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Cronache
Truffe online, molisani vittime di trappole del sesso. Salgono denunce e reati informatici
Sono 10 i casi di estorsione sessuale legate alle truffe online registrate in Molise dalla Polizia Postale relative al 2017. Dati allarmanti per una società che continua a cadere nelle trappole e negli inganni di donne che chiedono denaro per non pubblicare foto di nudi davanti alle telecamere del pc. E poi tre casi di pedopornografia in cui le vittime innocenti sono bambini. Sono centinaia i casi su cui hanno lavorato negli ultimi 12 mesi gli agenti della polizia delle telecomunicazioni tra furto di identità digitale e truffe online legate agli acquisti.


Dieci casi di estorsione sessuale registrati solo nel 2017 e una persona denunciata per lo stesso motivo. Nel Molise dei piccoli numeri, dove vivono “solo” trecentomila persone e poco più, un dato del genere diventa allarmante. Soprattutto perché, tra corsi di educazione all’uso di internet e lezioni sul corretto uso della rete per evitare la trappola delle truffe online, sono tanti quelli che proprio nella trappola del sesso online ci cadono e rischiano di perdere soldi e non solo.

Per cadere nell’inganno basta poco. Anche solo aprire la pagina del proprio social network preferito, Facebook tra i primi, può risultare rischioso. Perché se le foto con i visi angelici che inviano richieste di amicizia, possono sembrare interessanti, molto spesso in realtà si rivelano profili falsi. Ma si rivelano inesistenti quando ormai è troppo tardi. Quando ormai la richiesta di amicizia è stata accettata, quando ormai le conversazioni in chat vanno avanti da giorni e quando ormai l’errore più grave è stato fatto: fidarsi. Di loro e delle loro richieste, come quelle di mostrarsi senza abiti alla fotocamera. Ed è proprio lì che scatta la trappola, l’inganno. «Se non mi paghi, vedrai le tue foto in rete, dappertutto».

A quel punto chi comprende il rischio si rivolge alla Polizia Postale che avvia le indagini e spesso riesce a bloccare i vari profili. Proprio come fatto durante lo scorso anno, quando la polizia legata al settore delle comunicazioni e telecomunicazioni sul web ha lavorato a diverse operazioni su internet. In questi giorni sono stati infatti resi pubblici i dati relativi agli interventi degli agenti della PolPost e quello che emerge è l’analisi di una società che cade ancora nelle truffe di ogni genere.

Accanto a quelle sessuali non mancano quelle pedopornografiche, con tre indagini portate avanti e altrettanti casi registrati in regione sul fenomeno dell’adescamento online di minori. L’ultimo, quello di fine dicembre, con un 40enne denunciato per detenzione di materiale pedopornografico. Ad essere vittime inconsapevoli di uno dei fenomeni più orribili del pianeta sono i bambini.

Proprio per questo, per tutelare in ogni modo i minori, le associazioni e anche i cittadini hanno fatto scattare numerosi controlli a partire dalle segnalazioni: 188 sono stati i siti internet controllati nell’ambito della prevenzione portata avanti dagli agenti, e di questi 54 sono stati inseriti nella lista nera dei siti pericolosi, ovvero quell’elenco che permette di evitare di collegarsi a determinati siti considerati a rischio.

E sempre nel Molise dei piccoli numeri e dei piccoli borghi, quelli dove peraltro la connessione internet non è potenziata, non mancano anche altri reati di natura informatica. 339 infatti le truffe online di ogni genere, con 25 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria. 75 invece i casi di reati informatici che colpivano la persona: ovvero diffamazione, trattamento illecito dei dati personali con anche la sostituzione di persona. Sette casi registrati di minacce, 3 quelli di molestie e addirittura 41 quelli di diffamazione online.

E a questi non mancano i reati legati alle attività finanziarie: 25 i casi registrati nel 2017 di intromissione nei rapporti commerciali tra aziende per dirottare altrove le somme, all’interno dei conti correnti dei malviventi. Attraverso tecniche evolute di hackeraggio, i truffatori riuscivano ad inserirsi agevolmente nelle pagine private e a spostare il denaro da un conto corrente all’altro e a farlo sparire in pochi secondi.
Due le persone denunciate, nonostante le difficoltà legate al recupero dei soldi frodati inviati soprattutto in paesi extraeuropei, Cina, Taiwan, Hong Kong.

Per chi naviga in internet però, è facile cadere anche nelle truffe degli acquisti online. Nel 2017 infatti secondo lo staff di sito-ufficiale.com, sono nati e si sono sviluppati in Italia e nel mondo una media del 70 per cento di siti falsi in più. Ad essere più colpiti sono soprattutto quelli legati al commercio online dei beni materiali: al primo posto, sempre secondo gli studi effettuati nei primi giorni del 2018 in relazione ai 12 mesi precedenti, sono gli elettrodomestici, a cui seguono l’elettronica, l’informatica e la telefonia e poi a seguire l’abbigliamento, l’arredamento, l’auto e le moto perchè sempre di più sono quelli che scelgono di comprare online e non rivolgendosi fisicamente nei negozi.
A cadere nelle truffe di ogni genere sono uomini, donne, adulti, anziani e giovani. Internet infatti negli ultimi anni si è diffuso facilmente e sono tanti anche quelli che hanno imparato ad utilizzare il computer e a navigare, ma molto spesso anche solo per l’errore di cliccare su un link sbagliato, si finisce in siti pericolosi.

Per questo sono tante anche le attività di monitoraggio e di informazione messe in atto nel corso dell’anno dalla Polizia Postale sulla buona educazione alla navigazione: le giovani generazioni sono le prime ad essere messe in guardia sul corretto uso dei vari siti e sui rischi e pericoli della rete. La speranza, per il 2018, è che sempre meno siano quelli che cadono nelle trappole e negli inganni del web e soprattutto, il consiglio finale degli esperti, è di stare sempre accanto ai minori quando sono seduti alla scrivania davanti al computer. (Elb)

(Pubblicato il 12/01/2018)

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