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Il Comune non ha soldi, la Corsa in mano ai carristi. “Impossibile, mai stato compito nostro”
Le modifiche approvate dal Consiglio comunale alla Carrese trovano d’accordo i tre presidenti delle associazioni carristiche di Portocannone. Nota stonata «l’eccesiva documentazione da allegare alla domanda di partecipazione». Il consigliere comunale Serafino Bulmetti, relatore in aula delle modifiche apportate: «Abbiamo agito mettendo al primo posto la sicurezza per i carristi e per gli spettatori e queste modifiche non favoriranno nessuno, sono uguali per tutti». Ma il vero pomo della discordia è un altro e riguarda l’organizzazione stessa della Corsa. «È sempre stata organizzata dal Comune e dalla Chiesa, non dalle associazioni. Non è un compito che spetta a noi», affermano all’unisono Giovani, Giovanotti e Xhuventjelvet.


di Alessandro Corroppoli

Portocannone. Nell’ultimo Consiglio comunale, svoltosi giovedì 7 dicembre, l’assise civica di Portocannone ha introdotto delle novità sostanziali nello Statuto, il regolamento, che disciplina la Corsa dei carri trainata dai buoi. Modifichefinalizzate alla sicurezza dei partecipanti e degli spettatori. Le più significative sono: lo spostamento della linea d’arrivo che non sarà più l’arco del Borgo di Costantinopoli ma qualche metro prima e più precisamente in coincidenza tra la fine del manto stradale e l’inizio della nuova pavimentazione della piazza e la possibilità di schierare tra i carrieri (carristi e cavalieri) i cosiddetti oriundi, cittadini non residenti di Portocannone che hanno legami di parentela con i residenti.

Le tre associazioni carristiche di Portocannone, vale a dire Giovani, Giovanotti e Xhuventjelvet, sono in linea di principio «d’accordo su tutto ciò che possa migliorare la sicurezza dei carristi» ma lamentano l’inasprimento burocratico. «Siamo delle associazioni e in quanto tali dobbiamo rispettare determinate regole. Però visti i documenti che ci chiedono per accedere alla corsa, sembra che si debba partecipare a qualche gara d’appalto>>. Alle associazioni replica il consigliere comunale Serafino Bulmetti, relatore in aula delle modifiche statutaria. «Dopo trent’anni abbiamo modificato lo Statuto senza favorire o sfavorire nessuno: tutti sono stati messi sullo stesso piano». E sulla pesantezza burocratica: «Capisco i mal di pancia però bisogna considerare il difficile periodo che stanno attraversando le corse dei carri: determinate modifiche e accortezze sono state introdotte anche sulla scorta del nuovo disciplinare che regolamenta le carresi».

I primi tentativi di modificare la Statuto, il regolamento che disciplina la corsa dei carri di Portocannone, sono stati fatti lo scorso anno. Ma, visti i tempi e lo scetticismo di cambiare le regole a pochi giorni dalla corsa, si decise di posticipare tutto a dopo l’estate. Così,nell’ottobre di quest’anno, l’Amministrazione comunale, come fece qualche mese prima, inviò una missiva alle tre associazioni chiedendo loro di suggerire le modifiche che secondo loro andavano apportate alla Statuto vigente. Le risposte che arrivarono «furono uno diversa dall’altra - precisa il Consigliere comunale Serafino Bulmetti - così per essere imparziali abbiamo imposto la nostra idea mettendo tutti sullo stesso piano».

In particolare sono tre gli articoli che andranno, da un punto di vista tecnico, a dare un nuovo volto alla corsa. L’articolo 12 regolarizza e diminuisce il numero di persone presenti per ogni carro nel momento della partenza: non più 25 ma 20. Inoltre dopo la partenza, ai 6 cavalieri già presenti al seguito di ogni carro, potranno aggregarsi altri cinque cavalli di cui tre dovranno posizionarsi in prossimità della curva della vecchia partenza e due alla fine dello "sfilaturo", nei pressi della strada provinciale che porta a Nuova Cliternia.

Su questo articolo, Roberto Manes, Presidente dei Giovanotti afferma che: «nella sostanza il parere è positivo perchè è tutto incentrato sulla sicurezza. Voglio ricordare che fummo i primi ad acconsentire a tali modifiche. Non mi convince, però, la riduzione del personale alla partenza: credo che sarebbe stato meglio lasciare il numero invariato». Per bocca del loro Presidente Flocco Adamantonio, i Giovani evidenziano come «sia giusto in termini di sicurezza aver scaglionato l’entrata dei cavalli lungo lo "Sfilaturo": sono cose che andiamo dicendo da anni». Vincenzo Acciaro, Presidente dei Xhuventjelvet invece sottolinea che «bisognava solo attenersi a quanto scritto nel nuovo disciplinare delle carresi: 12 cavalli complessivi per ogni carro con la seguente suddivisione: 7 alla partenza, tre in prossimità della vecchia partenza e due alla fine dello ’Sfilutaro’».

