Enrico Colavita
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Politica
"Noi emarginati": il movimento di Patriciello molla Frattura e ’benedice’ il giudice Di Giacomo
Vincenzo Cotugno, presidente del Consiglio regionale e principale rappresentante di Rialzati Molise, il movimento creato nel 2013 da Aldo Patriciello, ufficializza lo strappo con il Governatore: "Frattura ha svolto un lavoro importante, ma siamo stati sempre considerati come intrusi in casa d’altri. Non possiamo andare con una sinistra che non ci sopporta, quindi andiamo per la nostra strada". Salgono dunque le quotazioni del giudice Di Giacomo, che sarebbe in grado di raccogliere anche i consensi di alcuni esponenti del Pd della provincia di Isernia. Un’operazione che si starebbe tentando sotto traccia a poche ore dall’ufficialità sulla data del voto.


Liberi e Uguali
Campobasso. Probabilmente il primo punto fermo arriverà a ore, quando a Roma il Capo dello Stato scioglierà le Camere. Poi sarà definita la data del voto: niente tempi supplementari. E’ fallito il tentativo di allungare la legislatura di qualche giorno per approvare lo Ius Soli, il ‘grimaldello’ con cui la minoranza dem avrebbe voluto riallacciare con Mdp e Liberi e Uguali. E a Roma sono aumentate di nuovo le quotazioni sull’election day del 4 marzo: Politiche e Regionali insieme.

Un orecchio teso verso la Capitale, l’altro in Molise. Al finale di legislatura ci si sta preparando pure nella nostra regione. Anche se il clima è sempre più incerto, complice un problema tecnico legato alla legge elettorale regionale approvata da un paio di mesi: ancora non viene informatizzata. Una sorta di mina vagante che complica non poco la vita a partiti e aspiranti candidati. «Ci sono problemi per la composizione delle liste», si sussurra negli ambienti della politica. Perché il collegio unico richiede candidati forti, i cosiddetti ‘portatori d’acqua’ in grado di raccogliere consensi da tradurre in voti. E se si voterà il 4 marzo, a fine gennaio bisognerà chiudere la liste. Per questo non ci si è fermati nemmeno a Natale: contatti, telefonate e riunioni mescolati agli auguri di buone feste.

Manco a dirlo, carte coperte anche sul tavolo in cui si gioca la partita per la leadership. I bene informati raccontano che il giudice Enzo Di Giacomo, capo di un governo che vorrebbe di ‘salute pubblica’ e senza targhe di partito, sta guadagnando terreno nella hit parade dei consensi: non solo piace al centrodestra e a parecchi movimenti civici, ma sarebbe in grado di conquistare pure alcuni ambienti del Pd. Un’operazione che si starebbe tentando in provincia di Isernia, soprattutto nel caso in cui Roberto Ruta decidesse di fare un passo indietro rinunciando a presentarsi direttamente, come dichiarato ieri – 27 dicembre – nella conferenza di fine mandato.

Un altro pezzettino del Partito democratico pronto a ‘scaricare’ il governatore Paolo di Laura Frattura che appare sempre più isolato. Dopo l’Ulivo 2.0, anche Rialzati Molisela corrente che fa riferimento all’europarlamentare Aldo Patriciello - prende le distanze. Il divorzio sarà ufficializzato all’inizio di gennaio, ma il destino è ormai segnato. Non lo nasconde Vincenzo Cotugno, presidente del Consiglio regionale e il principale riferimento in Molise. Le sue parole suonano come una sentenza. Le pronuncia davanti alla stampa di fine anno di oggi, 28 dicembre, a palazzo D’Aimmo. Una conferenza istituzionale, che Cotugno svolge con due membri dell’Ufficio di Presidenza (Carmelo Parpiglia e Riccardo Tamburro), ma in cui ad un certo punto prevale la curiosità sulle scelte di Rialzati Molise alle prossime Regionali.

