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Cronache
Nube bianca, era solo vapore
“Ma prepariamoci alla fuga”
Resoconti tranquillizzanti dall’Arpam e dalla Turbogas: il fumo bianco che ha coperto il cielo del Basso Molise non era pericoloso. Ma il panico che si è scatenato fra la popolazione fa emergere la necessità di predisporre un piano di evacuazione. Il sindaco di Termoli Greco ne è consapevole: “Da oggi dobbiamo preparaci ad affrontare questo tipo di emergenze, faremo delle simulazioni”.
di Monica Vignale
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| La centrale turbogas di Termoli avvolta dal vapore (in alto) e una vista della centrale da Portocannone |
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Nessuna anomalia, nessuna nube tossica, solo una superproduzione di vapore, “innocuo”. Questo il responso dei tecnici dell’Arpa (Agenzia Regionale per l’Ambiente) che stamattina – 27 ottobre – sono stati allertati d’urgenza per verificare le segnalazioni partite, a centinaia, dalla popolazione residente a Termoli e in Basso Molise. Dunque, sono stati fugati i dubbi sull’origine del fenomeno che ha gettato nel caos il territorio costringendo le persone a barricarsi in casa e i presidi degli istituti scolastici a sprangare porte e finestre in via cautelativa, anche in assenza di comunicazioni ufficiali che sono arrivate con un ritardo di ore rispetto alle attese.
“Si tratta di normale rilascio dei vapori acquei”: con una nota stampa la società proprietaria della centrale turbogas tranquillizza i residenti. “a causa della bassa pressione e dell’umidità che ha caratterizzato la giornata – si legge nella comunicazione – il fenomeno è stato più evidente”. Ma niente paura, è solo vapore e le industrie chimiche – alle quali è andato d’impulso il pensiero di migliaia di cittadini – non c’entrano nulla. Lo dice la Asl, in una nota rassicurante che arriva pochi minuti prima delle 14. “Già nella giornata di giovedì – scrive il commissario straordinario della zona Asrem di Termoli Giovanni Giorgetta – erano stati effettuati controlli di routine sulle emissioni delle aziende chimiche con risultato negativo. Questa mattina i tecnici dell’Ufficio di Igiene e dell’Arpa, appena venuti a conoscenza della presenza di una nube che stazionava nella zona del Nucleo Industriale, si sono recati sul posto per degli accertamenti. Stando ai primi dati si è trattato di una nube di vapore acqueo, di nessuna tossicità, sprigionatasi dalle torri della centrale turbogas. Sono da escludere emissioni da parte delle aziende chimiche”.
L’allarme ora dovrebbe rientrare, anche se a fatica, perchè l’episodio ha evidenziato, con risvolti inquietanti, lo stato di tensione e paura in cui versa la popolazione del Basso Molise. Dopo i miasmi dei giorni scorsi, che sono tornati a impregnare l’aria di Termoli e dell’hinterland secondo un rituale atmosferico al quale è difficile abituarsi (ogni volta che soffiano determinati venti, determinati odori avvelenano l’aria) la nube grigia di venerdì 27 ottobre ha innescato una comprensibile reazione di allarme, che si è tradotta con uno stato di agitazione diffuso attraverso il passaparola, gli sms e il telefono. Decine di telefonate sono arrivate anche nelle scuole, dove sono state avviate le procedure di emergenza a tutela della salute pubblica: porte e finestre sprangate, in qualche caso anche nastro adesivo per limitare le infiltrazioni d’aria. Il timore era che la nube potesse contenere sostanze nocive. Si è trattato di panico ingiustificato, ma la dice lunga sul clima che regna nel territorio.
Il Comune di Termoli, che ha seguito da vicino l’evolversi del fenomeno con l’assessore all’Ambiente Emanuela Lattanzi, ha ricostruito la vicenda durante un summit, alla presenza del sindaco Greco, di parecchi assessori, dei tecnici Arpa, di Laura Scioli, Responsabile Protezione Civile della Prefettura di Campobasso, e di Antonio Del Torto, Presidente del Consorzio Nucleo Industriale Valle del Biferno. «Dopo la segnalazione partita Vigili Urbani del Comune di Campomarino, i tecnici Arpa Molise si sono recati nei pressi della centrale Turbogas per verificare la presenza di una nube scaturita dal Nucleo Industriale, e hanno constatato che la centrale Turbogas non presentava alcuna anomalia, e che l’unico fenomeno visibile era il vapore acqueo proveniente dalle torri di raffreddamento. La grande quantità di vapore era accentuata dalle condizioni atmosferiche, che hanno favorito il crearsi di un aspetto che a prima vista poteva suscitare allarme negli osservatori».
Non si è trattato di un fenomeno anomalo, e dunque non sarà un fatto isolato. «Il funzionamento quotidiano della centrale a ciclo combinato – dicono i tecnici ambientali - comporta una grande quantità di emissioni di vapore acqueo, quindi il fenomeno potrebbe verificarsi nuovamente in futuro».
Certo non è una bella informazione da apprendere, ma è la verità e come tale va considerata senza edulcorazioni. E’ una verità amara, e la pronuncia il sindaco Vincenzo Greco senza mezzi termini, durante la conferenza in Municipio: «Fa parte del normale raffreddamento delle turbine, lo si sapeva dal momento stesso in cui è stato deciso di installare la centrale a Termoli. Ci dobbiamo abituare a convivere con il cielo grigio e queste nubi di vapore. Del resto, una variazione del microclima era prevedibile e prevista, e in passato non ha costituito motivo di ostacolo all’insediamento della centrale».
Non basta ovviamente a mettere a tacere l’ansia. Non basta certo a eliminare la paura di un incidente. E del resto il sindaco è esplicito: «E’ importante che i cittadini prendano definitivamente coscienza che nel nostro Nucleo Industriale si trovano industrie chimiche a rischio di incidente rilevante. Al di là di ogni improvvido allarmismo, ben venga questa presa di coscienza. Da parte sua, il Comune continuerà ad adoperarsi affinché gli organi preposti (ARPA Molise, Consorzio, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, ASReM) effettuino l’opera di monitoraggio ai fini della tutela della salute pubblica».
La vera novità di un giorno di straordinario allarme (anzi: ordinario, a giudicare dalle risposte) è un’altra. E la proclamano, all’unisono, il sindaco e l’assessore Lattanzi: «Questo episodio, con il panico che ha scatenato, dimostra l’impreparazione della città di Termoli a gestire una eventuale emergenza. Ci dobbiamo organizzare per un piano di evacuazione». Sono parole pesanti, pesantissime. Mai dette, prima di questo momento, con tanta chiarezza. Testimoniano quello che i cittadini hanno sempre temuto, e che in passato è stato tacciato dalle stesse istituzioni di inutile allarmismo. Eppure, in questa giornata di straordinario terrore, sono inconfutabili. Tanto che lo stesso presidente del Nucleo Industriale è d’accordo. Antonio Del Torto fa sì con la testa, condivide l’esigenza di predisporre un piano di evacuazione, di fare le prove di fuga di massa («Ne faremo almeno due – dice Greco – una anche quando ci sono i turisti»), sul presupposto che la popolazione di Termoli e del suo hinterland corre un rischio reale. Ufficialmente – ma solo ufficialmente – lo si scopre soltanto oggi. E oggi che diventa ufficiale fa paura.
La nube bianca, solo vapore, niente di preoccupante, ha paradossalmente questo strano merito inaspettato: far aprire gli occhi sulle omissioni e chiudere la bocca alle ipocrisie.
Le immagini nella galleria fotografica
(Pubblicato il
27/10/2006)
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