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Ruta o Patriciello? Iosue sceglie di tenerli entrambi. E per Frattura ha due rimproveri
«Per vincere le elezioni non bastano i voti della sinistra ma servono anche quelli del centro moderato». Luca Iosue, membro della segreteria regionale del Pd e responsabile dell’organizzazione partitica, apre a Ulivo 2.0 ma allo stesso tempo pone un freno a quei tesserati che si candideranno contro. «Sono automaticamente fuori dal partito.


di Alessandro Corroppoli

Luca Iosue, 32 anni, membro della segreteria regionale del Partito democratico e responsabile dell’organizzazione, comunicazione e tesseramento del partito, è un libero professionista, «sono una partita Iva», che spera ancora nella ricucitura con Ulivo 2.0 ma non rinuncia ai voti di Rialzati Molise. «Senza l’appoggio del centro non si vincono le elezioni, lo sanno anche Ruta e Leva». Ma allo stesso tempo è irreprensibile con gli iscritti al Pd che si «candidano contro il loro partito sono automaticamente fuori dallo stesso».


Intorno alla nuova legge elettorale regionale c’è stato un grande dibattito. Il Pd avanzava la proposta dei tre collegi che è stata bocciata. Ne è uscito più sconfitto il partito o il Presidente Frattura che ha sostenuto la proposta?
«Penso che non ci sia nessun sconfitto. La nostra era una proposta assembleare, l’abbiamo portata al vaglio del Consiglio regionale ben consci che ci saremmo dovuti scontrare con il resto della coalizione, e sapendo bene che come Pd non siamo la maggioranza della coalizione che sostiene il governatore. Oggi dobbiamo lavorare sulla legge che è stata votata, trovare i candidati migliori e costruire una lista competitiva».

Il tema politico di questi giorni è incentrato sulle alleanze. Da un lato Cotugno e Patriciello e dall’altro Ulivo 2.0. Chi butta dalle torre?
«Perché, sono alternativi tra loro?»

Cosa vuol dire con questa sua risposta?
«Oggi è molto propagandistico e facile dire "non vogliamo Cotugno e Patriciello". Chi è stato il segretario regionale del Pd che ha politicamente costruito questa alleanza? Danilo Leva. Chi si è fatto garante della stessa? Il senatore Roberto Ruta. L’attuale dirigenza del Pd ha ereditato questa situazione, non creato. Fatta chiarezza su questo punto, mi auguro che sino alla fine si riesca a trovare una sintesi. Senza dimenticare, però, che non bastano solo i voti della sinistra per vincere le elezioni ma c’è bisogno dei voti del centro e dei moderati. È questo lo sanno bene sia Leva che Ruta».

Non è troppo tardi per indire le primarie come metodo di scelta per il candidato Presidente?
«Siamo nei tempi per indire le primarie, basta solo volerlo davvero. La proposta di indire le primarie fatta dalla Fanelli a Termoli qualche giorno addietro, nasce dal deliberato dell’assemblea regionale del maggio scorso quando Roberto Ruta e la minoranza del partito proposero le primarie per la scelta del candidato presidente. La maggioranza non rispose no. Le primarie vennero prese in considerazione e messe come punto di discussione nelle varie conferenze programmatiche, incontri nei circoli e discussioni con i dirigenti territoriali. Ora vengono rifiutate dalle stesse persone che le volevano, non è alquanto contraddittorio? Le primarie sono l’ennesimo invito e apertura che viene fatto ai rappresentanti di Ulivo 2.0. Già un mese fa vennero invitati al tavolo del centrosinistra e disertarono».

Perchè secondo lei?
«Perchè vogliono imporre dei paletti. Ad esempio, la scelta del nostro candidato Presidente. Ma le primarie servono proprio a mettere in campo i candidati migliori: noi non metteremo bocca se il loro candidato sarà Ruta o un’altra persona. Ma allo stesso tempo non accettiamo che scelgano anche il nostro».

