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Tigre Amico
 
Diretta dal Consiglio regionale - Guarda il video
Sfiducia Frattura non passa: 10 no, 7 sì e 4 astenuti. In aula va in scena il regolamento di conti
Poco dopo le 15, dopo oltre 4 ore di discussione che ha fatto emergere mal di pancia, veleni e scontri fra indagati, si vota la mozione si sfiducia con appello nominale. Votano sì Cavaliere, Federico, Fusco Perrella, Iorio, Manzo, Scarabeo, Totaro. Votano no Ciocca, Cotugno, Di Nunzio, Di Pietro, Facciolla, Ioffredi, Lattanzio, Micone, Monaco, Parpiglia. Si astengono Frattura, come anticipato, Petraroia, Sabusco e Niro, che aveva dichiarato di non poter votare la mozione di sfiducia contro Paolo Frattura perhè sarebbe inutile "a questo punto della legislatura" e perchè "questo è uno spazio per i giudizi politici, non per quelli giudiziari". La mozione è stata presentata dai 5 Stelle e firmata dai 4 consiglieri del centrodestra. Massimiliano Scarabeo, capogruppo Pd a palazzo D’Aimmo, ha votato con la minoranza, come Totaro, e ha concluso la seduta accusando Frattura di essere un "faccendiere politico". Parole pesanti in un Consiglio che segna una brutta pagina della storia politica molisana.


Campobasso. Alle tre e quarto del pomeriggio, il verdetto ’politico’ dopo sentenza di Bari: per il Consiglio Paolo di Laura Frattura deve continuare a guidare il governo regionale e traghettare la legislatura fino a scadenza naturale. E’ la maggioranza di palazzo D’Aimmo che sancisce ’l’innocenza’ del suo presidente e ne riconferma la fiducia dopo quasi quattro ore di dibattito.
Prevalgono i no alla mozione di sfiducia: votano in questo modo Ciocca, Cotugno, Di Nunzio, Di Pietro, Facciolla, Ioffredi, Lattanzio, Micone, Monaco, Parpiglia. Dieci consiglieri in tutto. Solo 7 invece i sì alla mozione: sono quelli di Cavaliere, Federico, Fusco Perrella, Iorio, Manzo, Scarabeo, Totaro.
Quattro gli astenuti: Petraroia e a sorpresa Sabusco (era uno dei firmatari della mozione), oltre a Niro e allo stesso Frattura che lo avevano annunciato nel loro intervento in Aula.


In via IV Novembre è stata una seduta ad alta tensione sulla mozione presentata dai 5 Stelle e sostenuta dal centrodestra. Le ruggini e i veleni politici si sono intrecciati alle vicende giudiziarie che coinvolgono alcuni inquilini del palazzo. Accuse, toni accesi da pre-campagna elettorale in vista del voto di marzo. Insomma, non si è parlato solo del processo di Bari e delle motivazioni con cui il giudice Antonio Diella ha disposto l’assoluzione della giornalista Manuela Petescia e del magistrato Fabio Papa.

MAGGIORANZA COMPATTA, NON PASSA LA SFIDUCIA: 10 NO, SOLO 7 I Sì

15:17 - Il presidente Paolo di Laura Frattura continuerà a guidare la Regione Molise: non passa la mozione di sfiducia presentata dai 5 Stelle e sottoscritta dal centrodestra. Poco dopo le 15, il voto: sette i sì, dieci i no.
Votano sì Cavaliere, Federico, Fusco Perrella, Iorio, Manzo, Scarabeo, Totaro. Votano no Ciocca, Cotugno, Di Nunzio, Di Pietro, Facciolla, Ioffredi, Lattanzio, Micone, Monaco, Parpiglia.
Si astengono a sorpresa Michele Petraroia (stranamente silente) e Pippo Sabusco, che aveva sottoscritto la mozione, oltre al capo della giunta e a Vincenzo Niro che avevano annunciato l’astensione nel loro intervento.
Alla fine della seduta l’ultimo attacco di Scarabeo che ha accusato Frattura di essere «un faccendiere politico».


FRATTURA ANNUNCIA VOTO DI ASTENSIONE: "NON SONO STATO CONDANNATO"

15:12 - Paolo di Laura Frattura si asterrà: questo l’orientamento sulla mozione di sfiducia che il presidente annuncia all’assise. Ma il suo intervento è durissimo: il governatore lancia siluri contro l’ex governatore Iorio, i 5 Stelle e contro Massimiliano Scarabeo.

