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Cronache
Sesso con gli alunni a scuola
La prof è una molisana
L’insegnante coinvolta nello scandalo di Nova Milanese abita in un paesino in provincia di Campobasso. E’ stata sorpresa da una collega in atteggiamenti inequivocabili con cinque studenti di seconda media. 33enne, laurea in materie scientifiche, era alla sua prima supplenza. Ora è stata sospesa e denunciata per violenza sessuale e corruzione di minori. La sua storia, ancora piena di incognite, è finita su tutti i giornali e in televisione.
di Manuela Iorio
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| La scuola media Segantini, teatro della vicenda |
Prima qualche sussurro, accompagnato da incredulità: «Pare che la professoressa sorpresa a Milano mentre faceva sesso con cinque allievi sia molisana». Poi la conferma dei carabinieri di Desio, e dei magistrati di Monza. Non solo è molisana, ma è della provincia di Campobasso. Un piccolo paese alle porte del capoluogo dove la “supplente dello scandalo” vive e risiede. Ma cosa ci faceva allora in una scuola dell’hinterland milanese? E come ci è finita in quella storiaccia che sembra mutuata da un filmaccio degli anni 70, titolo scollacciato compreso?
La storia, per quanto pruriginosa, è ancora piena di incognite. E anche di misteri, visto che è così incredibile da portare con sé qualcosa di apparentemente inspiegabile. Ora ne parlano tutti i giornali e tutte le televisioni, dando per scontato che la vicenda si esaurisca nell’esuberanza spudorata di una supplente senza vergogna e senza morale.
Di lei, della prof sotto accusa, si sa che ha una trentina d’anni, 33 sostengono i meglio informati. Abita in un paesino del Molise a pochi chilometri da Campobasso. Laureata in materie scientifiche, non ha mai avuto precedenti esperienze di insegnamento, e quindi molto probabilmente non ha mai messo piede – da docente – nelle scuole della nostra regione. Come tanti altri prof delle regioni meridionali, pur di “fare punteggio” ha provato a mettersi in graduatoria anche a Milano presentando regolare domanda al Provveditorato. E, a sorpresa, verso fine ottobre è arrivata la chiamata.
Nella scuola media “Segantini” di Nova Milanese, cittadina alle porte del capoluogo lombardo, la supplente di matematica molisana è arrivata il 23 ottobre. Si era fatta ospitare da alcuni conoscenti – pure loro di origine molisana – che vivono e lavorano nell’hinterland milanese. Sarebbe stato un soggiorno breve visto che la supplenza doveva finire giovedì scorso, 9 novembre. Le avevano assegnato nove ore settimanali in una seconda classe, una trentina di allievi di tredici anni, tranne un paio di ripetenti quattordicenni, e un superipetente di quindici: «Che però» ha confessato la supplente «sembra un adulto, ed è molto attraente. Del resto, tutti quei ragazzini sembrano più grandi della loro età». Proprio con il ragazzo di quindici anni ha legato particolarmente. In poco tempo era diventato il suo ‘preferito’. Tra i due c’era un rapporto di confidenza che spesso diventava di complicità, come quando fumavano insieme una sigaretta fuori su un muretto fuori dalla scuola, suscitando anche le lamentele di altri insegnanti e di qualche genitore.
Ed ecco il fato dello scandalo. Lunedì 6 novembre, nel pomeriggio, durante l’ora di educazione fisica la supplente molisana piomba in palestra e si porta via cinque studenti (fra cui il quindicenne) dicendo alla collega che hanno bisogno di qualche ripetizione perché sono indietro con il programma di matematica. Passa mezz’ora e l’insegnante di ginnastica, insospettita, li va a cercare. Quando apre la porta dell’aula di sostegno rimane paralizzata, poi si precipita dal preside e gli racconta di aver visto la prof di matematica che faceva sesso con cinque studenti. Non era nuda, né svestita, come qualcuno ancora sostiene: «Però il suo allievo di quindici anni aveva i pantaloni abbassati e lei era china davanti a lui. Altri due avevano pure i calzoni giù e si stavano masturbando. Gli ultimi due erano seduti, guardavano, forse aspettavano il loro turno». L’insegnate di ginnastica dice anche che i ragazzi, quando l’hanno vista, si sono rivestiti e sono scappati.
Due giorni dopo la supplente, convocata dal preside, prova a spiegare che sono stati gli studenti a convincerla a vivere insieme un’esperienza un po’ ‘forte’. Poi biascica qualche parola sui suoi metodi di insegnamento, sulla necessità di coinvolgere i ragazzi. E forse in quel momento il preside – comunque furioso - capisce di trovarsi davanti a una persona strana, o per lo meno impreparata ad affrontare le incognite dell’insegnamento, del rapporto con ragazzi molto più giovani di lei. Anche per questo il dirigente della scuola di via Grandi spera di coprire la vicenda, senza sollevare scandali, anche perché la supplente di lì a poco – cioè giovedì – dovrebbe lasciare la scuola e tornare al paese, in provincia di Campobasso.
Solo che quello stesso mercoledì alla porta del suo ufficio si presenta furibonda una mamma. Il figlio che aveva partecipato ai giochi erotici le ha raccontato tutto. La donna, dopo aver avuto la conferma di quello che è successo nell’aula di sostegno, non ci pensa due volte e denuncia tutto ai carabinieri chiedendo al preside di prendere altri provvedimenti. La Procura di Monza apre un fascicolo per violenza sessuale e corruzione di minore, e tre giorni dopo la vicenda finisce sui giornali.
Sul registro degli indagati c’è il nome della 33enne, che finora è stata ascoltata dai militari solo a “sommarie informazioni”. In questo inizio settimana verrà interrogata dai magistrati, poi potrà riprendere la via di casa e tornare in Molise, sperando che nessuno venga mai a sapere il suo nome e che quando arriverà il giorno del processo, tutti si saranno già dimenticati della vicenda.
(Pubblicato il
13/11/2006)
Altri articoli sullo stesso argomento: Violentò gli allievi: condannata a 2 anni e 10 mesi la prof molisana (31/10/2007)
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