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Giocano con la plastichina, poi rubano alla "D’Ovidio". Torna l’incubo furti nelle scuole
E’ stato scoperto lunedì mattina l’ennesimo furto messo a segno alla "Francesco D’Ovidio": secondo gli investigatori ci sarebbe una gang locale dietro il colpo avvenuto tra sabato e domenica notte. Molte le tracce lasciate nella scuola media: prima di portare via un monitor e un mixer i ladri hanno mangiato biscotti e persino giocato con il Das. L’assenza di un efficace sistema di videosorveglianza continua a rendere molto vulnerabili gli istituti del capoluogo.


Il preside della "F. D’Ovidio" Luigi Confessore. In alto e in homepage le aule visitate dai ladri
Campobasso. Hanno bevuto, mangiato biscotti e persino giocato col Das nella scuola chiusa per l’intero fine settimana. Nessuna fretta di fare presto, nessuna paura di essere scoperti: per gli investigatori non sono certamente dei professionisti quelli che tra sabato e domenica notte hanno rubato alla scuola media "Francesco D’Ovidio" di Campobasso.

Torna l’incubo furti nelle scuole del capoluogo. Questa volta a rimetterci è stato l’istituto di piazza della Repubblica. La brutta sorpresa all’apertura del portone nella mattina di lunedì 20 novembre. Sono state le bidelle a dare per prime l’allarme e chiamare il preside Luigi Confessore e le forze dell’ordine. Carabinieri e uomini della Scientifica hanno ispezionato aule e corridoi alla ricerca di tracce e indizi lasciati sul luogo del "delitto". Il sospetto che dietro il colpo possa esserci una gang di ladruncoli locali, amici di un quartiere popolare di Campobasso, è forte. Sembra infatti che i ragazzi abbiano agito più che altro per ammazzare la noia del weekend. Briciole di biscotti e pezzi di Das maneggiato dai malviventi fanno presupporre che si tratti di ragazzi anche piuttosto giovani, forse addiruttura di adolescenti.
Un monitor per computer, qualche strumento e un mixer dal laboratorio musicale è tutto quello che hanno preso. Se fossero stati "veri" ladri avrebbero portato via anche le apparecchiature più ingombranti come leggii, casse o stativi
E’ evidente che la banda cercava qualcosa di facile da rubare o al massimo da poter rivendere come già accaduto in passato per alcuni pc ritrovati dalla polizia.
Corsi
Distrutto anche un piccolo salvadanaio che insegnanti e personale amministrativo della scuola tenevano da parte per avere sempre monete per il caffè alle macchinette. Lì dentro c’erano circa venti euro.


Ora si sta indagando per dare un nome ai ladri che si sono introdotti alla "D’Ovidio" da una porta secondaria di via Gorizia. Esattamente come avvenuto qualche mese fa.
L’assenza di un sistema di videosorveglianza continua a rendere molto vulnerabili le scuole della città. Per la "D’Ovidio servirebbero circa 5mila euro per piazzare le telecamere sui 12 accessi della scuola.

(Pubblicato il 20/11/2017)

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