Quindi sarà Frattura il vostro candidato?
«Se vi saranno le primarie, Paolo Frattura sarà uno dei candidati e verrà sostenuto dalla maggioranza del partito. Altri democraticamente voteranno per altri candidati. Se le primarie non si svolgeranno, è naturale e logico che il Presidente uscente, al termine del suo primo mandato amministrativo, sia il candidato in pectore della coalizione».

Cosa pensa di quegli iscritti al Pd che si candideranno contro il Pd, vanno recuperati o espulsi dal partito?
«L’obiettivo, ripeto, è quello di trovare la sintesi tra le due anime. Tra noi e Ulivo 2.0. Ma qualora iscritti, dirigenti o amministratori del Pd dovessero candidarsi contro il proprio partito saranno fuori dallo stesso. Questo non lo dice Luca Iosue ma lo statuto del Pd. Siamo un partito che ha delle regole che vanno rispettate. Come dirigente sarò irreprensibile in questo, e farò il possibile per farle rispettare e applicare».

Nei tre collegi maggioritari per il Parlamento saranno in campo i big del partito regionale?
«Sicuramente ci saranno i big del partito, ma molto dipenderà anche dalle alleanze che si andranno a formare a livello nazionale e che giocoforza sono da tener conto anche in Molise. Ma non saranno candidature chiuse ai soli partiti. Si valuterà, anche, la possibilità di candidare anche esponenti della società civile».

Cosa pensa della possibile candidatura a premier regionale nel centrodestra di Enzo Di Giacomo?
«Difficile pensare a Di Giacomo come esponente della società civile quando si viene sostenuto dalla Lega di Salvini, dai sovranisti e dalla destra più estrema che fanno del populismo e della discriminazione il loro pane quotidiano.
E poi, sentir parlare di Governo di svolta pubblica dagli stessi esponenti politici che hanno indebitato il Molise fino al collo è alquanto surreale».

Cosa rimprovera all’attuale maggioranza di Governo regionale?
«Al Governo regionale rimprovero essenzialmente due cose. La prima di non aver osato di più nelle scelte in tema di lavoro e di occupazione: se da un lato sono stati utilizzati tutti gli strumenti per cercar di aumentare il livello occupazione regionale, dall’altro bisogna tener conto che non è stata ricreata la speranza nelle giovani generazioni. L’altro rimprovero riguarda la cattiva comunicazione. Si poteva e fare di più in tal senso: oggi, ad esempio, in pochi sanno del lavoro di risanamento certosino fatto per rimettere in sesto le casse regionali dall’enorme debito ereditato da Iorio e dal centrodestra».

Cosa rimprovera invece al Pd?
«Rimprovero la poca testardaggine e la poca "cattiveria" in determinate occasioni. Dico questo tenendo ben presente che il Pd non è un partito che fa opposizione che si limita, il più delle volte, a dire solo no. Il Pd è un partito che va oltre l’individuazione del problema o della contrarietà, cerca di trovare delle soluzioni e di risolvere i problemi».

Una delle accuse più frequenti riguarda l’appiattimento del Pd sulle posizioni della maggioranza regionale.
«È una accusa alla quale rispondo dicendo che il Pd, e il suo gruppo dirigente hanno risolto molti problemi alla maggioranza regionale».

Una cosa di cui va fiero, invece?
«Uno dei meriti della segreteria di Micaela Fanelli è quello di non aver messo voce nelle nomine dei vari consigli d’amministrazione degli enti sub regionali. Ma anche nella nomina del quarto Assessore dove tutti davano per imminente la nomina della Fanelli. Spero che anche altri partiti prendano esempio da noi e si inizi a mettere un freno al carrozzone di nomine degli "amici"».

Luca Iosue sarà uno dei candidati alle prossime regionali?
«Non credo. Ci sarà sicuramente una valutazione all’interno del partito, ma qualcuno deve pur organizzare la campagna elettorale, gli appuntamenti, gli incontri e il partito stesso. E poi, nonostante la mia giovane età, sono stato già candidato al Camera dei deputati del Parlamento a 27 anni e al comune di Campobasso. È giusto anche dare spazio ad altri».

(Pubblicato il 21/12/2017)

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