«Non ho avuto condanne né un rinvio a giudizio né ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Chi lo dice che sono indagato per calunnia? Alcuni organi di informazione, guarda caso sempre gli stessi. Fornite all’Aula la prova – dice a Federico e Manzo, mi dovrei dimettere per delle voci? Mi astengo perché a Bari la vicenda è aperta, è all’inizio. Ero e resto parte offesa, io ho denunciato dei fatti che sono accaduti e per i quali mi assumo ogni responsabilità. Mi hanno chiesto di raccontarli. C’è un pubblico ministero che ha avanzato la richiesta di giudizio per gli indagati e formulato i capi di accusa. Gli indagati, che hanno rifiutato il confronto che io avevo chiesto davanti al pm, hanno chiesto il rito abbreviato. Le prove sono state cristallizzate e io non ho potuto portare le prove per certificare quanto denunciato.
E’ stata emessa una sentenza di primo grado. Ci sarà un appello e se necessario la pronuncia della Cassazione. Poi potremo tirare le somme».

A Scarabeo dice: «Dimmi dove il giudice ha detto che avrei dichiarato il falso». «Mi astengo – insiste Frattura – perché ho raccontato che il direttore di una tv (Telemolise, ndr) mi ha chiesto dei soldi. Quello stesso direttore, a Report, dichiarava che la sua era una tv fatta all’americana che però si fa con i soldi dei privati, non con i soldi pubblici. Ma quello, caro consigliere Iorio, è un altro processo per corruzione di linea editoriale e per il quale lei è coinvolto. La Regione si è costituita parte lesa».
«Non siamo stati noi ad inquinare i rapporti, in una diretta tv l’ex presidente Iorio disse che era responsabile delle sue vicende giudiziarie l’ex vice questore aggiunto Giuliana di Laura Frattura. Se avessi foraggiato una tv, oggi sarei stato il reuccio di questa regione». E ancora: «Sono sotto processo gli altri, coloro che facevano questa tv all’americana. A maggio ci sarà udienza preliminare dopo il rinvio a giudizio per diffamazione presso il tribunale di Larino».

Sulla Biocom, il capo della giunta ricorda che «la mia posizione è stata archiviata». «Sono stato oggetto per quattro anni di una gogna mediatica – scandisce - ma ho la schiena dritta, spalle grandi e il tempo è galantuomo. Gli unici processi sono quelli che si fanno in tribunale e non quelli mediatici».
Invece incalza Manzo e Federico chiedendo «perché non sono state chieste le dimissioni di persone rinviate a giudizio o arrestate e che siedono in quest’Aula?», il riferimento è a Scarabeo. «Volevate qualche telecamere in più? O questa mozione vi è stata ordinata».

Infine, «mi astengo perché c’è chi prova a fare il moralizzatore dopo essere stato arrestato, perchè c’è chi ha dovuto restituire 16mila euro di soldi dei molisani». Poi a Totaro: «Bisognerebbe essere coerenti e dimettersi perché eletto nel listino». «Non ho avuto paura di denunciare, ringrazio la maggioranza per la condivisione di tutto ciò che siamo riusciti a fare nella legislatura senza lasciarci tirare in un agone che di politico non ha nulla».


FACCIOLLA: "MOZIONE DI GRAVITà INAUDITA, NON SIAMO INQUISIZIONE"

14:35 - Una "arringa" circostanziata quella dell’assessore e vicepresidente della Giunta Vittorino Facciolla che si esprime contro una mozione «priva di valenza politica». «E’ assurdo e sconveniente dal punto di vista morale che si voti una sfiducia sulla base di una sentenza giudiziaria. Se è comprensibile che lo facciano i 5 Stelle, che hanno una intelligenza selettiva, e non hanno alcuna cultura democratica, non si spiega come possano farlo altri. Che lo stesso documenti trovi il sostegno del presidente Iorio, beh, è particolarmente grave. Questo non è un Tribunale di inquisizione - aggiunge Facciolla - e la mozione, se avesse avuto un valore politico, sarebbe dovuta essere scritta diversamente».
E cita che «Quando è stato arrestato il consigliere Scarabeo, sono stato io ad alzarmi per fermare i 5 Stelle che chissà cosa avevano intenzione di fare. Oggi vedere Scarabeo che firma per fatti che non sono stati chiariti e sono ancora incerti fa accapponare la pelle». Chiunque può incappare in una indagine della magistratura - conclude Facciolla «ma questo è un consesso che ha funzione diverse, deve fare attività di programmazione per un territorio, e se anche deve valutare le condotte morali di chi amministra il territorio, non può anticipare valutazioni che non sono in capo a questo Consiglio».
Quindi l’attacco all’ex Governatore. «Lei Iorio ha avuto un vantaggio diretto dalla mancata costituzione di parte civile della Regione nel processo Bain&Co. Lei è già sotto processo. Allora Frattura dovrebbe andare a casa per un fatto per il quale forse fra due anni verrà mandato a giudizio, mentre lei presidente Iorio è già sotto processo».


