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Politica
Il giudice Di Giacomo: "Mi candido solo con una coalizione unica". E i partiti ci pensano
Dopo l’appoggio dei movimenti civici e delle forze moderate, il giudice del Tribunale di Isernia Vincenzo Di Giacomo non nasconde la volontà di candidarsi, ma chiede ai partiti di coalizzarsi, «anche se da posizioni politiche distanti tra loro, così da dare vita ad una grande Coalizione che non si risolva in un calderone, ma che punti, per il tempo limitato di una legislatura (per poi tornare all’ordinaria dialettica politica), ad obiettivi programmatici comuni e condivisi». Un’ipotesi che fino a qualche tempo fa sembrava fantapolitica, ma che oggi solletica l’interesse di diversi uomini politici, sia di centrodestra che di centrosinistra.


Corsi
Grande centro, Grosse Koalition, Santa alleanza. Chiamatela come vi pare e i detrattori potrebbero anche battezzarlo inciucio alla luce del sole. Ma la richiesta di Vincenzo Di Giacomo, 62enne giudice del Tribunale di Isernia, è chiara: è disponibile a candidarsi, ma solo se i partiti si metteranno d’accordo e faranno quella che lui chiama la “Coalizione unitaria”. Dopo l’appoggio di movimenti civici e forze politiche moderate, Di Giacomo punta all’All-in, che per i poco esperti di poker significa puntare a prendersi tutta la posta e andare alle urne con enormi prospettive di vincita e forse un unico grande avversario: il Movimento Cinque Stelle.

Fantapolitica? Forse, ma nemmeno più di tanto. Se prima di Natale questo scenario pareva partorito dalla mente di uno sceneggiatore di Cinecittà, adesso pare possibile. Perché l’appoggio dei vari Cotugno, Niro, Tiberio e diversi altri centristi, unito a quello dei movimenti civici, dà forza alla candidatura possibile di Di Giacomo e soprattutto apre l’orizzonte ad altri ingressi pesanti di chi oggi si riconosce nel centrodestra o nel centrosinistra.

«La spinta proveniente dalla società civile e l’accorato appello di tutta una serie di movimenti civici che ne costituiscono gli enti esponenziali, spinta raccolta pure da tante parti dello schieramento politico ai fini di una mia discesa in campo, esprime un apprezzamento ed un richiamo al senso di responsabilità nei confronti della mia modesta persona di umile servitore dello Stato. A questo punto, per esclusivo spirito di servizio e nel superiore interesse di questa nostra terra, potrei anche compiere il grande sacrificio personale e professionale che mi viene richiesto, quello della rinuncia a tutte le mie funzioni attuali» scrive Di Giacomo in una nota affidata alla stampa.

Tuttavia il giudice non è ancora convinto. «Tale sacrificio non basterebbe perché, a mio sommesso parere di cittadino, a questo sacrificio dovrebbe necessariamente accompagnarsi un altro elemento essenziale, quello della costituzione di una grande Coalizione unitaria, trasversale ed inclusiva, una Coalizione non contro qualcuno ma per costruire qualcosa ed anzi per costruire grandi cose. Una Coalizione che ponga al centro del proprio programma il lavoroe l’impresa e quindi il rilancio dello sviluppo economico ed occupazionale, obiettivi questi da perseguire con fortissima accelerazione e con la massima determinazione, quella stessa determinazione con cui i nostri antichi Padri e Madri Sannite condussero le loro battaglie anche contro chi pareva invincibile».

L’appello è quindi a «una grande Coalizione unitaria, trasversale ed inclusiva, la quale rappresenterebbe la naturale prosecuzione della battaglia intrapresa dal Comitato Unitario per la salvaguardia della Corte di Appello di Campobasso e dei Tribunali di Isernia e Larino, costituito su impulso dell’Associazione Nazionale Magistrati del Molise da me presieduta, una battaglia che pareva persa in partenza e che invece fu vinta (sebbene il pericolo potrebbe ripresentarsi in futuro) proprio grazie al comune e compatto impegno di tutti, di tutte le componenti della società civile e politica che vi presero parte. La soppressione di questi uffici avrebbe altrimenti innescato un deleterio effetto a catena, con l’ulteriore soppressione di tanti altri uffici giudiziari e non giudiziari sia pubblici che privati e quindi con danno gravissimo per il nostro tessuto socio-economico».

