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Tigre Amico
 
Cronache
Chiesta una scuola privata, ma non ci sono i numeri. Classe d’élite, condanna del Comune
A Larino i genitori dei piccoli che frequentano la scuola d’infanzia paritaria San Giuseppe, gestita dalle suore, hanno chiesto di allargare l’offerta formativa cittadina per aprire una sezione speciale della Campolieti di Termoli. Chiesto un incontro con il Vescovo De Luca, che però avverte: "Non ci sono numeri di potenziali iscritti a Larino che possano giustificare un’altra scuola". Lo scorso anno sono nati solo 28 bambini. Intanto arriva una forte condanna dal Comune circa il proposito di aprire una classe senza immigrati nè disabili. "Una idea sciagurata che indigna noi e tutta Larino".


Larino. Larino, una comunità in fibrillazione. Il nodo del dibattito che imperversa nella cittadina frentana è la scuola. Quella pubblica e quella privata, anzi: paritaria. Riconosciuta dallo Stato. A Termoli esiste, è la Campolieti. Che funziona bene, e viene confermata annualmente da centinaia di genitori per i loro figli iscritti alle elementari. Un modello che anche i genitori dei piccoli che a Larino frequentano la San Giuseppe, l’asilo (scuola d’infanzia paritaria) gestito dalle suore, vorrebbero replicare nel centro frentano. Il dibattito è acceso, e c’è già una data per sottoporre la questione ai soggetti coinvolti. Domani, 8 febbraio, è convocata l’assemblea dei genitori per discutere, appunto, di “prossima eventuale apertura scuola primaria paritaria” e “libertà di scelta educativa”.

Interverranno Madre Gregoria Ortis, delegata generale, il professore Mario Mascilongo, presidente della Coop “Il Sentiero” che gestisce la Campolieti, la coordinatrice della Campolieti Antonella Diretta e il vescovo Gianfranco De Luca. Già messo al corrente del proposito, che però appare inverosimile nella realtà frentana. Non certo per la legittima ambizione dei genitori e delle suore stesse a prolungare con un ciclo di scuola elementare l’esperienza della San Giuseppe, quanto per un mero fatto di numeri. Numeri che non lasciano alcuna possibilità all’apertura di una nuova scuola elementare. Lo scorso anno a Larino sono nati meno di trenta bambini, 28 per la precisione. Sufficienti a creare appena due classi. Come potrebbe reggersi una paritaria da affiancare alla scuola pubblica? Una domanda che il Vescovo si è posto: «Non mi sembra ci siano gli estremi per questa strada. L’ho già detto ad alcune mamme che ho incontrato, e non potrò che ribadirlo».

Dietro la richiesta dei genitori, mossi anche dal desiderio di non dividere i bambini che frequentano l’ultimo anno di asilo, ci sarebbe anche altro. Così come sta accadendo fra mamme e papà di alunni in procinto di iscriversi alla prima media, sempre a Larino, anche in questo caso si muovono ambizioni per creare una classe priva di immigrati e di disabili. Idea che da un pezzo serpeggia fra alcuni residenti frentani, e che non trova alcuna giustificazione. La Campolieti di Termoli, per esempio, “ispirazione” della paritaria frentana, accoglie da sempre disabili e bambini figli di immigrati. Anzi, i disabili sono più numerosi, in proporzione, che alla scuola pubblica, al punto che non è possibile aumentare l’orario proprio per questo. «Se fosse concreta, una richiesta del genere – commenta il vescovo – noi della Chiesa non potremmo che condannarla, restarne disgustati. Non è solo contro il messaggio di Cristo, è anche contro la legge».

Il caso della “classe d’elite”, affrontato da Primonumero.it strappa l’indignazione del Comune di Larino. «Ci auguriamo che non sia vero – dichiara a nome di tutta l’Amministrazione la presidente del Consiglio Comunale Mariangela Biscotti – perché in caso contrario non potremmo nascondere la vergogna cittadina per l’atteggiamento di questi genitori.
La nostra città rappresenta un modello di integrazione e mai, a memoria di larinese, nessuno ha palesato intenzioni tanto razziste e xenofobe, che nulla hanno a che fare con lo spirito inclusivo e solidale della nostra cittadinanza. La sciagurata idea di ritenere disabili ed immigrati una zavorra per i figli delle presunte élite, indigna noi e tutta Larino».

L’Amministrazione è solidale con la preside Angela Maria Tosto «nell’affermare, con tutta la forza e la determinazione possibili, come i criteri per la formazione delle classi non li decidono i genitori e sia del tutto inconcepibile – e aggiungiamo illegale, inumano e vergognoso – creare una classe frequentata esclusivamente da ‘bambini senza problemi’. Perché, come ha ben sottolineato la preside, la vera missione della scuola pubblica è quella dell’inclusione, della solidarietà, della crescita morale degli alunni, dove la diversità non è un handicap, ma un valore. Pertanto, nel ribadire lo sconcerto e l’amarezza per siffatti comportamenti che offendono l’intera Larino, auspichiamo che una tale sciagurata intenzione resti solo nell’immaginario di chi dovrebbe solo vergognarsi di rendere all’esterno della nostra città un’immagine che non ci rappresenta affatto».

(Pubblicato il 07/02/2018)

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