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Cronache
Utilizzavano per sé i fondi della scuola: verdetto ribaltato. Assolti dipendenti del ’Montini’
Smontata l’accusa in secondo grado per Nicola Marano e Giuseppe Anzovino all’epoca dei fatti direttore amministrativo e direttore scolastico dell’Ipia Montini di Campobasso. I due erano stati gli unici condannati per peculato nell’ambito del processo che ha portato sul banco degli imputati impiegati e funzionarti del Provveditorato agli studi accusati, a vario titolo, di aver usato per scopi personali i fondi destinati ai progetti scolastici.


Campobasso. Nicola Marano e Giuseppe Anzovino, rispettivamente direttore amministrativo e direttore scolastico all’Ipia Montini di Campobasso, erano stati gli unici due condannati nel processo che ha portato sul banco degli imputati impiegati e funzionarti del Provveditorato agli studi accusati, a vario titolo, di essersi appropriati indebitamente di fondi destinati ai progetti scolastici.
Un terremoto giudiziario scoppiato nel 2014 che si è concluso a novembre del 2016 con una raffica di assoluzioni e due condanne in primo grado per peculato.
Oggi anche quell’accusa è caduta: in Appello, infatti, Marano e Anzovino – difesi dagli avvocati Fabio Del Veccho e Daniele Dio Gregorio – sono stati assolti.
Il verdetto, ribaltato “perché il fatto non costituisce reato” come ha detto il giudice nell’udienza dell’8 febbraio, ha trovato piena soddisfazione dei difensori. Fabio Del Vecchio ha così commentato: «Siamo molto soddisfatti, è stata una lunga battaglia giudiziaria soprattutto per Marano al quale venivano contestati ben 30 episodi diversi di peculato. Il teorema accusatorio è stato smontato dimostrando che i fondi ministeriali sono stati sempre gestiti in modo corretto».


Marano, vale la pena ricordarlo, era stato già assolto in primo grado per 29 dei 30 episodi contestati (oltre che per l’associazione a delinquere). Quell’unica condanna gli era costata due anni di pena, ma anche quella oggi è caduta. L’episodio contestato era in concorso con l’altro ex imputato Anzovino anche lui inizialmente condannato a due anni. In sintesi la sentenza diceva che i due avevano intascato fondi ministeriali senza essere legittimati a farlo.


L’intera vicenda è scoppiata nel 2014 anche se gli episodi contestati dalla Procura risalivano agli anni compresi tra il 2006 e il 2009. Secondo l’accusa nella scuola campobassana, complice anche il clima di scarsi controlli dovuti all’assenza di un preside in pianta stabile, si riusciva a distrarre fondi pubblici utilizzandoli per rimborsi non dovuti, pranzi e incarichi ben retribuiti. Insegnanti, personale Ata e funzionari del Provveditorato finirono nel tritacarne con accuse pesantissime tra le quali anche quella dell’associazione a delinquere, caduta a novembre del 2016 con l’assoluzione, tra gli altri, dell’ex numero uno dell’Ufficio Scolastico Regionale, Giuseppe Boccarello, e la condanna a due anni di Marano e Anzovino per peculato.
Oggi anche per loro è la fine di un incubo.


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(Pubblicato il 09/02/2018)

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