NUNZIA LATTANZIO CONFERMA FIDUCIA AL GOVERNATORE

14:22 - Nunzia Lattanzio, in un intervento che prende in esame la vicenda giudiziaria e cita passaggi della sentenza di assoluzione del giudice Antonio Diella, scardinando la "piattaforma accusatoria" unilaterale che finora ha tenuto banco in aula, conferma la sua fiducia al Governatore Frattura, «confidando negli organi giudiziari preposti a giudicare ogni cittadino, nessuno escluso».
Dopo aver definito ’sceriffi’ gli autori del Movimento 5 Stelle della mozione, si fa portavoce di un intervento durissimo: «Il popolo molisano non trae giovamento da una parte informazione mossa da interessi privati e che ha intrecci affettivi imbarazzanti con esponenti dello Stato», il riferimento è al direttore di Telemolise Manuela Petescia e al pm Fabio Papa.


NIRO: "RIBADISCO IL DISSENSO, MA NON POTREI SFIDUCIARE FRATTURA"

14:03 - Il colpo di scena arriva poco prima delle 14: Vincenzo Niro si asterrà sulla mozione di sfiducia.
L’ex capo dell’assise di palazzo D’Aimmo esplicita nel secondo intervento il suo orientamento. «Gli interventi dei colleghi non mi hanno aiutato – premette – ma la valutazione di una mozione di sfiducia deve essere fondata sulla certezza delle ragioni». E poi non bisogna trascurare «le conseguenze che la sua approvazione avrà sulla vita politico-istituzionale dell’ente e dei suoi cittadini». A suo avviso, c’è un «unico dato certo: gli imputati sono stati assolti con formula piena, mentre nessuna altra iniziativa giudiziaria mi risulta assunta. Non c’è la condanna per l’accusatore (Paolo di Laura Frattura, ndr) anche se permangono i dubbi, resta il mio giudizio negativo: il suo agire, presidente è stato segnato da sprovvedutezza e approssimazione. Ma ogni giudizio di condanna deve andare al di là di ogni ragionevole dubbio».
Niro puntualizza che «quest’Aula non è un tribunale, ma si emettono sentenze politiche. Se la mozione fosse stata fondata su motivazioni politiche, avrei votato favorevolmente. E’ vero, ho espresso il mio dissenso nei confronti del governo e della maggioranza, ho chiesto una verifica di maggioranza per confrontare le diversità di vedute su scelte legate alle strategie politiche». Poi a sorpresa, sottolinea: «Ribadisco il dissenso ma mai porterebbe a sfiduciarla per ragioni di carattere giudiziario». Anche perché, ribadisce nel suo ragionamento, l’eventuale scioglimento anticipato del Consiglio regionale «sarebbe nefasto per il Molise».


DI PIETRO: "FRATTURA HA MANI PULITE E COSCIENZA A POSTO"

13:46 - Nel suo intervento in consiglio regionale Di Pietro junior ha riconfermato la sua vicinanza e la sua fiducia al governatore Frattura. «Complimenti a chi è stato assolto - ha affermato in apertura - adesso si cerca di sottolineare che loro sono assolti, tu colpevole quindi bugiardo - ha aggiunto riferendosi al governatore - Non so se sia indagato, ma dire che non è moralmnte in grado di mandare avanti la Regione perchè bugiardo, mi risulta strano e raccapricciante. All’epoca siamo stati indagati per la questione dei gruppi consigliari, siamo stati assolti, qui si vuole fare la morale. Non voto la mozione di sfiducia, voterò la fiducia e ribadisco il mio appoggio, bravo Frattura aggiungo, almeno lei ha messo a posto delle situazioni. Per me - ha concluso - il presidente ha le mani pulite e la coscienza a posto»


NIENTE REPLICHE DOPO PAROLE FRATTURA. MONACO SOSTIENE GOVERNATORE

13:44 - Michele Iorio chiede di sapere se il presidente Frattura «parla o non parla». E rivolgendosi direttamente al Governatore dichiara: «Credo che in una mozione di sfiducia, dopo che le sono stati chiesti chiarimenti che potrebbero orientare diversamente il voto dell’aula, ecco, noi vorremmo ascoltarla» . Il presidente Cotugno però informa che «siamo in fase di dichiarazione di voto» lasciando intendere che non ci sarà spazio per le repliche dopo le parole di Frattura. «Una anomalia» secondo Iorio.


