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Terminal, 13 anni di abbandono e futuro incerto. In alto mare il progetto di finanza
Confermato il pagamento di 1 milione e 600mila euro alla Seac, il Comune rilancia il bando di project financing per completare la stazione degli autobus di via Vico. «Era inutile fare ricorso in Cassazione contro la Seac, ora pensiamo a finire la struttura», le parole dell’assessore Francesco De Bernardo oggi, 12 febbraio, in Consiglio comunale. Pilone: «La struttura cade a pezzi e del nuovo bando non sappiamo nè tempi nè finanziamenti». Intanto l’assise civica vota un ordine del giorno per l’istituzione di una commissione speciale che faccia luce su tutti i contenziosi.


Campobasso. Doveva ospitare la biglietteria, bar o altri punti di ristoro. Invece è un rifugio per vagabondi e senzatetto. Non è il migliore biglietto da visita per chi arriva in città e scende da un autobus extraurbano. Il terminal di via Vico è in condizioni da ‘terzo mondo’ da molto tempo, si sa.

Da tredici anni poi non si riesce ad assegnare ad un privato la gestione della struttura. Nel 2005 se l’era aggiudicata un’Ati (associazione temporanea di imprese) guidata dalla Seac, la società che gestisce il trasporto urbano a Campobasso. Poi la sorpresa: la Seac chiede la rescissione del contratto nel momento in cui si è accorta che il Comune non era proprietario di una particella di terreno. La querelle giudiziaria finisce male per palazzo San Giorgio: deve sborsare un milione e 600mila euro a favore dell’azienda.

Dunque il Municipio pagherà – 20mila euro pare siano stati già corrisposti – ma i cittadini non potranno usufruire di un terminal degno di tal nome, dove pure usufruire di una toilette è un’impresa. Il progetto di finanza (o come direbbero gli anglosassoni, project financing) per la gestione è infatti in alto mare, nonostante la relativa delibera sia stata approvata nel maggio del 2016: tempi e finanziamenti non sono stati definiti con precisione nemmeno nel Consiglio comunale di oggi, 12 febbraio.

Se ne parla con la mozione del consigliere di opposizione Francesco Pilone che alla giunta comunale chiede chiarezza sull’esborso a favore della Seac. «Il Comune – spiega in Aula - ha deciso di non andare in Cassazione impugnando la sentenza del settembre 2017 con cui la Corte d’Appello ha confermato il pronunciamento di primo grado». In pratica, «la condanna per il Comune di Campobasso al pagamento di circa un milione e 600mila euro a favore della Seac “per grave inadempimento con conseguente condanna del pagamento del danno emergente e lucro cessante” in relazione alla risoluzione del contratto sottoscritto il 15 luglio 2005». All’epoca, ricorda Pilone, «l’attuale sindaco Antonio Battista era assessore nella giunta guidata da Di Fabio».

Il contratto sottoscritto 13 anni fa, dunque, non viene rispettato: «Prevedeva che entro quattro mesi il Comune doveva cedere tutta la struttura e non l’ha fatto. Ma non l’ha fatto – il ragionamento dell’esponente di Laboratorio civico - perché la struttura non aveva l’agibilità. Il Comune non poteva averla perché non aveva la proprietà di determinati suoli». Tuttavia, rimarca, «la cosa più grave è che l’ufficio legale di palazzo San Giorgio non ha lavorato per arrivare ad una transazione. La Seac quindi ha avuto ragione davanti al giudice che per fortuna non ha riconosciuto il maxi risarcimento da 5 milioni richiesto.
Ma comunque il Comune di Campobasso deve sborsare 1 milione e 600mila euro su una struttura decadente».

«Era inutile – la replica in Aula dell’assessore De Bernardo – andare in Cassazione per un ricorso ‘temerario’ e rischiando poi che il giudice ci condannasse a pagare il doppio delle spese. E poi parliamo di una differenza di 90mila euro, la ‘polpa’ era 1 milione e 600mila euro che il giudice ha già riconosciuto a favore della Seac». Al tempo stesso, riconosce, «su questa vicenda ci sono degli aspetti poco chiari» perché «il contratto con la società è stato firmato in assenza di documentazione e una particella non era ancora nelle disponibilità del Comune, ma la cosa è emersa solo dopo la stipula del contratto stesso».

Non è il primo contenzioso che palazzo San Giorgio perde. Con un esborso pesante per le casse pubbliche che genera debiti fuori bilancio. Per evitare altre ‘sviste’ il Consiglio comunale approva un ordine del giorno che «va a chiedere conto, attraverso una commissione di inchiesta, dei contenziosi che il Comune di Campobasso ha».

E il terminal? L’amministrazione Battista insiste sul bando per la gestione con il project financing. Tuttavia, la previsione di Pilone, «non sappiamo i tempi né i fondi né con quale coinvolgimento di quali soggetti. Si apre un capitolo in cui c’è poca carne e molto fumo».

(Pubblicato il 12/02/2018)

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