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Il tunnel vede quasi la luce, anche col No del Ministero. Gli oppositori: "Non finisce qui"
Dalla conferenza di servizi decisoria sul progetto di riqualificazione del centro arriva l’ok di tutti gli enti qualificati esclusa la Soprintendenza che ha ribadito la propria contrarietà. Un no che non vincola il Comune. «Siamo soddisfatti per com’è andata, adesso attendiamo le decisioni del Rup» ha fatto sapere il sindaco preannunciando il passaggio necessario in Consiglio comunale. Ma i No Tunnel, presenti con una propria delegazione, hanno contestato la procedura: «Non ci è stato permesso di parlare né di protocollare le nostre eccezioni» hanno detto nella sede della Giunta regionale preannunciando azioni giudiziarie. «Non è ancora finita».


di Stefano Di Leonardo

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Termoli. Nessun colpo di scena, il progetto di riqualificazione del centro urbano di Termoli supera un ulteriore scoglio e, per restare in tema di tunnel, vede quasi la luce. Dalla conferenza di servizi decisoria che si è tenuta stamane 7 novembre nella sede della Giunta regionale di via Genova a Campobasso è emerso un solo No, quello della Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti, come già precedentemente esposto, e ribadito anche dal Ministero dei Beni Culturali. Proprio questo potrebbe essere un ulteriore ostacolo, ma sembra difficile che il responsabile unico del procedimento, l’architetto Livio Mandrile, non dia il via libera a un’opera che ha ottenuto il sì di tutti gli altri enti qualificati. A ribadire la loro opposizione i membri del comitato No Tunnel che dopo essere stati presenti all’incontro istituzionale hanno preannunciato l’intenzione di ricorrere al Tar.

Erano circa in venti, arrivati da Termoli con un piccolo autobus affittato per l’occasione. Bandiere del Prc e striscioni del comitato No Tunnel, davanti alla sede della Giunta regionale alle 10 precise e nonostante un freddo tale da far battere i denti pure ai campobassani. Hanno ribadito i concetti più volte espressi, il loro No a «un’opera che deturpa Termoli, una speculazione». Hanno affisso lo striscione che li caratterizza e hanno atteso nella sede regionale mentre al terzo piano si riunivano gli enti preposti. “Ospite” anche il presidente del comitato, il professor Nino Barone.

Proprio lui è stato il primo a sbucare dall’ascensore, in netto anticipo rispetto a tutti gli altri. «Non mi hanno permesso di presentare le nostre eccezioni, né di protocollarle. A quel punto ho detto che sarei andato in Procura e il sindaco mi ha chiesto se quella era una minaccia» ha riferito agli altri esponenti del Comitato termolese. Solo diverso tempo dopo i rappresentanti del Demanio, dei Vigili del fuoco, della stessa Sovrintendenza, hanno guadagnato l’uscita.

Nel frattempo è sceso a scambiare due parole con Barone e gli altri anche Massimo Pillarella, direttore generale regionale che alla conferenza ha rappresentato per l’appunto la Regione Molise. Da uno scambio molto cordiale il clima si è rapidamente surriscaldato (foto in home page), viste le posizioni agli antipodi, ma solo per qualche secondo. Sul posto c’erano comunque due agenti della Digos in borghese pronti a intervenire per riportare la calma. Per fortuna il clima è tornato disteso grazie a un dialogo all’insegna del rispetto.

I No Tunnel hanno inoltre discusso molto della nomina di Livio Mandrile a Responsabile unico del procedimento esponendo le loro perplessità a due consiglieri comunali termolesi presenti, gli esponenti di minoranza Michele Marone e Paolo Marinucci, soprattutto sulla futura discussione in Consiglio della questione tunnel.

Attorno alle 13,30 anche il Rup Mandrile ha lasciato la sede della Regione, così come le tre persone presenti a nome del Comune di Termoli: il sindaco Angelo Sbrocca, l’assessore all’Urbanistica Pino Gallo e il consulente del Comune Donato Petrosino.
Dai No Tunnel anche una forte critica alla presenza “politica” in conferenza di servizi, arrivando a ipotizzare di chiamare i carabinieri.

Il primo cittadino, prima di ripartire, ha commentato con soddisfazione l’esito della conferenza dicendo di attendere le decisioni del Rup e confermando che in caso di via libera andranno discussi in Consiglio comunale sia il progetto che la variante al Prg prevista dal progetto del tunnel fra porto e lungomare nord, con annesso parcheggio sotto piazza Sant’Antonio e teatro con vista mare. «Siamo soddisfatti. A parte la Soprintendenza tutti gli altri enti hanno dato il loro assenso al progetto. La Regione ha detto sì anche dal punto di vista paesaggistico, oltre che per tutti i restanti settori. Quello della Soprintendenza è un dissenso qualificato, sta al Rup fare le proprie valutazioni».

In sostanza quella odierna potrebbe essere stata una giornata decisiva per l’opera tanto discussa da diciannove milioni di euro, cinque dei quali di finanziamento regionale. È però evidente che gli oppositori dell’opera non alzeranno bandiera bianca. «Se pensiamo a un ricorso? Assolutamente sì. Non è ancora finita» ha confidato Nino Barone. Da parte di alcuni esponenti del Comitato è emersa inoltre la convinzione che «non solo noi, ma anche il Ministero farà ricorso al Tar contro l’opera». La partita quindi è ancora da giocare.

(Pubblicato il 07/11/2017)

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