Intanto Filippo Monaco annuncia voto contrario «perché il lavoro che ha fatto è stato immane, ha richiesto sacrificio e abnegazione e comincia a dare i suoi frutti. Io sono tranquillo, e sono convinto che non è questa l’aula in cui bisogna dare giudizi diversi da quelli politici. E quelli politici sono a mio avviso positivi».


TOTARO VOTERà Sì A SFIDUCIA: "MA NON è UNA CHIUSURA"

13:25 - A sorpresa, voterà sì alla sfiducia Francesco Totaro, l’esponente di Mdp molto vicino a Danilo Leva, uno dei principali avversari di Paolo di Laura Frattura. Lo annuncia in Consiglio regionale: «Voterò a favore della mozione per queste ragioni: io voglio un Molise moderno e solidale, il Molise descritto nell’accordo sottoscritto dalla coalizione nel 2013» ma in questi cinque anni «non c’è stato nessun cambiamento o nessuna nuova stagione». Insomma, il programma elettorale sottoscritto da 9 partiti è stato disatteso. «Il patto con i molisani non è stato rispettato», dice chiaramente Totaro. Scandisce i settori in cui il governo regionale ha fallito: sanità, infrastrutture, il dimagrimento dell’apparato politico-amministrativo.
«La mia è una sfiducia a lei, presidente, e alla squadra che ha cambiato senza nemmeno consultare i consiglieri. Ma non è una chiusura, anzi: ritengo dopo le elezioni in Sicilia che sia indispensabile per i partiti del centrosinistra fare fronte comune ai prossimi appuntamenti elettorali».


IL CAPOGRUPPO PD SCARABEO: FRATTURA HA TRADITO PATTO CON ELETTORI

13:23 - Tra gli interventi più attesi quello del capogruppo del Pd Massimiliano Scarabeo. Alla vigilia della seduta di oggi, 7 novembre, ha già espresso la sua opinione, molto critica nei confronti del governatore. In Aula il politico venafrano cita la questione morale e attacca: «Lei ha violato il patto con gli elettori, tradendo la fiducia che le hanno dato. In qualità di cittadino e poi di consigliere e capogruppo del Pd, mi sento rappresentato in termini negativi da questo governatore».

Questo l’intervento integrale: “La situazione che ha visto coinvolto, suo malgrado, il Governatore Frattura, pone un serio accento su una questione morale che non per questo è meno grave di quella politica. Nel merito non devo entrarci io visto che lo hanno già fatto i giudici, ma, al di là delle posizioni politiche di ognuno, abbiamo il dovere di esprimerci sul fatto che questo Presidente sia o no un bugiardo. Il Molise deve avere la certezza che la propria guida politica, amministrativa e istituzionale, rappresenti serietà, onesta e serenità, e tutti dobbiamo sapere se le scelte fatte fino ad oggi, non siano state contaminate da fattori e comportamenti irriverenti verso quelle regole, nel rispetto di tutto il popolo molisano. Ma, allo stesso tempo, posso dire che il Molise deve essere altrettanto consapevole che la questione sollevata, per quanto mi riguarda, non è derivata da ciò che è stata, finora, l’azione di governo dello stesso Presidente Frattura, e ciò che ha fatto o non ha fatto nella sua azione politico-istituzionale per questa terra, o ancora aver considerato il programma elettorale carta straccia, a questo ci penseranno gli elettori se avrà ancora intenzione di candidarsi! La questione, per me è e resta una questione morale! I fatti ci dicono che dal deposito delle motivazioni della sentenza di assoluzione del Direttore di Telemolise e del Magistrato Fabio Papa, un fatto molto rilevante è emerso: quello che il Governatore Frattura non ha detto la verità; non l’ha detta ai giudici quindi anche ai molisani, coinvolgendo l’intera Regione a costituirsi parte civile nel processo, per poi ritrovarsi a subire un vero e proprio schiaffo dato che la questione, al netto di ulteriori gradi di giudizio, è stata per il Presidente Frattura un vero e proprio boomerang. Un fatto che non ha giovato alla democrazia e al dibattito che si è aperto sull’argomento, che pone, ancora una volta, il problema se davvero questa Regione sia stata amministrata con senso di leale, serena e onesta responsabilità. Detto ciò, il mio auspicio è quello che da questo confronto, al di là delle posizioni politiche di ognuno, sia emerso la consapevolezza che ciò che si farà, in futuro, sarà nell’esclusivo interesse di rendere giustizia non ai singoli ma a una intera regione. Ed è proprio su questo fatto che in qualità di cittadino prima e di Consigliere Regionale poi, non mi sento rappresentato da questo Governatore.”


