Planner Sposi
PRIMONUMERO - CITTA' IN RETE
Cianciosi srl
 
Bregantini nell'occhio del ciclone
Scontro sullo Ius soli, i leghisti ’imbavagliano’ il vescovo: "La Chiesa non può fare politica"
Ha scatenato un putiferio la posizione espressa da Giancarlo Bregantini sul riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli dei cittadini stranieri. Dopo Maurizio Tiberio, la rappresentante molisana del partito di Matteo Salvini lancia bordate contro il vescovo di Campobasso: "Ha preso una cantonata. La Chiesa non deve intrallazzare con i poteri forti e i preti non devono indicare dal pulpito chi bisogna votare". Tuttavia, se la legge entrasse in vigore, la nostra regione ’guadagnerebbe’ più di 1300 cittadini in più.


Campobasso. Lo scontro tra la Chiesa e i partiti ha messo sempre un po’ di pepe sulla politica italiana. Certo, non siamo di fronte alle scomuniche che colpivano chi era iscritto al partito comunista o al monito di votare sulla ‘croce’ della Democrazia cristiana. Né alla querelle alla ‘Don Camillo e Peppone’. C’è però un argomento che sta rendendo di nuovo bollente il clima. Questa volta il conflitto si consuma sullo Ius soli, la riforma per concedere la cittadinanza italiana a tutti quei bambini stranieri nati nel nostro Paese da genitori stranieri, se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Il Pd vorrebbe approvarlo entro la fine della legislatura, anche se non sarà facile. Il Molise, invece, ’guadagnerebbe’ 1300 cittadini in più. Non male per una regione a rischio spopolamento.

La Conferenza episcopale italiana si è schierata a favore della legge promossa dal Pd. Le prime schermaglie questa estate, con il battibecco tra monsignor Nunzio Galantino e la Lega Nord. Pochi mesi dopo e nell’occhio del ciclone finisce il vescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini. La sua ‘benedizione’ alla norma ha scatenato il putiferio in Molise. «Sarebbe ora che venisse approvata, è doveroso: i figli dei migrati nati in Italia hanno diritto alla cittadinanza, non è un favore».

Apriti cielo. Probabilmente è la prima volta che il massimo esponente della Curia finisce in maniera così netta nel fuoco incrociato delle polemiche politiche. Dopo il coordinatore di Popolo, Idea e libertà Maurizio Tiberio che ha definito «fuori luogo» le dichiarazioni di padre Giancarlo e lo ha invitato a lasciare alla politica «le questioni temporali», bordate arrivano da uno dei massimi rappresentanti in Molise di ‘Noi con Salvini’. Aida Romagnuolo (nella foto con Luca Zaia), negli ultimi weekend in piazza per raccogliere firme contro la riforma, spara a zero contro il presule ‘colpevole’ di aver espresso il suo pensiero sulla questione: «Forse, padre Bregantini prima di spararne una delle sue solite, avrebbe fatto bene a riflettere come fanno i vescovi di Termoli, Isernia e Trivento che, alle cannonate preferiscono la preghiera, il silenzio e la misericordia».

La rappresentante leghista, oltre a dichiararsi «totalmente in disaccordo» con il vescovo, lo accusa di aver preso «una cantonata». Poi lo ‘imbavaglia’ suggerendogli di confrontarsi prima con i fedeli e poi di esprimersi dimenticando forse che la libertà di pensiero è uno dei diritti garantiti costituzionalmente: «Considerato che egli rappresenta una comunità di cristiani, potrebbe indire un bel referendum e chiedere ai suoi fedeli se sono d’accordo o meno sullo Ius Soli».

Anzi, per la Romagnuolo, la posizione espressa dal vescovo del capoluogo molisano non solo è inopportuna perché è «allineata alla politica di sinistra», ma al tempo stesso è «l’emblema della sempre più evidente distanza tra la chiesa e il mondo reale, motivo questo che rende sempre di più le chiese deserte».
Le bordate non finiscono qui. «Per i danni che molti vescovi stanno commettendo e tra questi anche padre Bregantini – incalza l’esponente di ‘Noi con Salvini’ - si nota una forma di autodistruzione dove da una parte notiamo l’avvento dell’Islam, ed è facile comprendere del come avverrà, e dall’altra parte l’imbarazzo provato sui tanti casi di pedofilia perpetrati nella chiesa. Dire sì allo Ius Soli come fa padre Bregantini adducendo che è un diritto e non un favore è disconoscere il diritto primordiale che vengono prima gli italiani».

Il giudizio finale della Romagnuolo è netto e ricorda il braccio di ferro tra Chiesa e partiti che ha fatto da sempre da sfondo alla politica italiana: «Personalmente amo la chiesa povera di Cristo che sostiene i veri deboli e smaschera i profittatori, amo quella chiesa che non interferisce sulle questioni politiche di uno Stato sovrano come l’Italia, amo una Chiesa che non intrallazza con i poteri forti della politica e delle banche, amo quella Chiesa dove i parroci non invitano nelle loro omelie come votare il sindaco o come votare al referendum, amo quella Chiesa che nel proprio ordinamento giuridico preveda il Ius Soli, cosa che invece non ha la chiesa romana e vaticana». Insomma, va bene se vescovi e sacerdoti si occupano del Vangelo e argomenti affini, ma guai se provano ad esprimere un’opinione su certi argomenti. Come sui migranti, diventati per una parte della politica il nemico da distruggere. Ma in campagna elettorale è permesso tutto, o quasi.

(Pubblicato il 31/10/2017)

SITI SPONSORIZZATI

PRESTITALIA - PRESTITI PERSONALI A DIPENDENTI E PENSIONATI
Via Corsica, 152 - Termoli - Tel: 0875.711701 Fax: 0875.711726

CHIEDI UN PREVENTIVO PER L’ARREDO DEL TUO GIARDINO A NAPOLI CON GUIDAGIARDINI.IT
Guidagiardini è il portale per la realizzazione e l’arredo del giardino numero 1 in Italia

STUDIO DENTISTICO DOTT. CASOLINO
Corso Vittorio Emanuele III, 45/B - Termoli - Tel: 0875.704521

CURA DELL’IPOCONDRIA? CHIEDI AIUTO A UNO PSICOLOGO SU GUIDAPSICOLOGI.IT
Trova sostegno nella prima guida in Italia che riunisce gli specialisti della psicologia

back


 
Chateau dAx
 
note legali  -  pubblicità  -  e-mail: info@primonumero.it  -  P. IVA: 01438950709 - telefono: 0875.714146 - fax: 0875.453113
© Copyright 2000-2017 - Tutti i diritti sono riservati - Primonumero - Città in Rete
visitatori dal 7 aprile 2006