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Il gelo tra l'Ulivo 2.0 e Frattura
Guerra nel Pd. Trivisonno: "Noi fuori? Piuttosto via chi vuole la destra nel centrosinistra"
Giose Trivisonno, capogruppo del Pd al Comune di Campobasso nonchè uno dei candidati della squadra creata dal senatore Roberto Ruta, spegne le speranze di ricucire con il governatore uscente e bacchetta il Pd: "Fare le primarie ora? Qualcuno si è inventato delle scuse strane pur di arrivare a ridosso delle elezioni. E’ una mossa della disperazione annunciare le primarie sotto Natale, quando io e altri esponenti del Pd le abbiamo chieste a maggio".


Campobasso. E’ giovane ma dalla sua ha già una buona esperienza politica. E soprattutto ha le idee molto chiare. Giose Trivisonno, capogruppo del Pd al Comune di Campobasso, fa parte della scuderia ‘targata’ Roberto Ruta: è uno dei 100 candidati alle Regionali per l’Ulivo 2.0, cresciuto (politicamente parlando) proprio al fianco del senatore. E ora è uno dei falchi della squadra rutiana: per Trivisonno è impossibile un ‘ritorno di fiamma’ con il governatore Paolo di Laura Frattura.

Perché Frattura no?
«Non è Frattura no, non dobbiamo personalizzare la questione. Ma è un no all’idea: il programma che nel 2013 abbiamo tutti votato e ci ha visto vincenti è stato tradito. Mi consentirà una battuta il presidente (Paolo di Laura Frattura, ndr) che aveva preso un impegno con i cittadini: lo slogan del Pd ‘cambiare verso’ significava altro, non ‘cambiare verso’ rispetto agli impegni presi con i cittadini e che per me sono un ‘patto di sangue’ che si fa con gli elettori».

In particolare, dove si è consumato il principale tradimento a suo avviso?
«L’85% del bilancio regionale è per la sanità, il restante 15% viene utilizzato per il turismo, l’agricoltura e tutto il resto. Il problema maggiore è lì».

Quindi il peccato originale si chiama Aldo Patriciello?
«Anche in questo caso, non parlerei di nomi. Piuttosto il peccato originale è una scelta: quella di portare al 35% le prestazioni sanitarie private in Molise, credo che sia una delle percentuali più alte in Italia. Poi arriva un governatore leghista, Luca Zaia, che suggerisce, per risanare i bilanci della sanità, di portare il pubblico all’83% e al 17% il privato. In questo modo il Veneto è riuscito a sanare i debiti e a garantire una sanità pubblica di qualità. Evidentemente il nostro presidente ha guardato a destra (il riferimento è sempre all’europarlamentare di Forza Italia Aldo Patriciello, ndr), ma non ha guardato all’esempio di Zaia. Il buonsenso voleva che si facessero queste scelte. E soprattutto il buonsenso voleva che si facessero delle scelte condivise con chi ti porta in Regione, non in solitaria».

Il 7 gennaio l’Ulivo 2.0 sceglierà il candidato presidente per le Regionali. È irrealistico che questa squadra venga guidata da chi l’ha fondata, ossia Roberto Ruta o Danilo Leva?
«Non è irrealistico, ma non è questo il caso. Fino al 7 gennaio ci saranno i forum che ribadiranno la direzione in cui deve andare il Molise, quale sarà il campo di sfida con i 5 Stelle e con il centrodestra. Su quel programma dobbiamo trovare la persona – e questa è la novità – che resti vincolata a quel programma. Noi vogliamo ripristinare il normale rapporto che deve esserci tra politica e cittadini perché poi altrimenti è chiaro che i cittadini si allontanano dalla politica».


E’ stata una settimana delicata per il Pd: sabato scorso a Termoli il presidente Frattura ha detto che era disposto a fare le primarie, poi il 21 dicembre i big del partito hanno incontrato Lorenzo Guerini che sta tentando di ricomporre le divisioni. Sono tentativi tardivi?
«Rispondo con tre domande: perchè a maggio non abbiamo potuto fare le primarie? Qualcuno si è inventato delle scuse strane pur di arrivare a ridosso delle elezioni. E’ una mossa della disperazione annunciare le primarie sotto Natale, quando io e altri esponenti del Pd le abbiamo chieste a maggio. Probabilmente il presidente Frattura si è reso conto che da solo non va da nessuna parte. Ma ora è tardi. Mentre credo che Guerini stia tentando di ricucire perchè pure a Roma si sono accorti che a maggio non dicevamo stupidaggini e che le elezioni si potrebbero perdere perchè abbiamo amministrato male».


Secondo alcuni esponenti del Pd, chi è contro il partito deve andarsene. E pare che questa imposizione sia trapelata anche nell’incontro con Lorenzo Guerini, quando a Ruta sarebbe stato detto che non può continuare a stare nel Pd e a lavorare per l’Ulivo 2.0 contro il Pd. Lei sarebbe disposto ad andarsene?
«L’Ulivo 2.0 innanzitutto non è contro nessuno, ma è a favore di tre cose: politiche di sinistra, rispetto degli elettori e degli impegni presi con loro, sanità pubblica.
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Da tesserato del Pd dico che l’attuale classe dirigente lo ha dimenticato. Quindi non è questione di Pd o non Pd, ma di chi vuole fare il centrodestra all’interno del centrosinistra. Se ne deve andare chi vuole trasformare il centrosinistra in destra. I partiti sono contenitori di idee e qui si sta provando a cambiare le idee e noi a questo non ci stiamo».



Che futuro vedi per il Pd a livello nazionale e regionale?
«Io credo nel Pd, ma penso che ci sia stato un errore di impostazione. Il Pd si è chiuso in se stesso, ha cominciato stranamente a guardare troppo a destra sia a livello nazionale e locale. E questo ha comportato uno smarrimento per chi, come me, rinnoverà la tessera con la speranza che il Pd sia il partito della sintesi, della contaminazione, come ci aveva detto Veltroni. Il Pd di Veltroni era un sogno, quello di Renzi mi sembra un incubo».
Lei resterà nel Pd?
«Sì, perché non credo che il Pd possa essere legato solo a Renzi e Fanelli. Se dovessi pensare a chi lo governa adesso, avrei difficoltà pure a rinnovare la tessera. Ma se penso alla speranza per l’Italia di avere un partito socialdemocratico normale, allora non posso non tesserarmi».


Chiudiamo con il Comune di Campobasso. Il 2018 sarà l’ultimo anno di mandato, nel 2019 si tornerà a votare. Si può tracciare un bilancio?
«No, perché i primi tre anni sono stati fondamentali per reperire le risorse. Ad esempio, gli 11 milioni rimodulati che verranno utilizzati per le scuole. Questa come tante altre cose vanno portate a termine. Poi bisogna ricordare i 18 milioni stanziati dal Governo per Campobasso all’interno del Piano Periferie».
Il prossimo anno, che sarà decisivo per raggiungere gli obiettivi e ripresentarsi ai cittadini alle prossime elezioni, potrà essere affrontato con questa squadra di governo?
«Non è importante la squadra di governo, ma mi auguro che l’impegno sia maggiore e mi auguro che tutti gli assessori lavorino a tempo pieno».

(Pubblicato il 23/12/2017)

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