorno a una tavolo per cercare una sintesi. Lo dico anche nel rispetto  della volontà elettorale, che ha voluto dare una certa coloritura all’equilibrio politico del Basso Molise consentendo l’affermazione del centrosinistra».
 
Dopo tutto quello che è successo, pensa che una sintesi si possa ancora trovare?
«E’ necessario. Le incomprensioni sono sorte perché invece di usare una metodologia finalizza alla concertazione e all’ascolto delle idee dell’altro, anche quando sono idee che provengono dalla parte politica avversaria, si è usata la spocchia di chi pensa di avere la verità in tasca, le proprie ragioni da imporre»
 
Si riferisce al sindaco di Termoli, Vincenzo Greco?
«Mi riferisco al suo rappresentante in seno al Consorzio (Matteo Caruso, ndr) che ha deciso di andare allo scontro. Ma, ripeto, abbiamo l’obbligo, nell’interesse delle popolazioni, di trovare una sintesi comune. In fondo siamo il Basso Molise, e il territorio è di tutti»
 
In questa situazione specifica è stato innescato il sospetto che il Cosib, tranne Matteo Caruso appunto, non fosse d’accordo con la delocalizzazione dell’infrastruttura da Marinelle alla ex Stefana.
«Io che ho seguito il dibattito dall’inizio posso dare la massima rassicurazione che il presidente Del Torto è convinto dell’assoluta convenienza e della maggior adeguatezza della soluzione proposta dal sindaco Greco, a cui va il merito di aver avuto l’idea. Del Torto si è adoperato affinché la delocalizzazione avvenisse, come peraltro dimostra anche la chiusura del rapporto col progettista incaricato di fare l’Interporto di Marinelle. E’ stato mandato via, dopo avergli liquidato il 10 per cento del compenso (100mila euro, ndr) perché sarebbe stato un inciampo al nuovo progetto, pienamente condiviso da Del Torto, che ha infatti sottoposto puntualmente al Direttivo lo studio di valutazione del nuovo sito, mettendo a disposizione i tecnici del Consorzio»
 
Voi sindaci avete rilevato conflitti e problemi di legge nel protocollo. Ma allora, scusi, perché Del Torto alla fine ha firmato?
«Credo che si sia caricato dell’ansia che ha accomunato noi di perdere il finanziamento»
 
Ora però sembra di capire che i problemi verranno fuori. Che succederà?
«Dopo il finanziamento dovremo riaprire un tavolo per risolvere la questione. Immagino sia inevitabile».
 
Non pensa che il teatrino di sabato scorso in Municipio si potesse evitare?
«Si sarebbe evitato, infatti, se il Consorzio fosse stato interpellato al momento dell’elaborazione del protocollo. Invece il Consorzio è stato ignorato del tutto»
 
E perché è stato ignorato?
«Non lo so. Probabilmente si voleva escludere del tutto il Cosib, poi quando si è capito che questo non era possibile c’è stato questo recupero in corner, con la partecipazione al 15 per cento nella società. Il che non risolve il problema delle competenze. Credo che la responsabilità sia di chi ha elaborato quella convenzione»
 
E chi è stato?
«Questo non chiedetelo a me»                               (mv)

(Pubblicato il 20/02/2008)

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