L’articolo 4 riguarda la modifica della linea d’arrivo che non sarà più l’attraversamento dell’arco del Borgo di Costantinopoli, ma qualche metro prima e più precisamente in coincidenza tra la fine del manto stradale e l’inizio della nuova pavimentazione della piazza. Cosa che trova in linea di massima tutti d’accordo «perchè la modifica è stata fatta per garantiremaggiore sicurezza ai carristi, cavalieri e spettatori» ma allo stesso tempo va a tagliare, a spezzare, una parte fondamentale di tutta la corsa, quel «sotto l’arco siamo arrivati prima noi» che anni addietro ha visto «anche qualche sorpasso».

L’articolo più contestato è il 14 che disciplina e regolamenta la partecipazione alla Carrese. In particolare, nell’articolo viene evidenziati che ogni associazione per poter partecipare alla corsa dei carri deve presentare la domanda entro il 31 dicembre e allegare, tra le altre cose, copia del bilancio controfirmato dalla maggioranza dei membri del direttivo, con riferimento all’anno carristico precedente, questo anche al fine di poter accedere ad eventuali contributi comunali e ragionali. Inoltre va allegata la documentazione attestante il possesso di una stalla, con relativo codice rilasciato dall’Asrem, e la presenza nella stessa di un numero minimo di due buoi e otto cavalli.

Per Manes dei Giovanotti «più che dei stallieri siamo diventati dei contabili. Capisco tutto, ma entro fine anno non presenteremo una domanda di partecipazione a una corsa patronale dove noi siamo i protagonisti, ma un faldone di decine di pagine quasi dovessimo partecipare a una gara d’appalto». Acciaro dei Xhuventjelvetinvece punta il dito sul numero degli animali da tenere in stalla. «Come si fa obbligare ad avere un certo numero di animali in stalla? Come si fa a stabilirlo? Qui non si tengono conto di tante varianti, come ad esempio quelle di avere alleanze con associazioni carristiche di altri paesi che possono prestare cavalli o buoi. Non posso pensare e credere che con 2 buoi e 7 cavalli una associazione possa essere estromessa dalla gara. E poi, noi siamo delle associazioni senza scopo di lucro, non siamo obbligati a presentare un bilancio». Flocco dei Giovani ironicamente afferma: «Presenteremo tutto ciò che ci viene richiesto, ma se per un foglio mancante uno dei carri dovesse essere estromesso, cosa succederebbe?».


Invece, per quanto concerne l’utilizzo dei cosiddetti oriundi tra i carrieri (carristi e cavalieri), cittadini non residenti di Portocannone che hanno legami di primo grado di parentela con i residenti, si tratta di una norma che è stata solo resa ufficiale in quanto già in auge anche negli anni passati.
Ma il vero pomo della discordia riguarda l’organizzazione stessa della corsa. L’articolo 2 del nuovo Statuto recita: "L’organizzazione dei carri è tradizionalmente affidata alle associazioni carristiche". «Falso - affermano all’unisono i rappresentanti delle tre associazioni -. La corsa è sempre stata organizzata dal Comune in collaborazione con la Chiesa. Noi non abbiamo mai organizzato la corsa, abbiamo sempre e solo preparato gli animali e le persone per la gara: non possiamo occuparci anche di cose che da sempre sono state a discapito dell’Amministrazione».

Modifiche queste «che noi non abbiamo chiesto all’Amministrazione perchè da un punto di vista economico, ma anche organizzativo interno, viviamo un periodo di difficoltà». Inoltre, gli stessi carristi, evidenziano la contraddizione che c’è tra l’articolo 2 dello Statuto e l’articolo 27 nel quale si legge "Solo al Comune e non ai privati compete la responsabilità della messa in sicurezza del percorso". «Uno smentisce l’altro: il primo demanda a noi l’organizzazione della corsa, il secondo no. Dov’è la verità?».

A mediare ci prova il consigliere comunale Serafino Bulmetti, che è stato anche il relatore in aula delle modiche allo Statuto. «Abbiamo agito in primis cercando di salvaguardare e tutelare il più possibile la sicurezza di tutti, dai carristi agli spettatori. È uno Statuto che non favorisce nessuno e mette tutti sullo stesso livello: è imparziale e le modiche sono state scritte con obiettività». E risponde così a chi sottolinea che lo Statuto può essere cambiato solo dalla volontà delle associazioni carristiche. «Lo Statuto è un atto del Consiglio comunale ed è solo il Consiglio comunale che può cambiarlo, modificarlo e approvarne uno nuovo. Ciò non toglie che il parere dei diretti protagonisti è importante e lo abbiamo fatto in due occasioni alla vigilia della corsa della scorsa primavera e a ottobre». Bulmetti, inoltre tiene a precisare che «non si metteva mano allo Statuto da trent’anni». In merito alla decisione di lasciare l’organizzazione della corsa nelle mani delle associazioni, sottolinea: «Partiamo dal presupposto che il Comune sarà sempre al fianco dei carri e si impegnerà affinché la corsa si realizzi, perchè è parte della nostra storia. Però bisogna pur tener conto dello stato di dissesto economico in cui versa l’ente. I nostri bilanci vengono vagliati direttamente dal Ministero dell’Interno ed è difficile che possano far passare determinati finanziamenti».

(Pubblicato il 30/12/2017)

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