È questo il richiamo che Di Giacomo fa a chi potrebbe non disdegnare di lasciare le posizioni assunte finora e unirsi al Grande centro che si sta formando. Politici di lungo corso, dal centrosinistra al centrodestra, fino all’Ulivo 2.0, ci stanno pensando. Una forza così sbaraglierebbe gran parte della concorrenza in campo. Difficile, per non dire impossibile, che questo appello trovi disponibile il Movimento Cinque Stelle. Anzi, a molti questa manovra pare proprio la mossa decisiva che la politica di lungo corso potrebbe mettere in atto per frenare l’ascesa dei grillini e contrastare le loro chance di vittoria alle elezioni regionali.

Per Di Giacomo il riferimento resta la lotta per la salvaguardia dei presidi giuridici molisani. «Se il Comitato Unitario ha scongiurato detto danno, occorre ora che una Coalizione Unitaria prosegua tale lavoro, puntando direttamente al forte rilancio economico ed occupazionale di questa regione, il cui territorio rischia oltre tutto di essere diviso e smembrato in vari pezzi che verranno accorpati alle regioni limitrofe (come già accaduto purtroppo per vari enti ed istituzioni presenti in regione) laddove sarebbe invece necessario interagire con le regioni limitrofe, ma preservando la nostra identità storica, culturale, geografica e socio-economica».

Il magistrato isernino di dice «consapevole che si è in procinto di una campagna elettorale e che quindi il momento storico è diverso rispetto a quello in cui nacque il Comitato Unitario, ma resto convinto che i partiti dell’intero schieramento politico dovrebbero riuscire anche nell’attuale momento storico a compiere un grande atto di amore verso questa nostra terra, facendo un passo di lato per coalizzarsi con entusiasmo in appoggio alla spinta civica, anche se da posizioni politiche distanti tra loro, così da dare vita ad una grande Coalizione che non si risolva in un calderone, ma che punti, per il tempo limitato di una legislatura (per poi tornarsi all’ordinaria dialettica politica), ad obiettivi programmatici comuni e condivisi e nella quale confluiscano anche (ed anzi soprattutto e prima di tutto) le forze migliori della società civile, sia laiche che religiose.
Idea Arredo
Una Coalizione che sia governata da un terzo garante super partes (non necessariamente individuabile nella mia modesta persona, dato che in questi mesi sono stati fatti pure altri nomi di donne e di uomini autorevoli che potrebbero egregiamente rivestire tale ruolo) e che sia volta alla formazione di un governo di emergenza e/o di solidarietà regionale (quali se ne sono già visti pure in campo nazionale nei momenti di massima criticità, come nel secondo dopoguerra o ai tempi del terrorismo rosso e nero), al fine di far fronte all’attuale fase di gravissima criticità, al fine di combattere i nostri veri nemici, che si chiamano crisi economica, disoccupazione, emigrazione, desertificazione e povertà».

Nelle parole del giudice c’è evidente una bocciatura per il governo Frattura e i suoi cinque anni alla guida della Regione. «Vi è l’assoluta ed imprescindibile necessità di un mutamento di rotta, riportando la politica al suo effettivo significato etimologico, che dalla sua radice greca si traduce in “servizio in favore della collettività”. Occorre servire il popolo disinteressatamene, per far sì che l’interesse generale prevalga sull’interesse particolare, che la politica non si risolva in meri personalismi, divisioni e spaccature, odi di partito, polemiche controproducenti, doppiezze e ipocrisie, sterili attacchi personali dettati dalla corsa alle poltrone, favoritismi clientelari, abusi di potere o peggio ancora corruzione e concussione, ma che prevalgano il rispetto delle regole, l’onestà, la trasparenza, la competenza, l’efficienza e l’abnegazione. Qualcuno potrebbe asserire che tutto ciò è impossibile, che si tratta solo di sogni. Ma i molisani, come gli antichi Sanniti, sono abituati ad affrontare le difficoltà, a non fermarsi di fronte ai muri ma a scavalcarli, a rendere possibile ciò che a prima vista può apparire impossibile, siamo abituati a non indietreggiare e a non arrenderci mai.
D’altronde, a chi asserisca che si tratti solo di sogni, io dico che allora è ancor più necessario ed urgente costruire una squadra di sognatori, che organizzi un esercito di sognatori i quali, proprio per tale motivo, saranno invincibili e riusciranno così a trasformare questi sogni in realtà.
Io sono uno di questi sognatori, e perciò sogno la nascita di una Coalizione Unitaria, sogno che venga compiuto questo grande atto di amore verso la nostra terra, per ridare a tutti la speranza in un futuro migliore, per ribaltare le sorti economiche ed occupazionali dei nostri territori, per scrivere tutti insieme una pagina della storia di questa regione destinata ad essere tramandata e ad essere letta dalle generazioni future, per rendere un doveroso omaggio ed un doveroso servizio a questa nostra terra ed a tutti coloro che la abitano».

(Pubblicato il 30/12/2017)

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