IOFFREDI: "FRATTURA NON HA CEDUTO A TENTATIVI DI RICATTO"

13:06 - Angela Fusco Perrella voterà sì alla mozione: «La mia è una sfiducia istituzionale e politica». Al governatore, tra le altre cose, rimprovera di non essersi aperto al dialogo con l’opposizione.

Opposta la posizione espressa in Aula dal consigliere Nico Ioffredi: «Nella sentenza io ho letto un governo regionale che non ha ceduto a tentativi di pressione. Io credo che il comportamento della giunta e di questo consiglio sia stato irreprensibile, non cadiamo nel tranello, concludiamo questa legislatura». Alla luce di queste affermazioni, il suo no alla mozione sembra evidente.


CIOCCA: MOZIONE INGIUSTA. NIRO: "NON SI SA SE FRATTURA HA MENTITO

12:39 - Salvatore Ciocca, consigliere delegato alla protezione civile, è il primo a parlare tra i banchi della maggioranza. Accusa 5 Stelle e centrodestra di essersi uniti: «Ora farete come in Sicilia?». Del resto, «è ingiusto proporre una mozione di sfiducia quando questa vicenda impone diverse valutazioni».

Poi è la volta dell’ex presidente del Consiglio regionale Vincenzo Niro: «Il quadro processuale non ci dice che Frattura ha chiaramente mentito», una dichiarazione che rende più forte il sospetto che, in fase di voto, si asterrà come sostengono i bene informati.

Nel suo intervento l’esponente dei Popolari per l’Italia riconosce che «l’aspetto giudiziario sarà chiarito dalla magistratura». «Non è la prima volta che in quest’Aula approdano mozioni di sfiducia per qualche vicenda giudiziaria, ma ha sempre prevalso il principio garantista e che ho sempre seguito, in virtù di quanto sancisce la nostra Costituzione».

Ma, al tempo stesso, mette in guardia: «Lei, presidente, non può esimersi dal chiarire la vicenda» perché riguarda l’attività «non dell’architetto Frattura ma del presidente Frattura». Dal suo punto di vista, «emergono comportamenti non consoni ad un Presidente di Regione». E poi «è mancata la puntuale informazione perché la Regione Molise è stata coinvolta con la costituzione di parte civile in un processo in cui lei era coinvolto». Niro dunque chiede con fermezza di «assumere ogni necessaria iniziativa giudiziaria volta a far chiarezza su questa vicenda per tutelare la Regione Molise da possibili danni che potrebbe subire in relazione alla sentenza».


E TRA IL PUBBLICO SPUNTA L’EX CONSIGLIERE MASSIMO ROMANO

12:14 - Non metteva piede in Consiglio regionale da lungo tempo: Massimo Romano, ex inquilino di palazzo D’Aimmo e sfidante di Frattura alle scorse elezioni regionali, non ha voluto saltare questo appuntamento politico facendo una capatina in via IV Novembre per ascoltare gli interventi e assistere alla caduta - semmai dovessero esserci i numeri - del suo nemico politico.