L’elogio al giudice Di Giacomo appare come un’investitura: «Ha fatto un grande lavoro con tutti gli altri per la salvaguardia della Corte d’Appello, è stata una battaglia di civiltà e di dignità di questa regione che fortunatamente abbiamo vinto grazie all’impegno di tutti e con un comitato appoggiato da associazioni, esponenti della politica e della società civile. A Di Giacomo questo va riconosciuto, anche se ancora non scioglie le riserve sulla sua candidatura».

Non è una bocciatura al capo della Giunta regionale che vorrebbe ricandidarsi. Il vertice di palazzo D’Aimmo riconosce infatti «il grande lavoro svolto da Paolo di Laura Frattura dal punto di vista del riordino istituzionale, economico e del bilancio», ma negli anni il rapporto si è logorato. Ricostruisce cosa è avvenuto in cinque anni. «Nel 2013 – spiega il politico venafrano - abbiamo sposato un progetto che vedeva la partecipazione del centro moderato e della sinistra. Nel tempo questo centro moderato è stato emarginato, la sinistra ha cercato di mettere all’angolo il centro moderato che però è rimasto al suo posto per portare a termine gli impegni con gli elettori e con Frattura, nonostante le fibrillazioni che arrivavano dalla sinistra».

Voce ferma e parole misurate, ma Cotugno non risparmia punture di spillo all’Ulivo 2.0: «La sinistra ci ha mal sopportato senza che io ne abbia capito i motivi. Non ho gradito molto gli atteggiamenti della sinistra che ci ha visto sempre come un elemento di disturbo, come intrusi in casa loro e non ci ha mai fatto piacere. Ma questo non ha fatto venire meno il rispetto per i 15mila elettori che ci hanno votato.
Carrozzeria Meale
Il divorzio? Avverrà solo perché c’è un diverso modo di concepire la politica che per me deve essere rivolta alle imprese, senza le quali non si creano sviluppo e posti di lavoro. La politica è cambiata, non può essere la politica a creare posti di lavoro, ma le imprese. E la politica deve premiare l’impresa, non criminalizzarla o vederla come un peso ingombrante».

Cotugno va dritto al punto: «Vanno valorizzate le eccellenze - che siano della sanità, dell’agroalimentare, del turismo o dei beni culturali – che vanno tutte sostenute. Io sto con questi programmi e non con altri». Un riferimento velato al Neuromed, il centro di ricerca e cura del cognato Aldo Patriciello, fiore all’occhiello del sistema sanitario regionale. La distribuzione dei posti letto a vantaggio del Neuromed è una delle bombe che ha fatto ‘scoppiare’ il centrosinistra. «Non possiamo andare con una sinistra che non ci sopporta, non siamo disponibili e non ci interessa, andremo per la nostra strada». Frattura perde insomma un grosso alleato, il più importante.

Cotugno probabilmente si ricandiderà: «Stiamo discutendo». Anche perché, nel suo bilancio di fine anno, sottolinea che «abbiamo fatto molte cose, ma avremmo potuto fare di più. La mia esperienza di questi cinque anni è stata positiva, anche se c’è qualche rammarico per alcune cose che avrei voluto fare».

Obiettivi che elenca nell’incontro con la stampa: la cura dimagrante imposta al Consiglio regionale (che il politico venafrano ha guidato per due anni e mezzo) che ha ridotto le spese, è probabilmente il risultato più importante. E poi la valorizzazione del Molise al di fuori dei confini nazionali, le iniziative a difesa dell’ambiente e quelle per il Molise che produce, il protocollo per la valorizzazione dei tratturi e l’intesa con i Medici per l’Ambiente. «Abbiamo promosso il Molise in giro per il mondo», sintetizza Cotugno che alla conferenza invita anche un giovane ricercatore campobassano, Emanuele Antonecchia, che partirà per la Cina per partecipare al progetto di ricerca sostenuto dal Consiglio regionale.
«Ci auguriamo che la prossima classe dirigente – la chiosa finale - ci metterà il cuore e l’impegno. Il Molise ha le risorse per mantenere la sua autonomia».

(Pubblicato il 28/12/2017)

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