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Denunciato per estorsione dal commercialista Feig, assolto in Appello giornalista Di Gaetano
I giudici di secondo grado hanno ribaltato il verdetto e assolto Enzo Di Gaetano dall’ipotesi di reato di estorsione. Il processo era nato dalla denuncia presentata dal commercialista pentro Simone Feig. In primo grado condannato a 2 anni e 4 mesi, ora la riabilitazione completa. La difesa rappresentata da Oreste Surti e Massimo Motisi, noto penalista palermitano: "Finalmente alla stampa viene riconosciuto quel valore che le era stato sottratto".


È stato assolto dalla Corte di Appello di campobasso il giornalista Enzo di Gaetano, condannato in primo grado a due anni e quattro mesi di reclusione per estorsione a mezzo stampa. Ora la riabilitazione e un rovesciamento del verdetto: i giudici del secondo grado hanno stabilito la non colpevolezza.
In attesa delle motivazioni il giornalista, un decano della cronaca molisana, che lavora per il Quotidiano del Molise e Telemolise, tira un sospiro di sollievo. È soddisfatto anche il suo avvocato Oreste Scurti che lo ha difeso davanti al collegio giudicante presieduto da Pupilella, relatore Paolitto e consigliere Fiorilli. Una difesa affidata inoltre a Massimo Motisi, affermato penalista palermitano che ha giocato un ruolo di spicco nell’orientare, sulla base degli elementi a discolpa, il convincimento del giudice.

Di Gaetano dunque esce completamente pulito da una vicenda che era finita su molti giornali, nata dalla denuncia contro di lui presentata da Simone Feig, ex commercialista, fra le altre cose, di Perna e già coinvolto nel crac Ittierre. Feig aveva raccontato ai giudici di essere stato costretto a pagare sottobanco di Gaetano per evitare la pubblicazione di notizie scomode e riservate. Una estorsione in piena regola quella riferita ai magistrati, che sarebbe andata avanti oltre un anno secondo Feig , ma che in Appello è crollata completamente.
Il ricorso infatti presentato dalla difesa di Di Gaetano ha dato ragione al giornalista che si è sempre dichiarato estraneo rispetto alle accuse.
«Eravamo sicuri della assoluzione» è il commento dell’avvocato Scurti che ricorda come, a suo avviso, la sentenza di primo grado «era errata». Di Gaetano, aggiunge oggi, «è innocente, una persona pulita, e ha giustamente vinto».

Per quanto riguarda le registrazioni che il denunciante si era procurato durante una conversazione con il cronista, la difesa aggiunge: «Aspettiamo le motivazioni, ma quelle registrazioni sono state smentite una a una, c’è stato un capovolgimento del verdetto da parte di una Corte di Appello attenta e preparata che ringrazio, e che ha confermato le nostre richieste con l’assoluzione».

Una assoluzione, quella ottenuta da Motisi e Scurti, che si basa anche sulla insufficienza di prove, andando così a neutralizzare la presunta efficacia della registrazione che aveva giocato invece un ruolo fondamentale nel giudizio di primo grado.
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«Questo episodio - aggiunge la difesa - è emblematico: alla stampa viene riconosciuto quel valore che le era stato sottratto. Togliere la libertà di parola un giornalista con una causa nella quale lui è risultato vincitore, ne è uscito fuori a testa alta, è un bene per tutta la categoria».

(Pubblicato il 14/12/2017)

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