IORIO: "DI FRONTE ALLE CRITICHE, NON CI POSSONO ESSERE VENDETTE"

12:08 - Poi prende la parola l’ex governatore Michele Iorio che si è unito alla mozione dei 5 Stelle. Il suo ragionamento ruota su un concetto: «Si può interpretare una richiesta come una estorsione?», dice riferendosi alla presunta ‘cena dei ricatti’ da cui è nato il processo di Bari, in cui sono stati imputati il direttore di Telemolise Manuela Petescia e il pm Fabio Papa. Il governatore, dopo questa vicenda giudiziaria, è indagato per calunnia.
«L’associazione criminale sarebbe il centrodestra e i loro attori sarebbero tutti quelli che si oppongono alle sue tesi», dice Iorio rivolgendosi a Frattura. Che ascolta e prende appunti. «Questo fatto ci ha spinto a sottoscrivere la mozione di sfiducia perché purtroppo in Aula manca un dibattito sereno. Siamo convinti che lei, presidente, non può avere la serenità necessaria per poter ricoprire quell’incarico, presidente della Regione e di tutti i molisani, a tutti deve garantire disponibilità all’ascolto senza che questo ascolto si trasformi in estorsione se quello che una persona sostiene viene poi considerato da lei poco gradito».

Nel suo intervento emerge qualche puntura di spillo nei confronti del presidente: «In politica non esistono le vendette, i posizionamenti o la lesa maestà se uno rivolge critiche o esprime liberamente la propria opinione, non si può mettere il bavaglio a chicchessia. Nella mia esperienza politica, non è mai capitato di aver subito un’estorsione di fronte a una richiesta. Le richieste mi sono apparse sempre richieste e mai condizionamenti».


M5S: "NON VOGLIAMO UN PROCESSO, MA FRATTURA DEVE CHIARIRE"

11:47 - «Nessuno di noi vuole aprire un processo in quest’aula, perché ci sono altri luoghi preposti»: Antonio Federico (M5S) lo precisa all’inizio del suo intervento in Consiglio regionale. Sua e della collega Manzo la mozione per sfiduciare Frattura. «Abbiamo aspettato di leggere le 157 pagine senza filtri e interpretazioni», scandisce ma al tempo stesso «questa vicenda si interseca con aspetti pubblici che non possono essere ignorati».

Federico legge in Aula stralci della sentenza del giudice Antonio Diella. Poi ’bacchetta’ Frattura: «È stata la giunta (con la delibera con la costituzione in giudizio nel processo, ndr) ad aver buttato nell’agone politico la vicenda» e «senza minimamente informare il Consiglio regionale. Se avesse portato in Aula questa questione, avrebbe già dovuto chiarire i punti oscuri della vicenda e rispondere a una domanda: ‘Perché lei, presidente, è andato a quella cena?’ e dunque perché ha portato nelle stanze private argomenti pubblici?».


La cosiddetta ’cena dei ricatti’ è l’emblema dell’ «intreccio tra politica, imprenditoria e magistratura. Possiamo superare dunque - incalza l’esponente dei Cinquestelle - la locuzione ‘Sistema Iorio’ e si può parlare di ‘Sistema Molise’, in cui si privilegiano gli accordi sottobanco piuttosto che la risoluzione dei problemi per gli interessi di tutti».


AVVIO IN RITARDO DELLA SEDUTA, FRATTURA GIà IN AULA

11:23 - E’ il giorno della verità a palazzo D’Aimmo oggi 7 novembre: Frattura sì, Frattura no. Il Consiglio regionale è pronto a pronunciarsi sulla mozione di sfiducia depositata dal Movimento 5 Stelle dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza di Bari. Per Antonio Federico e Patrizia Manzo, il governatore è «eticamente incompatibile a ricoprire qualsiasi incarico pubblico». Per motivazioni differenti hanno firmato la sfiducia anche gli esponenti del centrodestra Michele Iorio, Nicola Cavaliere, Angela Fusco e Pippo Sabusco. Non saranno gli unici a dire sì alla sfiducia: nelle ultime ore ha rotto il silenzio e ha deciso – a sorpresa - di appoggiare la sfiducia anche il capogruppo del Partito democratico Massimiliano Scarabeo.

Stamattina, in via IV Novembre, il verdetto finale al termine della seduta monotematica convocata dal presidente dell’assise Vincenzo Cotugno. Sette i sì sicuri, mentre la maggioranza dovrebbe respingere la mozione con 9 no. C’è attesa per il voto dei consiglieri dissidenti: occhi puntati dunque su Vincenzo Niro, Francesco Totaro e Michele Petraroia. Secondo le indiscrezioni che già iniziano a circolare in Aula, il capo della giunta – uno dei primi ad arrivare a palazzo - dovrebbe astenersi.

La seduta, convocata alle 10.30, è iniziata: i consiglieri stanno arrivando alla spicciolata in Aula.

(Pubblicato il 07/11/2017)

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