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Il vigile pentito: 'Vado in pensione e vi aiuto a non pagare le multe'
Il comandante della Polizia Municipale di Larino Claudio De Luca si congeda dopo 33 anni di servizio: "Ma non sto con le mani in mano. Offro consulenze gratuite a chi sente di essere perseguitato dalle contravvenzioni ingiuste. Soprattutto quelle da autovelox, spesso illegali".


Idea Arredo
Larino. Per la popolazione di Larino Claudio De Luca è una specie di istituzione. Lo è in tutti i sensi: è il comandante della Polizia municipale, l’uomo in divisa che ha coordinato per 33 anni le attività di controllo dei Vigili Urbani, ed è famoso per essere inflessibile e incorruttibile, uno che la legge la conosce a menadito e non si fa sfuggire nemmeno una virgola, specialmente per quanto riguarda il codice della strada, la sua materia preferita, che ha studiato, sviscerato, approfondito e scandagliato in ogni sfumatura. De Luca è atterrato a Larino ai primi di luglio del 1962 da Santa Maria Capua Vetere. Dopo la laurea, ha insegnato lettere nelle scuole per un paio d’anni, quindi ha cercato di entrare in Rai come programmista. Finì ammesso agli orali - tra gli ultimi quattro concorrenti - sui cinquecento con cui aveva iniziato gli scritti. Infine, ha vinto il concorso per un posto di comandante nella polizia municipale frentana. «Ho cercato anche di diventare dirigente del Corpo in quel di Termoli – racconta - e di recente ho provato a cimentarmi alla guida dei “berretti bianchi” di stanza a Campobasso. Ma non vi sono  riuscito per motivi indipendenti dalla mia volontà». Adesso, dopo più di tre lustri di onorata carriera, De Luca va in pensione. Il 1° febbraio appenderà al chiodo il berretto bianco e lascerà il suo ufficio invaso dalle scartoffie e dai codici, dove sono passate intere generazioni di automobilisti più o meno indisciplinati.
La notizia però è un’altra: Claudio De Luca passa dall’altra parte. Molla la divisa e annuncia che cosa farà da grande.
 
Proviamo a indovinare: il politico?
«Sbagliatissimo. Il politico non voglio farlo, anche perché ritengo che il settore sia già troppo affollato di aspiranti. D’altronde, chi potrebbe dare il proprio voto ad uno che preferisce spiattellarti in faccia la verità? Così, ricordandomi di essere stato per tanti anni un funzionario di polizia locale, ho pensato di mettermi a disposizione della gente per aiutarla a non pagare le “multe”»
 
Ma è quasi da codice penale!
«Probabilmente mi sono spiegato male. Non intendo assolutamente insegnare alla gente cosa fare per cavalcare l’illegalità. Le mie intenzioni sono più che oneste, garantisco»
 
Ah, ecco. E cosa vuole fare, esattamente?
«Il sussidio che voglio fornire è di altra natura: non certo incentivare la pratica delle infrazioni alla disciplina della circolazione stradale, quanto piuttosto industriarmi per evitare ai tanti sprovveduti utenti della strada di essere angariati dalla Pubblica amministrazione attraverso i Vigili urbani e le altre Forze dell’ordine»
 
In pratica lei è un comandante pentito?
«Sono un comandante pentito, ma lo metta tra le dovute virgolette. Ho solo compreso che, spesso, l’automobilista rimane costretto a commettere un’infrazione, soprattutto perché nessuno pensa mai a mettergli a disposizione dei parcheggi. Insomma, ogni ricorso non potrà che recare contenuti ricondotti sempre all’ambito della legalità, da perseguire – naturalmente – sino in fondo. Quanta gente sa che i proventi delle sanzioni hanno una destinazione finalizzata? Ben pochi. Ma che significa? Molto semplicemente che il legislatore ha stabilito che le somme introitate con le multe per divieto di sosta debbono essere reinvestite solo per approntare parcheggi, per asfaltare strade, per installarvi punti-luce, etc. Ma questo non succede quasi mai…»
 
Già. Facciamo un esempio?
«Eccolo: è noto che i vari Comuni, che situano misuratori di velocità lungo la “Bifernina”, si preoccupano solo di fare cassa per spendere i quattrini conseguiti con le “multe” per finalità ben lontane da quelle perseguite dalla disciplina della circolazione stradale. Allora, basterebbe attivare la Procura della Corte dei conti per un po’ di indagini in questo settore, così da fare venire meno le tante installazioni di autovelox che vanno nascendo come funghi, lungo le strade di fondovalle (“Trignina” compresa), con la patetica scusa di volere prevenire gli incidenti attribuibili alla velocità»
 
Il suo linguaggio è tecnico, ma il messaggio è chiaro. Lei pertanto non assisterà chi consapevolmente viola le regole della strada ma solo chi…
«…Chi abbia necessità di essere protetto. E’ a loro che mi premurerò di fornire assistenza. Lo farò inforcando i vecchi “attrezzi” del mestiere, utilizzati nel corso dei miei anni di lavoro».
 
Per caso aprirà uno studio di consulenza?
«No, certo. Non potrei nemmeno farlo, e comunque non è questa la mia intenzione.
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Chi si rivolgerà a me, fruirà di un’assistenza volontaria gratuita, peraltro legittimata dalle modalità procedurali previste dalla legislazione sulla “piccola giustizia”, gestita dal Giudice di pace»
 
Sembra incredibile: un consulente esperto e completamente gratis…
«In passato a dire la verità ho fatto qualcosa di simile, nel senso che ho pubblicato taluni volumi professionali per alcune case editrici del Nord, nei quali era possibile evincere quando fossero giustificati (e quando no) i contenuti di verbali ricevuti alla guida di un ciclomotore. Altre simili attività le svolgo, a tutt’oggi, per talune riviste, a carattere professionale, edite dal Gruppo Maggioli di Rimini»
 
Dica la verità: è terrorizzato dall’idea di andare in pensione e sta cercando un’occupazione alternativa al lavoro?
«Uno che, come me, si è trovato a essere un comandante dei Vigili urbani è abituato da sempre a fare polizia amministrativa. Dunque, prevenzione a tutto campo, avendo sempre pieno rispetto della figura del cittadino. Al contrario degli appartenenti alle altre Forze dell’ordine che mirano soltanto alla repressione. Quindi mi sembra una buona idea aiutare i cittadini a difendersi dai soprusi»
 
Ma non tutti i cittadini, sia chiaro…
«Chi non vorrò mai difendere saranno i furbi, e di costoro ce n’è molti, addirittura nelle alte sfere. Ricordo che, una volta, ho dovuto occuparmi di un ricorso presentato dall’Ufficio legale del Presidente di una Giunta regionale. L’autovettura di questo signore – in transito sul territorio – era stata “pizzicata” e sanzionata dal personale di servizio. Con faccia tosta, degna di miglior causa, questo signore fece sostenere agli avvocati della sua Regione di essere stato costretto a commettere l’illecito per motivazioni collegate alla sua veste istituzionale. Insomma, doveva necessariamente andare di fretta perché era in ritardo sulla scaletta di marcia dei suoi appuntamenti».
 
Buon lavoro, comandante   
                                                                               (MV)

(Pubblicato il 15/12/2007)

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