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La sentenza
Spese pazze in Regione, assolto Di Falco. L’Appello ribalta condanna in primo grado
"Il fatto non sussiste": con questa motivazione il collegio giudicante presieduto da Vincenzo Pupilella ha deciso di assolvere l’ex consigliere regionale passato dalla Margherita al Pdl. Era stato il primo politico condannato dal Tribunale di Campobasso che lo aveva ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata per avere speso, nel 2009, 1500 euro per pagare due alberghi e un ristorante a Roma e acquistare pneumatici, panettone e spumante per i festeggiamenti di Capodanno con i supporter politici. Accuse decadute in secondo grado.


Campobasso. Era stato il primo degli ex consiglieri regionali condannato in primo grado. Oggi, 8 febbraio, è il primo ad essere assolto in Appello. Forse un piccolo record. Ma la sostanza non cambia: Francesco Di Falco può tirare un sospiro di sollievo. In secondo grado finisce con l’happy end l’inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dall’allora pm Nicola D’Angelo sulle famose spese pazze contestate agli ex inquilini di palazzo D’Aimmo. Soldi pubblici che, secondo la pubblica accusa, erano stati utilizzati tra il 2006 e il 2011 in maniera un po’ troppo disinvolta e soprattutto non per finalità istituzionali.


Un anno e mezzo dopo la condanna a sette mesi di reclusione, con pena sospesa, il collegio giudicante presieduto da Vincenzo Pupilella ribalta il verdetto del Tribunale di Campobasso. “Il fatto non sussiste”: il nocciolo della sentenza pronunciata oggi, 8 febbraio, dalla Corte d’Appello a cui il legale di Di Falco, il penalista termolese Antonio De Michele, aveva annunciato di rivolgersi subito dopo il verdetto in primo grado.

Era il giugno del 2016: in fase di udienza preliminare decade per l’ex esponente della Margherita passato poi al Pdl l’accusa di peculato per l’utilizzo di 5.700 euro per affittare una sede politica a Termoli. Un capitolo chiuso, dunque. Ora viene archiviata anche l’accusa di truffa aggravata ai danni della Regione. In questo caso, la Procura gli aveva contestato spese per 1500 euro per pagare ristoranti e il pernottamento in due alberghi di Roma, l’acquisto di due pneumatici di neve e di panettone e spumante per festeggiare il Capodanno con i sostenitori politici.
Liberi e Uguali


Francesco Di Falco è il primo ad essere assolto in Appello. Non c’è lo stesso epilogo per altri suoi ex colleghi in Consiglio regionale. Poco meno di un mese fa, ad esempio, la condanna per Enrico Gentile a 2 anni e 7 mesi. Il Tribunale di Campobasso lo ha riconosciuto colpevole di peculato. All’ex rappresentante di An vengono contestati 90mila euro. Discorso simile per Salvatore Muccilli, condannato per peculato a 2 anni e 9 mesi di reclusione dal collegio di Campobasso. La pubblica accusa ha contestato spese per 41mila euro. Entrambi si rivolgeranno in Appello per impugnare la sentenza di primo grado.

(Pubblicato il 08/02/2018)

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