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Strade e piazze per ’soli’ uomini. Ora si cambia: parità di genere per la toponomastica sessista
Nel capoluogo molisano solo una decina di luoghi è dedicata a personaggi femminili. In Comune si sta lavorando per cambiare rotta. All’attenzione del Consiglio comunale di oggi, 28 dicembre, ci sarà un ordine del giorno per procedere ad "un riequilibrio di genere nell’intitolazione di edifici e luoghi pubblici" e dedicarli "a donne che si sono distinte nel campo della cultura, della scienza, della società, della politica e della lotta alla illegalità". Tra le proposte sul tavolo Lea Garofalo, la pentita calabrese che ha vissuto a Campobasso sotto protezione, e Delicata Civetta, personaggio legato alla storia della città. Tra i papabili anche Ada Trombetta. "Prediligeremo la molisanità", sottolinea Giovanna Viola, prima firmataria dell’iniziativa legislativa.


Campobasso. Sarà pure cambiata la grammatica e i sostantivi al maschile ora vengono declinati al femminile. Sindaca, assessora, avvocata, ministra: sono solo alcuni dei termini entrati nel nostro lessico. Tuttavia, la parità di genere deve ancora fare passi in avanti. Perfino nella toponomastica. Perché strade, piazze ed edifici sono quasi tutti dedicati agli uomini: re, nobili, personaggi storici, artisti, scrittori, imprenditori. Forse siamo talmente tanto abituati che probabilmente non ci facciamo nemmeno più caso.

Secondo l’Associazione toponomastica al femminile, solo il 4% delle strade è intitolato a donne (in home, foto di ecodelsud). Di queste più della metà a sante, beate, principesse e regine. Scienziate, letterate e artiste non arrivano al 2%. «Desideriamo provare a proporre un riequilibrio», sostengono le consigliere comunali di Campobasso che hanno presentato un ordine del giorno per provare a mitigare una toponomastica ‘sessista’. Prima firmataria l’esponente del Pd Giovanna Viola, presidente della Commissione cultura a palazzo San Giorgio. Qui è stato avviato il ragionamento nell’ambito delle attività svolte durante le giornate contro la violenza sulle donne.

L’iniziativa ha raccolto inoltre il consenso delle consigliere di altri schieramenti politici come Marialaura Cancellario e Carla Fasolino della Coalizione civica e da Paola Felice del Movimento 5 Stelle. Ma l’ordine del giorno è stato sottoscritto anche dai colleghi Sarli, Praitano, Bucci, Columbro, Landolfi, Molinari e Maroncelli.

A Campobasso solo nove strade sono dedicate a figure femminili: viale Regina Elena, via Grazia Deledda, via Nina Guerrizio, via Olimpia Frangipane. E poi ci sono quelle dedicate alle sante: Santa Maria de Foras, Santa Lucia, Santa Maria Maggiore, Santa Cristina e Santa Maria della Croce.

L’ordine del giorno sarà all’attenzione del Consiglio comunale di oggi, 28 dicembre. Procedere «ad un riequilibrio di genere nell’intitolazione di edifici e luoghi pubblici» e dedicarli «a donne che si siano distinte con il loro impegno e la propria attività negli ambiti della cultura, della scienza, della società, della politica, della lotta alla illegalità»: questi i principali obiettivi dell’iniziativa legislativa. «Se in Consiglio comunale passo l’ordine del giorno, ci impegniamo ad intitolare un luogo ad una donna. In commissione poi scenderemo nel dettaglio dei nomi», spiega Giovanna Viola. «C’è già un elenco con trenta nomi che va valutato in maniera più ampia perché, in base al regolamento comunale sulla toponomastica, occorrerà ragionare per bene anche sull’area da intitolare e ci vuole poi una certa omogeneità con i nomi delle strade vicine.
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Ad ogni modo, prediligeremo la molisanità e la campobassanità coinvolgendo nella scelta anche i cittadini utilizzando i social».


Intanto c’è chi ha avviato un primo ‘sondaggio’ per capire gli orientamenti, come ha fatto Paola Felice (M5S) su Facebook: «Tra i toponimi già individuati ci sono Nilde Iotti, Maria Montessori, Anna Magnani, Lea Garofalo, Ilaria Alpi, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Marie Curie, Anna Frank, Madre Teresa, Alda Merini, Ippazia D’Alessandria, Matilde Serao e Delicata Civerra».

Di queste è ’campobassana doc’ Delicata Civerra: tra storia e leggenda, è famoso l’amore contrastato tra la giovane appartenente alla famiglia dei Crociati e Fonzo Mastrangelo della famiglia dei Trinitari.
Non è molisana, ma che a Campobasso ha vissuto per alcuni anni è stata la testimone di giustizia Lea Garofalo, la coraggiosa donna che denunciò gli affari con la ‘ndrangheta del compagno e che da quest’ultimo è stata brutalmente uccisa dopo essere stata rapita e torturata. Oggi è il simbolo della libertà e della lotta alla mafia.
Infine, tra i nomi ‘papabili’ c’è anche quello di Ada Trombetta (nella foto di Luigi Calabrese con Lea Garofalo e una rappresentazione di Delicata Civerra), una delle donne più influenti e apprezzate del mondo culturale molisano. Tre anni fa il Molise ha pianto la sua morte.

(Pubblicato il 28/12/2017)

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