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Manzo: "Il nostro candidato sarà scelto sul web. Ora dobbiamo convincere gli indecisi"
Cinque anni di palazzo D’Aimmo ormai alle spalle, una nuova sfida davanti. «Non credo ai sondaggi fatti a mesi di distanza dalle elezioni specie se non vi è una legge che regolamenta la competizione». Patrizia Manzo, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ritiene possibile la vittoria dei pentastellati alle prossime regionali a patto che «si vada tra coloro che si sono allontanati dalla politica a spiegare il nostro progetto, la nostra rivoluzione culturale».


di Alessandro Corroppoli

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Originaria di Palata ma residente a Termoli, la quarantenne Patrizia Manzo, laureata in scienze statistiche demografiche e sociali, lavorava a progetto presso UnionCamere Molise prima di sedersi tra i banchi di Palazzo D’Aimmo e diventare una figura di riferimento del Movimento 5 Stelle in Molise.

Tutti i sondaggi regionali vi danno in vantaggio sulle altre formazioni. Sono attendibili?
«Personalmente penso che sondaggi fatti a mesi di distanza dal voto siano poco attendibili. Attendibilità che viene ancora meno quando il sondaggio viene fatto in assenza di una legge elettorale regionale che potrebbe sensibilmente indirizzare le dinamiche elettive. Più che alla percentuale del Movimento 5 Stelle, io mi soffermo sul numero degli indecisi e degli astenuti: è lì che bisogna andare. Parlare alle persone che si sono allontanate dalla politica».

Con quale legge elettorale regionale crede che si andrà a votare nel 2018?
«Noi abbiamo presentato una nostra proposta di legge elettorale che sfavorisce le grandi coalizioni, abolisce il voto disgiunto e il listino maggioritario, e soprattutto ripartisce l’assegnazione dei seggi attraverso il metodo D’Hont che garantisce la distribuzione dei seggi tra la provincia di Campobasso e quella di Isernia (quattordici e sei), quindi, due collegi elettorali. Noi siamo fermi su questa posizione, ma la maggioranza è in notevole ritardo sui tempi perchè non c’è uniformità di intenti sulla proposta di legge fatta da Paolo Frattura».

Quindi, secondo lei, si andrà al voto con una nuova legge elettorale o no?
«Dipende molto dalla maggioranza consiliare che, ripeto, è in notevole ritardo sui tempi. Certo se ci sarà una forzatura dell’ultimo momento la considererò una scorrettezza, perchè la legge elettorale ha bisogno dei suoi tempi e della più ampia condivisione possibile sia dentro che fuori dal palazzo».

Spesso più che critiche si leggono e si ascoltano offese e insulti a quella che voi definite "casta". Non crede che bisognerebbe fare tutti un passo indietro?
«Io posso rispondere per me. Personalmente in questi anni ho avuto diversi confronti/scontri con i miei colleghi consiglieri e con la Giunta regionale, spesso anche molto accessi che dalle aule del Palazzo sono proseguite sui social. Ma, oltre a tenere al centro della diatriba il tema in discussione non è venuto mai a mancare il rispetto della persona. L’offesa e l’insulto non dovrebbero mai esserci».

Punterete ancora su Antonio Federico candidato presidente?
«Con Antonio abbiamo condiviso un percorso importante.
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Lui è un punto di riferimento per il Movimento sin dal 2009, è passato per la candidatura del 2011 fino all’attuale legislatura. Ma, come Movimento 5 Stelle, abbiamo le nostre regole per la scelta del candidato Presidente: sarà la rete a decidere, tra una rosa di candidati, chi meglio di altri può fare sintesi tra le varie anime. Ci affideremo alla piattaforma "Rousseau", come fatto nella Regione Lazio ad esempio, dove ogni iscritto può scegliere il proprio candidato».

La rete sceglierà anche i vostri candidati alla carica di consiglieri regionali?
«Spero di sì, me lo auguro. Ma noi in questo momento abbiamo un attimo accantonato il tema delle candidature e siamo concentrati sul programma da portare tra la gente, specie tra quelle persone che i sondaggi inseriscono nella casella astenuti o indecisi. E’ con loro che il Movimento 5 Stelle, noi cittadini portavoce abbiamo il dovere di parlare, e cercare di convincerli della bontà della nostra rivoluzione culturale prima che politica».

Patrizia Manzo sarà candidata nel 2018?
«Se lo staff mi invierà una mail nella quale chiederà una mia disponibilità a candidarmi e a portare avanti il progetto del M5S, lo farò molto volentieri. Mi piacerebbe mettere a disposizione il mio bagaglio di conoscenze e esperienza acquisito in questi anni».

(Pubblicato il 04/11/2017)

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