Enrico Colavita
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Politica
Mezzoeuro, una fake news e veleni di carta: scoppia la guerra tra Leva, Pietracupa e il Pd
È bastato il settimanale "Mezzoeuro" per far scoppiare la guerra tra Danilo Leva, Mario Pietracupa e il Partito democratico molisano. Pietra dello scandalo una bufala, riportata dal giornale, che definisce l’onorevole di Liberi e Uguali un renziano. «In un comizio in Calabria avrei dichiarato la mia fede renziana. Basterebbe questa spudorata falsità per querelare l’editore di questo foglio». Un attacco che, sempre secondo Leva, giustificherebbe «il granitico accordo con Frattura» in vista delle elezioni regionali.


di Alessandro Corroppoli

Sembrava una campagna elettorale piatta, apatica, fatta di parole e slogan per soli addetti ai lavori: senza brio e coinvolgimento popolare. Sembrava, appunto. A dare la sveglia, per usare un eufemismo, ci ha pensato un periodico d’informazione, il settimanale "Mezzoeuro", registrato a Cosenza e distribuito dalla "Risoli promo distribution", una S.r.l di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, con sede anche a Nocera Inferiore in provincia di Salerno. Il giornale definisce il deputato uscente molisano di Liberi e Uguali Danilo Leva, un renziano doc, riportando delle dichiarazioni, fatte dallo stesso Leva, in occasione di un comizio di qualche anno fa in Calabria: «Non potrei che essere renziano e renziano del Pd».

Una scintilla che ha fatto divampare un incendio di polemiche. La replica dell’ex segretario regionale del Pd non si è fatta attendere. «Un foglio dell’infamia con articoli confezionati per diffamare, con addirittura virgolettati attribuiti agli avversari politici palesemente falsi. Uno riguarda anche il sottoscritto, che avrebbe dichiarato in un comizio in Calabria di qualche anno fa la sua fede renziana. Basterebbe questa spudorata falsità per querelare l’editore di questo foglio». Il giornale è diretto da Domenico Martelli, giornalista sconosciuto alla maggioranza dei molisani, così come il periodico che viene distribuito in Molise dalla "Risoli promo distribution srl". Una agenzia di servizi specializzata nel settore del volantinaggio e della distribuzione di materiale pubblicitario.

Il foglio informativo ha fatto la sua comparsa qualche giorno addietro sia a Campobasso, nei bar e nei locali pubblici in genere, ma soprattutto a Isernia. Nel capoluogo pentro è stato distribuito gratuitamente, così come nel capoluogo di regione e a Venafro, dai ragazzi della Risoli Promo Distribution. Un volantinaggio che appare una chiara spinta alla corsa verso il Parlamento di Mario Pietracupa, candidato nel collegio uninominale per la Camera dei deputati nella circoscrizione di Isernia per il centrodestra. Un porta a porta, un volantinaggio di antica memoria come la stessa azienda di distribuzione riporta nelle foto.

Il "Mezzoeuro - settimanale d’informazione del mezzogiorno d’Europa", era già arrivato all’attenzione dei lettori e elettori molisani nel febbraio del 2013, alla vigilia della chiusura dell’ultima campagna elettorale per le elezioni regionali. A farne pubblico sfoggio fu l’Europarlamentare Aldo Patricello, cognato di Pietracupa, allora alleato di ferro del centrosinistra targato Frattura - alleanza costruita e voluta anche da Danilo Leva e Roberto Ruta - in occasione di uno degli ultimi appuntamenti pubblici a favore dell’altro cognato Vincenzo Cotugno, e del movimento civico Rialzati Molise.

I bene informati affermano che il settimanale d’informazione si trasformerebbe in una sorta di velina politica e pubblicitaria della "famiglia Patriciello" e che, specie nelle occasioni importanti come lo sono le elezioni politiche, diventa un megafono per i candidati di parte come, appunto, lo è Mario Pietracupa. Al tempo stesso è una scure per i candidati più ostili come Danilo Leva, il quale da diversi mesi a questa parte si pone come l’uomo che vuole rompere l’alleanza tra Patriciello e Frattura. «Se Mario Pietracupa, che stimavo come persona moralmente superiore al cognato, si è abbassato anch’egli ad utilizzare questi sporchi mezzi, il motivo è uno solo: la mia battaglia politica è davvero ritenuta pericolosa. La denuncia dell’accordo fra Patriciello e Frattura, fra Forza Italia e il Pd sta dando davvero fastidio. Il Partito Democratico, infatti, è stato del tutto ignorato in questa infame pubblicazione» commenta Leva.

A testimonianza e a conferma di ciò, vi sono diversi articoli di approfondimento fatti dalla testata giornalistica negli anni sulla Neuromed di Pozzilli di proprietà della famiglia Patriciello. Scritti del tutto legittimi per una struttura d’eccellenza del Mezzogiorno d’Italia nel settore sanitario. Articoli sempre più presenti specie dopo l’elezione di Aldo Patriciello al Parlamento europeo avvenuta nella circoscrizione del Sud Italia che comprende sei regioni tra le quali la Campania e la Calabria. Ma non solo, ovviamente.

Come nel 2013, anche nel 2018 il "Mezzoeuro" dopo cinque anni di assoluta assenza, è tornato tra i molisani a parlare di politica.
Lo avrebbe fatto, questa è l’accusa di Leva, pubblicando la fake news "Leva è un renziano". «In questi giorni la provincia di Isernia è stata inondata da quel che sembra un giornale, ma che in realtà è un semplice “strumento” di propaganda politica. E volete sapere chi è il committente? La famiglia Patriciello. E volete sapere qual è lo scopo? Infangare gli avversari politici di turno ed incensare il proprio clan politico. Poi l’editore del giornale è calabrese e per la diffusione si sono serviti di una società campana» è l’urlo lanciato da Leva dopo aver preso visione e lettura dell’articolo incriminato.

Oltre a definirlo "renziano" l’articolo, non firmato, descrive uno scenario conflittuale in Abruzzo, dove l’avvocato di Fornelli è candidato al plurinominale nel collegio L’Aquila-Teramo, con i suoi colleghi di partito di LeU. «Nell’articolo che mi riguarda poi, si inventano anche presunti dissapori con gli amici abruzzesi di Liberi e Uguali, come Fabio Ranieri, capolista al senato per Liberi e Uguali in Abruzzo, con il quale al contrario in questi giorni stiamo battendo le strade delle aree interne abruzzesi fianco a fianco» scrive Leva. Verità è che i militanti e dirigenti locali di LeU non hanno gradito l’imposizione dall’alto sia della candidatura di Leva che di Celeste Costantino, a discapito dei candidati abruzzesi, con il senatore uscente Gianni Melilla in testa.

Si inserisce nella diatriba l’avvocato Massimo Romano, leader di Coscienza Civica, il grande sconfitto delle elezioni del 2013. L’ex consigliere regionale ricorda come "Mezzoeuro"abbia fatto la sua comparsa già cinque anni addietro «a ventiquattr’ore dalla chiusura della campagna elettorale, con una porcheria infamante a danno dello schieramento opposto all’allegra coalizione centro-destra-sinistra, scomparendo dai radar immediatamente dopo» e si chiede ora «cosa c’entri questa perla nera dell’editoria calabro-campana con il Molise, se non fosse che dopo 5 anni di silenzio è piombata di nuovo tra noi per farci sapere che il Presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa, è in campo "per ridare autorevolezza al Molise"».

(Pubblicato il 13/02/2018)

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