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Report 2016
La differenziata in Molise cresce, ma a passo di lumaca: il 28% in media. Solo la Sicilia fa peggio
La raccolta differenziata in Molise è in crescita: nel giro di cinque anni è aumentata di dieci punti attestandosi al 28 per cento. Meglio la provincia di Isernia rispetto a Campobasso. I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto dei Rifiuti Urbani dell’Ispra. In diminuzione la quantità di rifiuto prodotto, meno 1.2 per cento. Dato significativo perchè proporzionale all’andamento socio-economico regionale ma ancora insufficiente. La nostra regione è infatti penultima in Italia.


di Alessandro Corroppoli

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Negli ultimi dieci anni la raccolta differenziata in Italia è raddoppiata, passando dal 25.8 per cento del 2006 al 52.5 per cento del 2016. Dati, tuttavia, ancora lontani dall’obiettivo del 65 per cento fissato dalla normativa per il 2012, raggiunto solo da 4 regioni del Nord nel 2016. L’incremento maggiore si registra nel nord Italia con +3.2 per cento (14.2 milioni di tonnellate in valore assoluto), a seguire il Sud e Centro (+0.9 e +1.1 per cento rispettivamente). Il Molise segue il trend positivo nazionale e così, prendendo in esame l’ultimo quinquennio, passa da un 18.4 per cento del 2012 al 28.0 percentuale del 2016 passando dai 23.219,12 tonnellate di rifiuto differenziato del 2012 ai 33.675,22 tonnellate del 2016.

I dati sono raccolti nell’annuale Rapporto dei Rifiuti Urbani dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), presentato a Roma la scorsa settimana. Giunto alla sua nona edizione, il report ogni anno fornisce il quadro dettagliato e aggiornato sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani a livello nazionale, regionale e provinciale nonché degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, e dell’import/export. Lo studio dell’Ispra analizza, in maniera particolare, l’andamento degli ultimi cinque anni dal 2012 al 2016.

Il Veneto si conferma la regione con la più alta percentuale di raccolta differenziata con il 72.9 per cento, seguito dal Trentino Alto Adige con il 70.5 per cento, dalla Lombardia con il 68.1 per cento e dal Friuli Venezia Giulia con il 67.1 per cento. Tutte queste regioni si collocano, pertanto, al di sopra dell’obiettivo del 65 per cento fissato dalla normativa per il 2012.

Il Molise è lontanissimo dal raggiungere l’obiettivo del 65 per cento: al 2016 l’asticella percentuale si è fermata al 28 per cento. Un dato ovviamente insufficiente ma comunque in crescita. In un raffronto con il dato di partenza del 2012, la raccolta differenziata in regione è aumentata di quasi dieci punti percentuali passando dal 18.4 iniziale agli attuali 28 che ci mette davanti alla sola Sicilia, tristemente ultima col 15.4 per cento.

Per il Molise un aumento mediamente due punti percentuali all’anno. Poco, molto poco se si considera la morfologia territoriale e urbana molisana composta per lo più da piccolo comuni. Il dato migliora se si confrontano i dati percentuali degli ultimi tre anni, 2014 -2015 -2016, nei quali l’aumento annuale è sempre stato costantemente del tre per cento. Ad esclusione di qualche eccellenza, il Molise paga un ritardo organizzativo e culturale che trova la sua maggior espressione nei centri maggiori della regione (Campobasso, Termoli e Isernia) dove il servizio di raccolta differenziato o non è partito oppure viaggia a singhiozzo.
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A livello provinciale, è sempre Reggio Emilia la provincia con il più alto valore di produzione pro capite (749 chili per abitante all’anno), seguita da Rimini (740 chili). Seguono Ravenna, Forlì-Cesena, Piacenza, Ferrara, Prato, Livorno e Olbia-Tempio Pausania, tutte con produzione pro capite superiore a 650 chili per abitante per anno. In Molise meglio la provincia di Isernia rispetto a quella di Campobasso. La prima raggiunge il 28.3 per cento triplicando il dato di partenza del 2012, 9.3 per cento. La seconda si ferma a 27.8 per cento aumentando di oltre cinque punti percentuali il dato del 2012, 22 per cento.

Rispetto all’andamento nazionale, diminuisce la produzione di rifiuto urbano che evidenzia un -1.2 percentuale. A far compagnia al Molise sono solo altre due regioni: la Liguria, -3,1 per cento e la Calabria, -1,2 per cento. Questo dato è particolarmente significativo perché la crescita della produzione dei rifiuti urbani è proporzionale all’andamento degli indicatori socio-economici e il segno meno per il Molise, così come per le sole altre due regioni, vuol dire che la ripresa e i consumi sono ancora lontani.Nello specifico la produzione dei rifiuti regionali è pari 388 chilogrammi pro capite dei quali 108 chili viene differenziato, appena un terzo. Il dato provinciale sulla produzione del rifiuto è così suddiviso: Campobasso con 390.2 chilogrammi pro capite, Isernia con 382.3 chilogrammi.

(Pubblicato il 09/11/2017)

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