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Centrosinistra
Prove di unità con regia romana. Frattura e Ruta allo stesso tavolo per primo test
Il Governatore ricandidato, che ha aperto alle primarie sabato scorso, e il senatore Roberto Ruta, convocati allo stesso tavolo davanti al coordinatore dell’assemblea nazionale Pd Lorenzo Guerini. Con loro anche Laura Venittelli e Micaela Fanelli. Obiettivo: verificare se l’unità del centrosinistra sia ancora possibile, malgrado il salto in avanti di Ulivo 2.0. «Oggi è stata fatta una prima fotografia della situazione molisana anche alla luce dello scenario nazionale» commenta la Segretaria regionale, che non perde la speranza di ricompattare le anime del Pd. E il senatore non nega che «è un tentativo necessario, un ragionamento va fatto». Ambienti a lui vicini scommettono che il senatore sarebbe pronto a fare un passo indietro, ma che lo stesso passo lo debbano fare anche dall’altra parte. “Se no ognuno per conto suo”. Ma a Roma temono una debacle del Pd. tavolo di "mediazione” aggiornato a dopo Natale.


«Il Pd vuole vincere a marzo le elezioni. Le divisioni ci farebbero perdere». La ‘guerra’ che ha diviso i democratici molisani non piace per niente ai vertici nazionali. E Lorenzo Guerini, coordinatore dell’assemblea nazionale, lo avrebbe detto chiaramente oggi, 21 dicembre, a chi ha partecipato all’incontro romano.

Convocazione alle 11 in punto. Dal Molise arrivano il senatore Roberto Ruta, il governatore Paolo di Laura Frattura, la segretaria Micaela Fanelli e l’onorevole Laura Venittelli. In pratica, i big del Pd in Molise. Che da qualche mese sono l’uno contro l’altro ‘armati’. Una lotta fratricida scoppiata per la mancata condivisione, da una parte del Pd molisano, della candidatura del presidente uscente: c’è chi avrebbe voluto le primarie per scegliere il candidato presidente lanciando la proposta nell’assemblea di fine maggio. Sappiamo com’è andata: nonostante la disponibilità (dichiarata pure in varie interviste), le primarie non sono mai state organizzate. E il recente tentativo di Frattura è apparso tardivo.

Un mese dopo quell’infuocata assemblea, la fuga in avanti di Ruta: a giugno debutta l’Ulivo 2.0, una nuova ‘creatura’ politica lanciata con l’amico Danilo Leva. Una compagine che rispolverando alcuni cavalli di battaglia (la sanità pubblica tradita da Frattura, ad esempio) sta riscuotendo un certo interesse grazie a un diverso modus operandi. Prima un programma condiviso ed elaborato all’interno di alcuni forum, poi il candidato presidente che sarà scelto il 7 gennaio tramite una sorta di primarie interne dall’assemblea dei mille. Un approccio che ha convinto parecchi esponenti del Pd a mollare il governatore e la segretaria per entrare nella nuova squadra.

Poi a sorpresa l’intervento da Roma. Con la possibile disfatta all’election day di marzo, profetizzata dai sondaggi che danno il Pd a picco e il Movimento 5 Stelle come prima forza, in casa dem si prova a ricucire gli strappi. In via del Nazareno, dove il partito è sconvolto dal ‘caso Boschi’ che ha creato dissenso sull’ex ministra per le Riforme, il segretario nazionale Matteo Renzi ripete: «Il tempo dei litigi è finito». È su queste basi che si sta tentando di spegnere il fuoco divampato anche nella nostra regione.

Agli affari molisani decide di mettere mano Lorenzo Guerini, a cui è affidato il primo tentativo di ricomporre i cocci e verificare se l’unità del centrosinistra sia ancora possibile. L’incontro non dura molto. «Oggi è stata fatta una prima fotografia della situazione molisana anche alla luce dello scenario nazionale» commenta la Segretaria regionale, Micaela Fanelli.
Che non si sbottona molto, ma dalle sue parole si intuisce la speranza di ricompattare le anime del Pd.

«Ognuno ha espresso le proprie ragioni», osserva Roberto Ruta a Primonumero. «E dico finalmente. Perché finalmente è stata posta la questione che forse c’è bisogno di fare un ragionamento molto più significativo che non è quello dei posti o delle candidature. Io – dice con una battuta - sono disponibile a ricandidarmi a Bojano, non per fare il sindaco, ma per tornare a fare il professore. Dunque, ripeto, non è mai stato un problema di candidatura, ma un problema complessivo. Ci sono delle ragioni». Ad ogni modo «è un tentativo necessario, un ragionamento va fatto».

Secondo alcune indiscrezioni, a Roma si vorrebbe proporre a Ruta di fare un passo indietro. Una condizione che il senatore potrebbe accettare solo se Frattura e Fanelli faranno altrettanto. Altrimenti, arrivederci e grazie. Ognuno per la sua strada.

Il tavolo “di mediazione” è stato aggiornato a dopo Natale: il 28 dicembre. Probabilmente in quei giorni si conoscerà anche la data dell’election day, se il 4 o il 18 marzo. E soprattutto si capirà se il centrosinistra può ricompattarsi aumentando di conseguenza anche le chances di vittoria.

(Pubblicato il 21/12/2017)

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